PalaBrumatti, palestra a Gabrielli

Mentre Bersani stava salendo i cinque scalini del palco del teatro Verdi, nel rione della Campagnuzza, storicamente “villaggio dell’esule”, il rinnovato impianto sportivo che ha preso il posto del PalaConi veniva dedicato a due figure di riferimento a livello nazionale (Pino Brumatti) e locale (Tullio Gabrielli).
A ricordare i due campioni, uno sul campo da pallacanestro, l’altro su quello dell’educazione, ci hanno pensato Dino Meneghin, compagno di gioco e di vita degli anni milanesi di Pino Brumatti (dal ’67 al ’77 all’Olimpia Milano) e Gaetano Valenti, portavoce di quel mondo un po’ dimenticato dei nati in Istria, Fiume e Dalmazia.

Pino Brumatti con la divisa della Nazionale.
Pino Brumatti con la divisa della Nazionale.
A Pino Brumatti (Gorizia, 19 novembre 1948 – 21 gennaio 2011), è stato dedicato l’intero impianto, che quindi prende il nome di PalaBrumatti. È la palestra dove ha mosso i primi passi nel mondo della pallacanestro, nei primi anni Sessanta. È il 1966 quando il cartellino di Brumatti, ancora categoria Juniores, viene prelevato dall’Olimpia Simmenthal Milano, che lo gira per la prima stagione in prestito a Trieste, in serie B. In dieci anni di Olimpia vince 3 Coppe delle Coppe, 1 Campionato Italiano e 1 Coppa Italia. Lascia Milano per Torino nel 1977. Poi Torino per Reggio Emilia nel 1983. Da lì si trasferisce a Verona, che riporta in serie A. Impresa che ripeterà nel 1989 con Siena, a quarant’anni suonati. In carriera ha siglato 6894 punti. Ha vestito 102 volte la canotta azzurra, con la quale ha partecipato ai Giochi Olimpici di Minaco 1972 e Montreal 1976 e ai Campionati Europei nel 1969 e nel 1973. Per la Nazionale ha messo a segno 570 punti. Tutto questo gli ha permesso di entrare a far parte, dal 5 gennaio 2010, della Italia Basket Hall of Fame.

Il "Mago" Tullio Gabrielli.
A Tullio Gabrielli (Pola, 20 aprile 1925 – Gorizia, 28 giugno 2003), è stato dedicato il campo da gioco. Lascia la sua terra dopo la sua cessione alla Jugoslavia. Passando per Firenze, arriva a Gorizia, dove trova un impiego come insegnante di Educazione Fisica presso l’Istituto d’Arte della città. “Arte” sarà infatti il nome che darà alla sua società sportiva, fondata nel 1962 grazie all’aiuto di alcuni suoi colleghi. Noto ai suoi ragazzi come “Mago”, contribuì in maniera fondamentale alla crescita del movimento cestistico nel goriziano. Questo impegno gli concede di ricoprire per anni la carica federale di Consigliere Regionale della Federazione Italiana Pallacanestro.

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