Pasian di Prato intitola via a deportato goriziano

Grazie al fattivo interessamento dell’amministrazione di Pasian di Prato e sopratutto dell’assessore Daniele Pala, nel paese di origine di Carino Querini, verrà dedicata una via all’agente di P.S. scomparso durante i 45 giorni di occupazione titina di Gorizia.
Alla cerimonia hanno già confermato presenza, oltre alle istituzioni locali, anche i Prefetti ed i Questori delle città di Gorizia e Udine .
Querini è scomparso il 2 maggio 1945 e da allora non si sono più avute sue notizie. La figlia Mariagrazia (mamma di Fabio Gentile), nata un mese dopo la scomparsa mai l’ha conosciuto e saputo ove era sepolto o era stato ucciso.
E’ la prima volta che in Italia viene dedicata una via con dei numeri civici, ad un agente della Pubblica Sicurezza, scomparso presumibilmente in foiba. In Toscana una amministrazione ha dedicato un parco ad un altro agente, ma mai una via con dei numeri civici.

CARINO QUERINI, nasce a Pasian di Prato il 11 luglio 1917, da
Lino e Maria Feruglio, nella casa posta in Pasian di Prato, in
Piazza di Sotto, all’angolo con Via Rovaredo.
Si arruolò nella Pubblica Sicurezza (attuale Polizia di Stato),
prestando servizio nella Caserma Sabotino di Via Santa Chiara a
Gorizia.
Nel maggio 1945 la città di Gorizia, per 45 giorni, a guerra
finita, fu posta sotto il controllo delle truppe jugoslave di Tito
che, con l’appoggio di alcune frange partigiane, portarono a
compimento quella che da tutti è ritenuta una vergognosa pulizia
etnica.
In quei giorni tremendi, furono deportati e uccisi 665 residenti
goriziani che avevano l’unica colpa di essere e di sentirsi
cittadini italiani, e di difendere la città dalle mire
annessionistiche della Jugoslavia di Tito. Della maggior parte di
loro si ignora tutt’oggi il luogo di morte e di sepoltura.
In quella occasione, il 2 maggio 1945, Carino Querini era in
servizio presso la sua caserma e, insieme ad altri colleghi della
Pubblica Sicurezza italiana, fu costretto a salire su un camion. Di
lui, come degli altri, non si seppe più nulla.
La sua sposa, Comici Tersilla, un mese dopo mise alla luce una
bambina, Mariagrazia, che non conobbe mai suo padre e che fu
successivamente riconosciuta quale orfana di guerra.
Nei documenti dello Stato Civile del Comune di Pasian di Prato,
risulta annotata, in calce all’atto di nascita di Carino Querini, la
dichiarazione di morte presunta pronunciata con sentenza del
Tribunale di Gorizia, con riferimento alla data del 31 maggio
1945.
A imperitura memoria delle deportazioni di quei 45 giorni e a
ricordo di tutti gli scomparsi deportati da Gorizia in Jugoslavia,
è stato eretto un monumento presso il Parco della Rimembranza a
Gorizia, che ricorda tutti gli scomparsi e sul quale è menzionato
anche il nome del nostro concittadino pasianese.

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