Negata la messa in friulano
Ad Aquileia scatta la protesta

Chi crede nell’esistenza di entità superiori alla realtà umana, come gli autori del manifestino che vi proponiamo di seguito, non avrà difficoltà a credere che non tutte le cose avvengono per caso.
Sembra infatti che le chiacchiere dei mesi estivi di questo 2011 avranno due protagonisti: uno, manco a dirlo, sarà l’ascensore al Castello, mentre l’altro sembra sempre più poter essere la questione delle minoranze linguistiche.
A Gorizia se ne parlerà riguardo alla ridefinizione dei confini circoscrizionali e della riduzione, da dieci a quattro, delle circoscrizioni cittadine. Nel resto della regione, invece, se ne parla anche in quelli che un tempo si chiamavano sagrati.

IN ALTO La Basilica patriarcale di Aquileia, luogo della manifestazione. A SINISTRA La bandiera del Friuli. A DESTRA Il manifestino consegnato martedì 12 luglio ai fedeli di Aquileia.

I fatti: martedì 12 luglio si festeggiavano i Santi Ermacora e Fortunato, patroni della Regione Friuli Venezia Giulia. Nella piazza Capitolo di Aquileia (Provincia di Udine ma Arcidiocesi di Gorizia), assieme ai fedeli che stavano raggiungendo la Basilica per l’inizio della celebrazione presieduta da Cardinale Gianfranco Ravasi, si è lentamente formato un gruppetto di silenziosi manifestanti, che esibivano striscioni da curva Nord(est) e bandiere del Friuli. «Vescui italians lassait liber il messal furlan, Vescovi italiani lasciate libero il messale friulano» è solo uno dei motti esposti dai fedeli friulani. Un solitario manifestante, il più coraggioso, si è spinto fino all’entrata della Basilica, dove, sempre in silenzio, ha tenuto alto il vessillo gialloblù fino a pochi minuti dall’inizio della cerimonia.
Cerimonia che, una volta avviata, è stata celebrata il lingua latina, con letture nelle lingue locali: italiano, sloveno, tedesco e, guarda caso, friulano.

Quella che segue è la traduzione dal friulano del manifestino diffuso in piazza Capitolo martedì 12 luglio 2011. Qui, invece, la scansione del volantino in alta definizione (1,1 MB).

FRIULANO: LA NOSTRA LINGUA VIVA!
Comitato apartitico e aconfessionale di cittadini per l’identità del Friuli


STAMPATO IN PROPRIO PER LA CELEBRAZIONE DEI SS. ERMACORA E FORTUNATO, 12 LUGLIO 2011
A parole, la Costituzione Italiana (e lo Statuto Speciale) tutelerebbe con norme apposite le minoranze linguistiche.
A parole, la Costituzione Conciliare Sacrosantum Concilium del Concilio Ecumenico Vaticano II (almeno nella versione ufficiale in lingua latina) avrebbe permesso di cambiare i testi liturgici della Chiesa Cattolica in tutte le lingue moderne, per avvicinare la preghiera della Chiesa a tutti i popoli del mondo.
Nei fatti, sono serviti 50 anni affinché lo Stato italiano e questa Regione, cosiddetta “Autonoma”, facessero delle leggi soltanto pro forma che, di fatto, restano da attuare pienamente.
Nei fatti, anche alla Chiesa di Roma è stato sufficiente poco tempo per riconoscere ufficialmente la minoranza linguistica storica friulana e il suo status di “lingua liturgica”, sta di fatto che fu redatto in lingua friulana un lezionario, se non altro pro forma, che però non è mai stato usato nella maggior parte delle chiese del nostro Friuli.
Ad oggi, sono già dieci anni che la nostra lingua friulana è allo status canonico di lingua liturgica ma si vede che non lo è ancora abbastanza per farla rientrare nelle Chiese del Friuli e nelle celebrazioni dei nostri paesi.

