Nessun passo indietro

I pazienti in stato vegetativo, attualmente ospitati nella struttura del San Giusto, tra circa un mese saranno trasferiti all’ospedale San Giovanni. Una decisione che era stata già presa dalla Regione, ma sulla quale sembrava potesse essersi aperto uno spiragli di trattativa in seguito alle proteste dei familiari dei pazienti. Trattative che evidentemente non hanno portato da alcuna parte. La conferma è arrivata nel pomeriggio di ieri, nel corso dell’audizione promossa dalla commissione welfare del Consiglio comunale di Gorizia, per fare il punto sulla riforma sanitaria e la sua attuazione in particolare nell’ospedale di Gorizia. Grande assente (si trova a Roma per ‘impegni istituzionali’), la presidente Debora Serracchiani, che ha lasciato così ogni spiegazione al suo assessore Maria Sandra Telesca, al direttore centrale Salute della Regione Adriano Marcolongo e al direttore della nostra azienda sanitaria, Giovanni Pilati. “Sono in corso di allestimento -come riporta il comunicato della Regione- 12 posti letto per pazienti in stato vegetativo, destinando alla loro assistenza specifiche risorse umane, 13 unità”. Insomma, più di un operatore per ogni paziente. Ma non basteranno i numeri, ancora solo e soltanto numeri, a placare la protesta dei familiari che, a quanto sappiamo, non sono affatto felici del trasferimento. Sugli altri grandi temi della sanità goriziana, poi, non si entra nello specifico durante l’incontro. Anche perché di novità vere e proprie, a quanto pare, non ce ne sono. Avviata la procedura del concorso per il nuovo primario di cardiologia, mentre sulle richieste di un ambulatorio pediatrico 24 ore su 24, nuovo “niet”, poiché “il servizio è utilizzato appena per il 25 per cento”. Ancora numeri, solo e soltanto numeri. Nessuna risposta invece agli interventi dei consiglieri che chiedevano lumi sul futuro del centro diabetologico, dei cup e di altri reparti. E parlando ancora di numeri, in chiusura, sempre ieri è stata annunciata la messa in sicurezza dei conti dell’azienda sanitaria Bassa friulana-Isontina, alla luce dello stanziamento a favore dell’azienda di 16,5 milioni di euro, in sede di assestamento di bilancio. “È la cifra più alta -scrive la Regione- fra tutte le aziende del Fvg”.

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