Parchi vietati a cani e bici

Estate, tempo di passeggiate a piedi e in bicicletta, spesso accompagnando a fare quattro passi anche il nostro “Fido”. Ma a Gorizia, negli ultimi giorni, chi ha fatto visita a una delle tante aree verdi disseminate in città si è ritrovato davanti un nuovo cartello che, oltre a richiamare i visitatori dei parchetti e dei giardini alle buone norme di comportamento, riporta due segnali che a tutti gli effetti si presentano come un divieto di accesso a cani, indifferentemente se al guinzaglio o senza, e biciclette. Ancor più assurdo, agli occhi dei tanti goriziani che frequentano queste aree verdi, che accanto ai nuovi cartelli non siano stati rimossi quelli vecchi che non solo consentivano l’ingresso ai nostri amici a quattro zampe, ma richiamavano i padroni all’uso del guinzaglio e a raccogliere eventuali “ricordini” delle bestiole. Quindi, che fare? Entrare rispettando le più basilari norme di educazione e buon senso, oppure interpretare alla lettera il nuovo divieto? E per le bici? È sufficiente limitarsi a non pedalare a velocità eccessiva oppure è necessario scendere dal sellino ed entrare nel parco portando la bici a mano? Separiamo i due casi. Per quanto riguarda il divieto di ingresso ai cani, questo venne sancito nel settembre 2015 con una ordinanza del sindaco, nella quale veniva specificato che il divieto sarebbe stato limitato alle aree verdi attrezzate per il gioco dei bambini o destinate all’allenamento degli sportivi, e solamente laddove i padroni delle bestiole avrebbero potuto trovare nelle vicinanze facili alternative per far trascorrere qualche ora in libertà al proprio animale. Nella stessa ordinanza, si spiegava che la decisione veniva presa in seguito ad alcune segnalazioni su inconvenienti dovuti alla presenza dei cani in queste aree pubbliche, e per prevenire la trasmissione di malattie che potessero essere provocate dal contatto tra i più piccoli e i “regalini” delle bestiole. Insomma, sicurezza e salute dei bambini prima di tutto. Nel dettaglio, l’ordinanza stabiliva il divieto all’ingresso dei cani nell’area verde del campo di atletica “Fabretto” e nelle aree gioco per bambini delle vie Udine, Brigata Campobasso, IV Novembre, Parcar (Baiamonti), della Colonia, Grado, Trivigiano, San Michele e Cipriani. Cartelli simili, ma privi di divieto, sono stati installati in altri 16 aree verdi cittadine, come parco M. Nel caso specifico di via Cipriani, a far discutere è anche il divieto di ingresso in bicicletta, alla luce della presenza di un piccolo circuito dove i giovani ciclisti possono prendere confidenza con le norme di base del codice della strada. A fare luce sulla questione è il referente tecnico del settore verde pubblico del Comune, Pierpaolo Pischiutta. «I bambini non solo potranno continuare a utilizzare queste aree in bicicletta» ha detto, «ma anzi dovranno farlo, altrimenti l’investimento per realizzare il parchetto per le bici in via Cipriani risulterebbe vano. I cartelli non sono riferiti agli interi parchi, ma limitatamente alle aree gioco. Dove ci sono i bambini che giocano non bisogna entrare né con il cane né in bicicletta». Chi non rispettasse i divieti può incorrere in sanzioni da 25 a 500 euro. Sono ovviamente esclusi i soggetti non vedenti detentori di cani guida, forze armate, polizia e Protezione civile in servizio. «La sicurezza dei più piccoli è una priorità alla quale non intendiamo rinunciare»ha detto il nuovo sindaco, Rodolfo Ziberna, che apre a una revisione del provvedimento emanato dal suo predecessore circa il divieto di ingresso ai cani nelle aree verdi attrezzate della nostra città. «Secondo me, se un cane viene tenuto al guinzaglio e i cani più grandi portano la museruola, i loro padroni possono accompagnarli in tutti i parchi della nostra città» ha aggiunto, «se necessario, quindi, sono disponibile a mettere mano all’ordinanza, che comunque è del tutto coerente con quanto previsto dalla normativa regionale in merito alla presenza di animali nei luoghi pubblici. Non dimentichiamo che per viaggiare su un bus servono portantini e museruole, e che su un mezzo è difficile che salgano due cani insieme. Sono semplici norme di buon senso».

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