Se manca la volontà “politica” dei sacerdoti friulani (tranne qualcuno) e dei Vescovi dei Friuli (dunque delle Arcidiocesi di Udine e Gorizia e la Diocesi di Pordenone) di portare rispetto, coi fatti, con la cosiddetta “pastorale ordinaria”, ai diritti linguistici, umani e fondamentali, dei fedeli che fanno parte delle minoranze linguistiche storiche friulane (la maggioranza nella Regione), la millenaria lingua friulana resterà fuori, a lungo andare, dalle Chiese del Friuli, accantonata nelle celebrazioni liturgiche, nelle stesse aree dove è parlata. E questo, di fatto, è quello che sta succedendo da troppo tempo. Nei fatti, ogni giorno, siamo cacciati dal nostro stesso territorio storico, perfino da quelle Chiese che hanno un legame più forte con Aquileia e con la sua pentecostale tradizione plurilinguistica.
Perché ci viene negato il diritto di avere la liturgia anche nella nostra lingua?
Perché la C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) di fatto continua, da 5 anni, a frenare senza motivo né ragione l’anomalo iter del Messale Romano in lingua friulana?
Perché nelle parrocchie dei Comuni friulanofoni viene celebrata la Messa in friulano soltanto raramente?
Con civiltà, oggi siamo qui a testimoniare che vogliamo usare nella liturgia anche la nostra lingua, e non solo una volta l’anno, quando è festa grande, ma ogni domenica, nella chiesa dei nostri paesi o delle nostre città.
Con civiltà, oggi siamo qui a dire che ci sembra davvero “poco cristiana” la gran confusione per la realizzazione di un Messale in lingua friulana.
CHIEDIAMO TROPPO DOMANDANDO DI POTER PREGARE NELLE NOSTRE CHIESE ANCHE NELLA NOSTRA LINGUA?
CHIEDIAMO TROPPO DOMANDANDO ALLA C.E.I. DI REALIZZARE DAVVERO IL MESSALE IN LINGUA FRIULANA?

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Le opinioni dei lettori su "Negata la messa in friulano
Ad Aquileia scatta la protesta"

  1. Spritz_Nero, e dalle tue parti c’è moltissima ignoranza, troppa per poterti permettere commenti su questo tema.

    Commenta una partita di calcio, è meglio e fai più bella figura!

    ART. 6 Costituzione italiana: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”.

    E ti risparmio la legislazione europea e italiana, in materia. Per oggi “accontentati” della Costituzione italiana.

  2. Non intendo intervenire in difesa di nessuno. Voglio solo ricordare a Carlo e a chi ha scritto il poco simpatico manifestino, che la Costituzione Italiana NON è un documento ufficiale della Chiesa Cattolica. Per lo stesso ragionamento, si può facilmente intuire che il Concilio Vaticano II NON è una Carta della Repubblica Italiana.
    Sono due mondi diversi che – troppo spesso – vengono confusi.

  3. Allora ricordo allo STAFF, che, come precisato nel volantino, a seguito del riconoscimento da parte Stato italiano della minoranza linguistica storica friulana (L. 482/99), la lingua friulana ha valore di LINGUA LITURGICA per la Chiesa di Roma e la stessa CEI.

    Peccato, come troppo spesso accade, che i diritti poi non siano rispettati. E poco importa se a non rispettare i diritti linguistici sia la Chiesa o uno Stato….

    E non mi pare proprio che il manifestino sia non rispettoso, anzi. Dice solo verita scomode per la Chiesa friulana e Roma….

  4. L`arroganza della Chiesa e di alcuni suoi seguaci sono il marchio indelebile di quell`industria. Non mi stupisco quindi quando leggo certi commenti piuttosto intolleranti che mi riportano alla memoria le immagini di quando i vescovi partecipavano sorridenti alle manifestazioni naziste. Se poi Carlo conoscesse realmente la Costituzione almeno fino all`art.7 (quello dopo il 6, che dice: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”) eviterebbe ulteriori strafalcioni. Evita di commentare una partita di calcio, perche` faresti brutte figure anche in quel caso.

