Notte in galleria, 150 trasferiti

L’emergenza non è alle spalle. Quella di ieri è stata la giornata dei trasferimenti dei richiedenti asilo che dalla nostra città sono stati indirizzati al Cara di Gradisca d’Isonzo e alle strutture di accoglienza presenti in Emilia Romagna e nel Lazio, per un totale di 155 persone. Un trasferimento da record, attraverso il quale non è stato comunque possibile risolvere in maniera complessiva l’emergenza legata alla presenza dei richiedenti asilo in città, che soltanto venerdì aveva raggiunto picchi mai toccati in precedenza in seguito alla decisione della Caritas diocesana di chiudere le porte del bunker di via Grabizio e del dormitorio improvvisato nel salone della propria sede in piazza San Francesco, nel complesso conventuale dei frati cappuccini. Porte che oggi sono ancora letteralmente sprangate. I migranti sfrattati dai due ricoveri di fortuna si sono così riversati nelle strade e nelle piazze delle nostra città, davanti agli sguardi attoniti dei goriziani che hanno seguito questa sorta di processione laica da via Vittorio Veneto a via Sauro, da piazza Municipio a via Garibaldi e corso Verdi, fino ai giardini pubblici e già fino al parco della Valletta del Corno, inizialmente indicata come zona dove far passare la notte ai richiedenti asilo fuori convenzione. «I migranti trasferiti erano tanti ed è comprensibile abbiano creato un po’ di allarme sociale» ha detto il capo di gabinetto della questura isontina, Nicolò Toresini, «ma il trasferimento e la notte in galleria Bombi sono stati essenzialmente tranquilli, compresa la mattinata di oggi (ieri, n.d.r.) quando si sono riversati in piazza Vittoria. Alcuni sono stati smistati nei container, altri al Cara, ma le strutture sono nuovamente piene. Gli arrivi continuano, lunedì scopriremo cosa possiamo fare». Dalla Valletta, causa pioggia, i migranti si sono rimessi in marcia verso un nuovo riparo, individuato sotto galleria Bombi. Qui hanno dormito tra le 120 e le 140 persone. Ma segnalazioni sulla presenza di altri migranti sono arrivate anche dall’area dell’ex mercato all’ingrosso, tra via Santa Chiara e via Boccaccio, dove un gruppetto, evidentemente sfuggendo al controllo delle forze dell’ordine, avrebbe trovato riparo per la notte. Una notte lunghissima che ha fatto da antifona ai trasferimenti messi in campo ieri mattina. Nel dettaglio, 58 richiedenti asilo sono stati prelevati dall’hub del San Giuseppe, 4 dal Nazareno e 38 da galleria Bombi. Da qui sono stati poi prelevati altri 55 migranti per essere trasferiti al Cara di Gradisca. I posti lasciati liberi al San Giuseppe sono stati riassegnati nel giro di poche ore, per portare quanto più vicino allo 0 il numero di richiedenti asilo fuori convenzione. Ieri sera, secondo i dati diffusi dal consorzio di cooperative “Il Mosaico”, che gestisce a Gorizia San Giuseppe e Nazareno, avrebbero dovuto dormire all’addiaccio 10 persone. Un dato al quale vanno sommati i migranti che hanno perso il diritto all’accoglienza, ma che ancora stazionano nella nostra città. «Tutti i richiedenti asilo che hanno diritto a essere accolti hanno passato la notte al coperto» ha commentato il direttore della Caritas diocesana, don Paolo Zuttion, «qualcuno di quelli che non ne aveva diritto era rimasto in città perché trovava posto al bunker, e può darsi che ora che quella struttura è chiusa queste persone decidano di lasciare Gorizia. Abbiamo perso le tracce dei migranti espulsi dal Cara, ai quali comunque era stato sconsigliato di rimanere a Gorizia».

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