«Pattuglia h24 ai giardini»

«Ci vorrebbe una pattuglia 24 ore su 24 per presidiare i giardini». Non solo l’Isonzo, ma anche i giardini pubblici di corso Verdi con l’arrivo della bella stagione sono tornati a popolarsi di richiedenti asilo, tenuti costantemente sotto osservazione dalle forze dell’ordine che con cadenza ciclica pattugliano i punti di ritrovo tra migranti più gettonati della nostra città. Nello specifico, quello che si sta alzando negli ultimi giorni dai giardini pubblici è un campanello d’allarme, intensificatosi giovedì con un accenno di rissa tra le bancarelle del mercato e nelle notti precedenti con la trasformazione della grande magnolia adiacente al parco giochi frequentato dai più piccoli in un dormitorio di fortuna. «Chi visita il parco manifesta perplessità davanti a certe scene» racconta Andrea Faccio, titolare del parco giochi Jungle Village, «vedere materassini, zaini e vestiti abbandonati sotto gli alberi e tra i cespugli da l’impressione che la situazione non sia sotto controllo. Sappiamo che non è così, la zona tutto sommato è sicura e non vogliamo creare allarmismi, ma proprio per questo la nostra priorità è fare in modo che questi giardini rimangano una zona sicura. Il presidio fisso h24 delle forze di polizia servirebbe non solo a presidiare i giardini ma anche a preservare l’attività di chi in quest’area ci lavora. I giardini devono rimanere accessibili soprattutto alle famiglie a tutte le ore del giorno e fino a sera». L’ultima segnalazione alla polizia locale è arrivata ieri per la presenza di un gruppetto di richiedenti asilo presumibilmente appena arrivati in città, che avevano cercato un po’ di relax all’ombra delle fronde verdi del parco. E proprio per loro i giardini pubblici sembrano essere diventati un punto di ritrovo chi i migranti che invece sono già presenti in città. «Arrivano tutti con il telefono in mano, guardando il gps» racconta Faccio, «si danno appuntamento qui per incontrarsi con i richiedenti asilo che si sono già stabiliti nei centri di accoglienza. È una sorta di comitato di benvenuto che evidentemente segue un passaparola tra chi c’è già e chi sta per arrivare. È un meccanismo che va interrotto, altrimenti Gorizia diventerà un porto». Ma le segnalazioni inoltrate alla questura arrivano anche dal parco del Baiamonti, dove alcuni migranti sono stati visti oltrepassare le inferiate anche di notte, e da piazza Tommaseo. Dalla prefettura fanno sapere che al momento tutti i richiedenti asilo sono stati inseriti nelle strutture di accoglienza o al Cara. Chi dorme all’addiaccio, di conseguenza, non ha oppure ha perso il diritto all’asilo politico.

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