  5. Innanzitutto, per chiarezza, la Chiesa Cattolica è Romana. Non esiste una Chiesa Friulana. Esisterà, semmai, una comunità friulana all’interno della Chiesa Romana.
    Giusto quello che hai detto, ma ti ripeto che se la lingua friulana è riconosciuta dallo Stato Italiano e (senza il quindi) dalla CEI, non è detto che debba essere redatto un Messale o, una volta redatto, approvato per le celebrazioni.
    Mi risulta, ma chiarirò in futuro se interessa, che più di una parrocchia dell’Arcidiocesi di Gorizia, almeno una volta a settimana, proponga una celebrazione in lingua friulana.
    Vorrei poi proporre un ragionamento: non è obbligatorio che un parroco che lavora il Friuli debba essere friulano o conoscere la lingua friulana.
    Più di qualche parroco, Arcivescovo compreso, arriva dal Veneto. Rendiamo obbligatorio, negli studi seminari, l’insegnamento della lingua friulana o la messa, in quelle parrocchie, la dite voi?
    ac

  6. Ignoro la battuta di Spritz_Nero, tanto è sciocca.

    @ lo STAFF

    Una lingua si può imparare. Se un prete italiano va missionario in Africa la Messa la dice in italiano o nella lingua locale?

    Dunque il ragionamento “non è obbligatorio che un parroco che lavora il Friuli debba essere friulano o conoscere la lingua friulana” è senza senso. E poco importa il fatto che i friulani siano bilingui. I diritti linguistici sono diritti umani primari e come tali un prete li deve rispettare se è veramente “cristiano”. La Chiesa di Aquileia nei suoi 15 secoli di storia è sempre stata una Chiesa plurilingue e i suoi preti hanno sempre usato la lingua del popolo. Fino alla prima guerra mondiale in tutte le Chiese del Friuli la “Predica” durante la Messa (in latino) veniva SEMPRE fatta in lingua friulana. Poi un arcivescovo grande nazionalista italiano, allora arcivescovo di Udine, l’ha proibita interrompendo così un suo uso secolare nella liturgia.

    C’è già il Lezionario in lingua friulana, con “tutti” i timbri autorizzativi. E ciò da anni. Mi risulta che al Messale in lingua friulana manchi solo l’ultimo atto formale: quello della CEI. Da 5 anni il Messale in lingua friulana è fermo in un cassetto della CEI….

    Ci è almeno concesso di protestare pacificamente e in maniera civile? O neppure questo possiamo fare?

    E poichè è un nostro diritto, riconosciuto dalla Chiesa di Roma, l’uso della nostra lingua durante la liturgia, è ovvio che è un obbligo per la CEI autorizzare il Messale in lingua friulana. La Cei può solo contestarne la traduzione dal latino al friulano, ma non certamente l’uso del Messale in lingua friulana: il riconoscimento di LINGUA LITURGICA c’è già!

  7. “contestarne la traduzione” nel senso che la CEI può mettere in dubbio, sul piano teologico, la traduzione dal latino in lingua friulana. Che poi questa analisi viene fatta dalla CEI per qualsiasi lingua: anche per la traduzione dal latino all’italiano.

  8. Dev’essere complesso il ragionamento che porta a paragonare una missione africana ad un’attività parrocchiale carnica.
    Credo comunque che l’autorizzazione della Chiesa alla liturgia in una tale lingua sia previa di approvazione da parte della CEI del Messale in quella tale lingua. L’autorizzazione, inoltre, non dovrebbe rendere automatica l’approvazione del Messale. Il fatto di godere o meno del titolo di lingua liturgica poco c’entra.

    Avrei comunque una domanda: dici che «poco importa il fatto che i friulani siano bilingui». La lingua madre è il Friulano o l’Italiano?

