Passato e futuro, senza presente

di Spritz_Nero

A Gorizia la percezione del tempo è forse quella più esatta, ossia la sua inesistenza. L’inesistenza del tempo assoluto. Mi rifaccio alla tesi sostenuta dal filosofo greco Socrate secondo cui il passato non è più, il futuro non è ancora, il presente come separazione tra due cose che non esistono, non esiste.
Tranquilli correttori di errori ortografici o citazioni filosofiche errate, ho semplicemente trascritto una delle bellissime scene contenute nella pellicola “32 dicembre” opera del poliedrico artista napoletano Luciano De Crescenzo.
“E che c’azzecca?” direbbe l’On. Di Pietro che pur senza una gran padronanza della lingua italiana pare si sia fatto capire da chi gli ha permesso di essere un commissario di Polizia prima, un magistrato dopo, un segretario di partito poi…
Leggendo i titoli di un quotidiano locale, la mia percezione del tempo è stata esattamente quella del vivere nel nulla: da una parte il passato; nel caso specifico rappresentato in tanti nomi che hanno portato ai massimi splendori la città di Gorizia attraverso il mondo sportivo della pallacanestro (durante la presentazione del libro di Coach Gubana “Storia della pallacanestro goriziana del XX secolo” e che anch’io voglio promuovere con tanta stima e piacere).
Il passato che non è più.
Dall’altra parte il futuro, rappresentato dall’auspicato arrivo del cantautore italiano Luciano Ligabue, l’Elvis romagnolo, tra i pochi cantanti italiani capaci di riempire di fan’s propri lo stadio di San Siro.
A Ligabue, nel futuro che non è ancora, sarà affidato il compito di riempire non uno stadio ma un palazzetto che forse sarà, ma in attesa che ciò avvenga, potrebbe far vibrare le sue preziose corde vocali in qualche padiglione della Fiera di Gorizia, che non c’é e mai sarà.
Il futuro non è ancora.
La separazione tra due cose che non esistono potrebbero essere le affermazioni di Federico Portelli, capogruppo del PD in Gorizia, che riferendosi al sindaco Romoli dichiara che “non passa giorno che un suo elettore non mi fermi per strada lamentandosi delle intenzioni formulate dalla giunta e che sono rimaste sulla carta” e che un Di Pietro magistrato potrebbe così contestare: e che c’azzecca? Perché gli elettori di Romoli non fermano direttamente lui dato che non risparmia certo sulle passeggiate cittadine? (e nemmeno sui volantini inutili aggiungerebbe forse aprendo anche un’inchiesta).
Il presente che non esiste.

(foto di copertina: Wikipedia)

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Le opinioni dei lettori su "Passato e futuro, senza presente"

  1. palazzetto o padiglione della Fiera di Gorizia così come sono non sono adatti ad un concerto…
    ricordo che qualcuno disse che avrebbe speso soldi x poter effettuare concerti al palazzetto, ma non so com’è finita…
    sperando che Ligabue, che personalmente interessa poco, non sia solo uno spot ma l’inizio di una lunga serie di concerti, altro che basket…

  2. Caro Marco,
    l’evento musicale di una certa portata, come magari sarà, se vorrà e potrà essere quello di Ligabue è un’occasione più unica che rara. Non è l’inizio di nulla, manco vivessimo in una città più grande e sveglia.
    Concerti simili capitano, se va di lusso un paio di volte all’anno; se va bene una sola.
    Da questi eventi dobbiamo solo imparare. Imparare molte cose, magari copiando città che questo genere di eventi li organizzano da decenni, e con discreto successo.
    Mi dispiace poi, ma non sono d’accordo con le tue ultime parole. E non lo dico da fan di uno sport che ha appassionato generazioni di nostri concittadini, ma guardando e valutando una situazione che non è assolutamente confrontabile con quella dello spettacolo.
    Una squadra di basket seria non porta solo all’evento di turno, campionato, coppa, trofei ecc, ma crea un circolo di attività ed iniziative che solo attorno agli eventi sportivi si crea. Abbonamenti, trasferte, tifo sano ed organizzato, passione. E’ questo che deve portare alla città la presenza di una società sportiva, specie (me lo auguro) di un certo livello, che non ha nulla a che vedere con l’organizzazione di un singolo evento musicale, completamente separato da quello che lo ha preceduto e da ciò che lo succederà.

  3. Al momento non ci sono le basi né per organizzare un concerto di Ligabue, tantomeno per rifondare una squadra di basket che possa giocare ai massimi livelli.

