Parole tante, certezze poche…

“Niente tagli. Basta con la propaganda. Non ci saranno impoverimenti né a Gorizia, né a Monfalcone”. Così ha esordito l’altro ieri all’incontro con la commissione sanità del nostro Comune, l’assessore regionale alla salute Telesca, “orfana” della presidente Serracchiani, ma “scortata” dai manager Marcolongo e Pilati. Ma si sa, l’attacco è sempre la miglior arma di difesa. Comunque chi si aspettava qualche novità, o meglio un quadro abbastanza certo del futuro della sanità isontina, è rimasto deluso. Tra le certezze, i preparativi al San Giovanni di Dio per il trasferimento del Centro Sla di Villa San Giusto. I familiari non dovranno più pagare le rette perché saranno a carico del servizio sanitario regionale, e non verrà soppresso l’hospice (sarebbe folle). Sembra poi che cardiologia sopravviverà visto che è stato annunciato il concorso per il primario che dovrebbe essere nominato entro sei mesi (non male come tempi). E poi ancora che si sta lavorando al piano per l’assistenza territoriale, di cui si parla da tempo senza risultati concreti. Entro ottobre, inoltre, dovrebbe essere firmato l’accordo con i medici di medicina generale per l’istituzione dei Cap, i Centri di assistenza primaria, di cui uno a Cormons e l’altro a Grado. Dalle cronache quotidiane non ci sembra che la categoria sia così disponibile. Silenzio, o vaghezza, sulla trombolisi (il discorso si trascina da tempo), no alla guardia pediatrica su 24 ore (“è sottoutilizzata e quindi non serve”), sul piano emergenza-urgenza (ambulanze, automediche, pronto soccorso, guardia medica) si vedrà in Consiglio regionale, vedremo l’ipotesi chiusura del Centro amianto, e null’altro. D’altronde cosa pretendiamo vista una delle tante uscite di Telesca: “troppi pazienti in fuga dall’ospedale” (anche il “Messaggero Veneto” ha colto il passaggio e titolato l’articolo di ieri). Qualche colpa sulla fuga la avranno anche i pazienti, ma a ciò ha contribuito pure la Regione che ieri come oggi non ha fatto altro che depauperare struttura e corpo medico e paramedico. Basterebbe fornire ai cittadini un quadro realistico della futura sanità isontina per rassicurarli e tenerli in loco. Invece anche nell’ultimo incontro… parole tante, certezze poche. La riforma, lo ripetiamo, è ancora lontana dal prendere forma. Ed è inconcepibile a distanza di due anni e passa dai primi tavoli con i tecnici. Cosa si è fatto in tutto questo tempo? Filosofia della sanità, e partorito numeri su numeri che oltre ad essere probabilmente superati, non producono altro. E infine, basta con i proclami. L’ultimo: “abbiamo messo in sicurezza l’Azienda “Bassa friulana-Isontina” con uno stanziamento di 16,5 milioni di euro, il maggiore fra tutte le Ass regionali”. Grazie, ma se esisteva qualche buco non sarà mica colpa dei cittadini? E poi da Isontina la nostra vecchia Asl 2 ha allargato i confini fino a Latisana, ed è ovvio che il mega ente costi. Oltre a stanziare e beatificarsi i vertici della sanità dovrebbero pensare a far funzionare l’intero comparto.

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