  9. Mi è stata segnalata questa pubblicazione …

    Sarebbe troppo lungo inserirmi nella discussione …

    Vorrei solamente segnalare la versione bilingue italiano/friulano redatta e diffusa dal neocostituito Comitato che ha animato l’iniziativa di sensibilizzazione, più che di protesta (e, a giudicare dal tenore di più di qualche commento, si è certamente trattato di un’iniziativa quantomai necessaria)

    Lasciatemi solamente sottolineare come l’unica vera lingua ufficiale della Chiesa Cattolica (che non è Romana, ma universale, e quindi anche Aquileiese) sia quella latina … è solo nella lingua latina che, anche dopo il Concilio Vaticano II, vengono redatti gli originali dei Libri Liturgici (es. Lezionario per la Liturgia della Parola; Messale per il resto della Messa; Rituale per altri Sacramenti e Sacramentali, Breviario per la Liturgia delle Ore ecc. ecc.) … quella italiana è solamente una traduzione … traduzione italiana e traduzione friulana, proprio perché la Chiesa Cattolica dovrebbe essere diversa dallo Stato italiano, dovrebbero teoricamente viaggiare sullo stesso piano e su binari tra loro completamente diversi e autonomi … e invece la Liturgia Eucaristica (seconda parte principale) della Messa è ancora ufficilamente preclusa alla lingua friulana, perché il Messale Romano in traduzione friulana è finito imbucato in qualche cassetto CEI (non parliamo ancora di Rituale o Breviario; qui si tratta del Libro Liturgico più usato) … alcuni ritengono che ciò sia fisiologico (e forse lo è, in una prospettiva di inciucio tra Chiesa e potere secolare); noi del Comitato riteniamo tutto questo una vera e propria discriminazione su base linguistica …

    ECCO IL NOSTRO COMUNICATO http://www.ilgiornaledelfriuli.net/cron/manifestazione-friulanista-alle-ore-18-30-di-martedi-12-luglio-nella-piazza-del-capitolo-di-aquileia/

  10. Caro avvocato, la ringrazio della segnalazione, che non mi sembra differisca molto dalla traduzione qui pubblicata. Prima di pubblicare la traduzione, cercai senza successo la versione italiana.
    Chiesa Cattolica e Chiesa Romana SONO la stessa cosa. Chiesa Cattolica e Chiesa Friulana NO, non esistendo la seconda. Citando la Chiesa Friulana, a cosa si riferisce?
    Esistono, che lei sappia, casi analoghi a questo? Si è mai rifiutata, la CEI, di approvare pubblicazioni liturgiche redatte in lingue liturgicamente riconosciute?
    Farebbe piacere a me, e credo ai nostri lettori, conoscere le risposte a queste poche questioni. Non per polemica, ma per curiosità.
    Grazie

  11. “Spritz_Nero scrive:
    16 luglio 2011 alle 08:24 In un contesto sciocco le battute difficilmente possono uscire intelligenti.”

    Prendo atto che ci sono “diritti umani” intelligenti e da rispettare, e “diritti umani” sciocchi e su cui si possono fare battute idiote.

    Prendo atto che i pregiudizi, l’intolleranza e il razzismo nei confronti delle minoranze linguistiche storiche (12 minoranze, più sinti e rom) che vivono in Italia sono più che mai forti oggi in Italia, come denunciato anche dal Consiglio d’Europa nel “terzo avviso all’Italia” ove si denuncia la preoccupazione del Consiglio d’Europa per “l’emer­gere nella società italiana di pregiudizi, intolleranza e razzismo verso rom e sinti, immigrati e ap­partenenti alle minoranze lingui­stiche”

    E di questi pregiudizi e intolleranza, ne abbiamo a piene mani un saggio anche in questo Post e in non pochi commenti.

    Lo STAFF chiede: “Avrei comunque una domanda: dici che «poco importa il fatto che i friulani siano bilingui». La lingua madre è il Friulano o l’Italiano?”.

    Questa domanda, secondo me, nasconde una affermazione pregiudiziale e una convinzione errata: “dal momento che i friulani conoscono anche la lingua italiana, perchè rompono così tanto con la loro pretesa di avere un uso pubblico della lingua friulana ?”. Ossia dietro la domanda dello STAFF, di fatto, c’è il “disconoscimento” dei diritti linguistici della minoranza linguistica storica friulana: e questo è molto grave!