  4. sport di squadra fomentano solo l’odio… ne più ne meno…
    sono pochi gli sport dove viene praticato il rispetto x la squadra avversaria, ad esempio il rugby.
    Nell’anno in cui la squadra di Gorizia passò dalla A2 all’ A1 ero amico degli americani che ci giocavano, un pò perchè in inglese me la cavo e un pò perché gli facevo da assistenza ai loro problemi con i computer e quindi puntualmente mi regalavano biglietti…
    per farla breve ricordo che quando andavo a vedere la partita, c’era più di qualcuno che passava tutto il tempo ad insultare il pubblico avversario…
    grazie al cielo con la scomparsa del basket a Gorizia è scomparso anche questa assurdità…
    la musica fomenta amore.
    punto

  5. Continuo a non essere d’accordo.
    La stupidità fomenta odio, non lo sport.
    Chi passa il giorno ad insultare il pubblico avversario c’è e ci sarà sempre, e credo che qualche elemento simile non manchi nell’ambito musicale, ma c’è poi da distinguere tra chi lo fa per odio e chi per ‘sport’ e che, come succede nel citato sport dalla palla ovale, andrebbe volentieri a farsi una bevuta con l’avversario dopo il match.

  6. che lo staff non sia d’accordo con me ne son ben lieto…
    le mie idee sono troppo avanti.. ahahahah
    su una cosa hai ragione, quando c’è il pubblico difficilmente tirerà fuori la parte migliore di sé…

  7. Temo sia necessario guardare ad oggi invece che al domani. Ed oggi, come ci ricorda Spritz, i nostri discorsi sono utopici.
    Resta il fatto che, chi avanti chi indietro, non è sbagliata una comunione di iniziative.
    Ricordati che con una società sportiva alle spalle magari ce la fai a campare per l’intera stagione, proponendo invece solo concerti (che tra l’altro riempirebbero la stagione estiva, da sempre libera dagli impegni sportivi) non duri più di un paio d’anni.

  8. @staff: “non duri più di un paio d’anni” su che basi dici questo…
    conosco personalmente un goriziano che vive organizzando concerti…
    ma l’hanno fatto scappare però…

  9. Che uno ci viva non lo metto in dubbio, ci sono persone che vivono gestendo eventi anche meno imponenti ed importanti.
    Io dico, e continuo a pensare, che gli eventi musicali non potranno essere certo l’unico spazio da dedicare a Gorizia. Questo non significa che non servano, anzi: devono fare assolutamente parte di una sovrastruttura ben più organizzata che preveda, ad esempio, una realtà sportiva di primo livello ed eventi associati.
    Creandosi una struttura organizzata non esisterebbe il rischio (o, per lo meno, sarebbe ben limitato) di vedere da un giorno all’altro sparire ogni evento.
    Cosa che, secondo me, senza rifarmi a nessun dato se non quelli forniti dalla mia immaginazione, potrebbe succedere qualora si volesse puntare su un solo ‘campo’, sia esso sportivo, culturale o musicale.
    PS: sono Alessandro Caragnano, scusa. D’ora in poi siglerò i miei commenti.

  10. Premesso che tra il dire e il fare c’é di mezzo il mare (o “e il” come dice Elio delle “storie tese”, o molti soldini come immagino direbbe Romoli) la cosa più logica da fare sarebbe quella di ricostruire il futuro palazzo “Bigot” adattandolo si ad ospitare eventi sportivi e musicali, ma rendendolo anche commercialmente attivo. Sarebbe molto utile ricavare degli spazi dove installare un piccolo bar-fast food, delle vetrine dove poter esporre e vendere i gadget degli eventi e cose del genere. Logica che si può ammirare in USA da 70 anni, quello che han fatto negli stadi inglesi e tedeschi da 10 anni scarsi, quello che faranno chissà quando in Italia. Il palazzo dello sport deve essere un luogo per famiglie ed una fonte di reddito che consenta di auto finanziarsi ammortizzando i costi il più possibile. Non credo che i miei occhi riusciranno mai a sgranarsi nel vedere una cosa simile in via delle Grappate, ma sarebbe la cosa più logica. Valori aggiunti che potrebbero creare nuove opportunità di lavoro e “movimento”. Non è fantascienza, basta copiare da chi l’ha già fatto. Certo che se i bandi di concorso finiscono sempre a pescare le solite menti quadrate, aspettiamoci altri mausolei destinati a rimanere tristemente deserti.

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