Particolari non trascurabili

Mentre nei giorni passati il sindaco Romoli generosamente elencava i progetti pronti al varo per risollevare le sorti del turismo goriziano e qualcuno della minoranza girava il coltello nella piaga ribadendo con forza la scarsa fiducia nei confronti dell’assessore al turismo e cultura Antonio Devetag, in pochi notavano come ci sia davvero scarsa sensibilità riguardo il tema “accoglienza visitatori”, già scarsi, nella nostra città.
Chissà quanti di voi durante viaggi e vacanze all’estero si saranno lamentati o avranno sentito italiani lamentarsi sul fatto che su certe indicazioni turistiche siano presenti le solite traduzioni in 5 lingue (inglese, tedesco, francese, spagnolo, giapponese o russo) mentre manchi la nostra.
Gli italiani pretendono infatti che in qualunque posto essi vadano vengano capiti dagli indigeni, siano questi americani piuttosto che amazzoni, spesso addirittura colpevolizzati di non spiaccicare nemmeno una parola in dialetto bergamasco o napoletano; fatto sta che le mete turistiche hanno il compito di avvicinarsi il più possibile al visitatore, informandolo, indirizzandolo e facilitando quindi il suo percorso culturale in un posto a lui sconosciuto e che gradirebbe approfondire.
Personalmente trovo quindi molto grave che l’enorme cartello giallo informativo piazzato all’ingresso della salita al castello (viale D’Annunzio) che riporta simpaticamente che il “Borgo Castello è aperto per lavori” non tenga minimamente conto del fatto che agli occhi di un turista che non parli la nostra lingua l’indicazione possa risultare indecifrabile o quantomeno possa creargli disagio, essendo questa esclusivamente scritta in lingua italiana.
In realtà la cartellonistica di viale D’Annunzio si spinge ben oltre al proposito di aiutare evidentemente i nostri soli connazionali a trovar la retta via per raggiungere il castello, ma dimostra come ci sia davvero scarsa attitudine nel rendere Gorizia turistica, proprio nella trascuratezza di particolari fondamentali come questi.
Forse Devetag prende come unico spunto la sua amata Francia che in effetti in tal senso è maestra di ottusità, con un ostentato nazionalismo che spesso danneggia i turisti; parlare inglese a Parigi è utile come piantare un geranio in un ghiacciaio. (…che esempio mi è venuto fuori? Ahah)
Certo è che a Gorizia non possiamo vantare Torri Eiffel o Louvre ed i pochi turisti stranieri che transitano spesso a caso dalle nostre parti non si sentiranno sicuramente molto tutelati e ben accolti.
L’ennesima occasione persa che ci dimostra che “ad ognuno il suo mestiere”.

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Le opinioni dei lettori su "Particolari non trascurabili"

  1. Concordo pienamente con spritz nero in quanto la Città manca di servizi mirati. Manca anche la calda accoglienza (ormai scontata per tradizione)del Trentino, ma sopra ogni cosa instisto sul fatto che i Commercianti di Gorizia, per primi, devono adeguare e rendere concorrenziali i loro esercizi. Molti parlano ma pochi propongono, ben vengano le iniziative private come “le nuove vie” che, con molta buona volontà, operano autotassando i soci per l’organizzazione di eventi ed iniziative comuni,che, di fatto, dovrebbe essere retaggio di un’associazione quale ASCOM (praticamente una lobby) ma che invece si limita a criticare ma non propone nulla di nuovo. Gorizia muore di normalità, manca cultura del rinnovamento perchè le novità, invece di attrarre, fanno paura, una specie di PLEASENTVILLE che legge pochi quotidiani perchè “tanto dicono sempre le stesse cose”, basta che nulla cambi e tutto è a posto.ASCENSORE? ASSOLUTAMENTE SI,progetto non nuovo ma proiettato ad incrementare i servizi che in una Città che vuole fare del turismo una voce importante per l’economia deve avere. Sveglia Gorizia, se pol fare de più!!!

  2. Possibile che alle ore 20 non ci sia un taxi che risponde alle chiamate? Il giorno della festa Dies Domini c’erano quarrto tusti austriaci alloggiati all’Internazionale e, dopo 45 min di chiamate a vuoto, li ho portati con la mia auto. Una vergogna, perchè per tratti brevi probabilmente non sono interessati alla corsa, certo, non possono pretendere un trasporto fino a Vienna per dire ” Signore arrivo subito”, parola sconosciuta ai taxi goriziani e ben capita da quelli sloveni che danno un servizio 24 su 24….anche in Città. Del resto, a volte è l’unica alternativa disponibile. Possibile che nessun tassista (forse uno) sia in grado di trasportsre un cliente diversamente abile? Cosa aspettano ad attrezzarsi? Ho visto persone scendere dal treno e dover spingere la carrozzella fino in centro, persone che mi hanno chiesto a chi rivolgersi per un tour in Città, ma la poca professionalità porta a perdere clienti e turisti, la voce si sparge in fretta fra gli operatori e i turisti vengono dirottati verso altri lidi.SI PUO’ FARE, ALTRO CHE NO SE POL. Sveglia Gorizia, diamoci da fare che adesso la Città non sarà perfetta ma è molto più accogliente ed esteticamente molto apprezzata dai visitatori. Molto meno dai goriziani del club “no se pol” pessimisti incalliti che rendono triste ogni cosa. Forse a Milano i taxi guadagno di più ma a Gorizia non rischiano una rapina a notte, e le tariffe credo siano simili.

  3. Interessante osservazione quella dei taxi. Mi è personalmente capitato di bestemmiare in tutte le lingue e dialetti da me conosciuti una sera piovosa post Gusti di Frontiera (immaginate perché ho preferito lasciare la macchina a casa…) dato che di taxi disponibili non ce n’erano. Per quanto riguarda le tariffe credo sia una cosa relativa: se un servizio serve, si è disposti a pagare il giusto; non so a Gorizia, ma a Milano sono assolutamente onesti. (Tariffe comunali) Morale della favola quella sera per tornare a casa mi sono fatto una sana passeggiata di 5,5 km (1h 30 min) zigzagando sotto il diluvio. Se mai esiste un Paradiso ad ogni pozzanghera ho sicuramente allontanato la remota possibilità che al termine di questa mia breve vita ci troverò le porte aperte. Di sicuro però le maledizioni avranno accorciato anche la vita dei tassisti e della mia ex martire fidanzatina di turno che ha preferito rigirarsi nel letto anziché soccorrermi. Beh, magari sia gli uni che l’altra avranno avuto di meglio da fare… :-)

  4. Riguardo il post n°105: non c’é ombra di dubbio che il manto stradale isontino è in uno stato a dir poco pietoso. (Proprio oggi ero mezzo intenzionato a scrivere qualche riga a proposito) L’opinione sui taxi l’ho espressa in precedenza.

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