    Allora chiedo allo STAFF: “i cittadini sloveni e croati di lingua italiana, come lingua madre hanno l’italiano o lo sloveno (o il croato)? E posto che sono scolarizzati anche in sloveno e croato, perchè mai hanno la pretesa dell’uso pubblico della lingua di MINORANZA italiana?”. E nulla cambia il fatto che la lingua italiana sia la lingua ufficiale di uno Stato (l’Italia). In Slovenia e in Croazia, questi cittadini sloveni o croati, sono minoranza linguistica riconosciuta esattamente come i friulani in Italia. O ci sono minoranze con “molti diritti” e minoranze “SENZA” diritti? O ci sono minoranze, come i friulani, che possono essere sbeffeggiate e derise (come si fa in questo POST) e minoranze (come gli sloveni e croati di lingua italiana) che meritano pieno rispetto?

    E la traduzione dalla lingua originale ad altra lingua è una attività culturale “alta”. Perchè mai una traduzione dall’inglese all’italiano è una attività colta, mentre, come si legge in un commento, la traduzione in lingua friulana “fa ridere”? O forse chi fa queste distinzioni è solamente “un provinciale pieno di pregiudizi” nei confronti delle lingue minorizzate e più specificatamente della lingua friulana?

    In conclusione, considero veramente avvilente e triste, che ci sia chi si permette di sbeffeggiare diritti fondamentali dell’uomo come i “diriti linguistici”. E’ un segnale di inciviltà e provincialismo.

  12. “E la traduzione dalla lingua originale ad altra lingua è una attività culturale “alta”. Perchè mai una traduzione dall’inglese all’italiano è una attività colta, mentre, come si legge in un commento, la traduzione in lingua friulana “fa ridere”? O forse chi fa queste distinzioni è solamente “un provinciale pieno di pregiudizi” nei confronti delle lingue minorizzate e più specificatamente della lingua friulana?”

    Chiedo scusa allo STAFF, in nessun commento di questo Post è stato scritto in maniera esplicita “che la traduzione in lingua friulana fa ridere”.

    Ma è comunque questo un pregiudizio molto diffuso e che di fatto si nasconde anche dietro il non permettere in Chiesa l’uso dei libri liturgici in lingua friulana.

  13. Sono felice che ti sia corretto da solo, mi pareva strano che qualcuno si fosse permesso.
    La mia domanda sulla prima lingua è, come le altre, a cui sperò verrà data risposta, una semplice domanda.
    Non le domande, ma le risposte, potrebbero essere strumentali o strumentalizzate.
    Fatto sta che le mie sono semplici curiosità.

    Tornando all’argomento della discussione, hai parlato di tutt’altro. Chi ha messo in discussione il Friulano come lingua minoritaria sul territorio regionale? Chi ha messo in confronto il Friulano con le missioni in Africa prima e con l’uso dell’Italiano in Slovenia e Croazia (dove forse anche la componente turistica è rilevante al fine di imparare l’Italiano)?

    Si discuteva, e sarebbe interessante continuare a discuterne dalle domande poste, dell’utilizzo del Friulano nelle messe.

    Io resto convinto che per definire una comunità come minoranza linguistica sia fondamentale che la lingua parlata sia “madre”.
    Altrimenti si potrebbe dire che in Italia esiste una minoranza linguistica di lingua Inglese, dato che viene parlata da buona parte della popolazione, o no?
    Se questo – assurdo – ragionamento è giusto che sia falso, perché al Friulano basta che sia parlato, e non come madre lingua? Questo il senso della mia domanda. Attendo risposta. Grazie

  14. “Io resto convinto che per definire una comunità come minoranza linguistica sia fondamentale che la lingua parlata sia “madre”.”

    E’ una convinzione tutta tua personale. Rispettabile come tutte le opinioni ma lontana “anni luce” da quanto formulato nella sua Relazione, nel 1973, dalla Commissione parlamentare formata da tre saggi (Prof. Giovanni Battisti Pellegrini dell’Università di Padova, Prof. Tullio De Mauro dell’Università di Roma “la Sapienza” e del giurilinguista Alessandro Pizzorusso dell’Università di Firenze): sono loro che hanno individuato le 12 minoranze linguistiche che vivono in Italia e che poi sono state riconosciute con la legge 482/99 ai sensi dell’art. 6 della Costituzione italiana. La loro ampia Relazione è depositata negli archivi del Parlamento italiano. A queste 12 minoranze linguistiche vanno poi aggiunti i rom e i sinti, che dal 1999, stanno aspettando una “loro” legge di riconoscimento che fino ad oggi, non ancora arrivata fin ad oggi.

