Niente premio di maggioranza

Ieri lo abbiamo anticipato, ora è ufficiale. In caso di vittoria di Roberto Collini al ballottaggio, non sarà applicato alcun premio di maggioranza. Che, tradotto in parole povere, significa che l’ex giornalista Rai, anche qualora dovesse riuscire nell’impresa di rimontare oltre 4.650 voti al candidato del centrodestra, si ritroverebbe di fatto in minoranza all’interno del consiglio comunale. D’altronde, per la chiarezza con cui sono scritti gli articoli della legge elettorale, c’era davvero poco spazio per interpretazioni difformi da quella circolata fin dalla prima ora tra gli addetti ai lavori. La conferma definitiva arriva dalla direttrice del servizio elettorale della Regione, Annamaria Pecile. «Nel caso in cui al secondo turno vincesse Collini non vi sarebbe l’attribuzione del premio di maggioranza» spiega, «in quanto il gruppo di liste che al primo turno ha sostenuto Ziberna ha conseguito il 53 percento dei voti validi. È un dettaglio che in casi rari, come quello di Gorizia, preclude la possibilità di attribuire il premio di maggioranza al candidato che dovesse arrivare alla vittoria al secondo turno. L’unico a poter accedere al premio sarebbe lo stesso Ziberna». Più chiaro di così. Ricapitoliamo l’esito del voto, confrontando i voti conquistati da Ziberna e Collini, e quelli delle rispettive coalizioni. Il candidato azzurro ha ottenuto 8.543 voti contro i 3.884 dell’avversario, mentre la coalizione di centrodestra ha conquistato 7.394 voti contro i 3.031 attribuiti a quella di centrosinistra. Dove stanno, dunque, le ragioni per cui la coalizione di Ziberna, pur con un numero inferiore di voti, è riuscita a raggiungere la percentuale del 53,09 percento? Il 13,4 percento degli elettori di Ziberna (escludendo le percentuali risibili dei voti disgiunti) non ha votato per le liste, mentre tra gli elettori di Collini questo dato lievita al 21,9 percento. «Probabilmente, più che nel voto disgiunto, le cause del divario percentuale sono da ricercare nel metodo di voto più diffuso tra gli elettori» spiega ancora Pecile, «in molti decidono di non votare per la lista ma solo per il candidato sindaco». Oltre al fatto che, aggiungiamo noi, è più frequente incontrare durante lo spoglio una scheda valida per i candidati sindaci ma contenente voti nulli per le liste. Piccole distrazioni da parte degli elettori che, a conti fatti, si riflettono anche in queste percentuali.

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