“No” al metanodotto

Uno è legato all’altro: il metanodotto Trieste-Grado-Villesse e il rigassificatore di Zaule. Su quest’ultimo il parere della Regione è da sempre negativo e così ora per il metanodotto. Opere di cui si parla da tempo e che sono ritornate alla ribalta perché il ministero dell’ambiente, di concerto con quello dei beni culturali e del turismo, ha emesso un decreto con il quale si stabilisce «la compatibilità ambientale relativamente al progetto del metanodotto Trieste-Grado-Villesse presentato dalla società Snam gas». In base al decreto solo ora il ministero dello sviluppo economico potrà convocare la conferenza dei servizi che sarà il momento conclusivo e risolutivo della vicenda. «In quella conferenza -si legge in una nota della Regione- la Regione ribadirà il proprio “no” al rigassificatore, chiudendo ogni ipotesi su quest’opera. E parallelamente facendo venir meno qualsiasi ragionamento sul metanodotto». Opere che da sempre nessuno vuole compresa la Slovenia. «Lo stesso ministro Calenda nell’ultima comunicazione alla presidente Serracchiani -si legge ancora nella nota- ha reso noto di essere a conoscenza che nel Piano energetico del Fvg si ribadisce la volontà di non autorizzare il rigassificatore di Zaule, ritenendo tale progetto sovradimensionato oltre che in contrasto con lo sviluppo del porto di Trieste». Chissà se dopo anni di polemiche e sollevazioni anche popolari si riuscirà a chiudere l’argomento. Comunque la Regione «ha già preso la decisione di impugnare il decreto ministeriale e a questo fine già oggi è convocato un vertice tecnico presso la direzione dell’ambiente».

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