    Il problema più grosso è che su questo tema pare che tutti si sentano leggittimati ad esprimire “libere” opinioni, anche se non conoscono nulla, sul piano documentale e legislativo (europeo, statale e regionale), di questo tema.

    Non puoi inventarti ragionamenti assurdi e del tutto personali su un tema già discusso ampiamente in sedi autorevoli (Parlamento italiano e Consiglio d’Europa) e di cui esistono Relazioni parlamentari chiare e autorevoli, oltre a importanti atti del Consiglio d’Europa. Non stiamo discutendo della partita di calcio Inter – Milan !

    Spero ti basti come risposta.

  15. Assolutamente no.
    Le relazioni che citi definiscono le 12 minoranze. Perfetto. Non si discute questo o che quella friulana non sia una minoranza, anzi. Si discute, e in quelle relazioni non è precisato, se la lingua debba essere madre oppure no. Ma la questione non era comunque questa. La mia curiosità era e resta: la vostra lingua madre è l’Italiano o il Friulano? Domanda personale, risposta personale.
    A conferma di quanto si diceva nei primi commenti, parliamo di Stato per una questione di Chiesa ;)

  16. Prima di riempirci la bocca con parolone quali “diritti umani” cominciamo a rispettare il prossimo evitando di dare dell’ignorante a chi si permette di fare un’osservazione. Per quanto riguarda il Consiglio d’Europa mi chiedo se le loro preoccupazioni prioritarie non dovessero essere altre anziché queste, ancora una volta, dispendiose perdite di tempo nella ricerca di presunte attitudini sociali da sempre esistite in particolar modo in quelle civiltà mal governate che non sono in grado di garantire gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri, creando proprio negli autorevoli palazzi dorati di Roma e Bruxelles cittadini di serie A e di serie B. In quanto alla Chiesa nel fatto di diritti umani non rispettati dovrebbe essere la prima a tacere. Forse un giudizio in tal merito avrebbero potuto esprimerlo i nativi di America o Africa o Asia se non fossero stati colonizzati o sterminati in nome di Cristo. Se recentemente inoltre la stessa Chiesa si è scusata per i crimini commessi durante le guerre crociate, non mi pare si sia ancora espressa sul perché non avesse battuto ciglio durante la seconda guerra mondiale riguardo le nefandezze compiute dall’esercito nazista prima e quello nazi-fascista poi. Si sa che il nemico del tuo nemico (ebrei e comunisti) diventa amico.
    Chissà, magari il tempo sbiadisce la gravità dei crimini commessi da esecutori o complici che proprio oggi siedono sulle autorevoli ed indiscusse poltroncine di comando.
    Quindi, Carlo al quale darò del tu visto che pare siamo tra “amici” ed il lei è superfluo, non ammetto certo lezioni da parte di una persona che non rispetta le idee altrui. Trovo inoltre completamente fuori luogo le continue citazioni di illustri professoroni scaldapoltrone ed i loro articoli di legge, siano questi europei piuttosto che italiani, quando si parla di Chiesa. La Chiesa è Sovrana e decida per sè. Ci mancherebbero anche dei referendum finanziati dai cittadini italiani per stabilire in che lingua si debba celebrare una funzione.
    Ad Aquileia…

  17. “Le relazioni che citi definiscono le 12 minoranze. Perfetto. Non si discute questo o che quella friulana non sia una minoranza, anzi. Si discute, e in quelle relazioni non è precisato, se la lingua debba essere madre oppure no. Ma la questione non era comunque questa. La mia curiosità era e resta: la vostra lingua madre è l’Italiano o il Friulano? Domanda personale, risposta personale.
    A conferma di quanto si diceva nei primi commenti, parliamo di Stato per una questione di Chiesa” scrive lo STAFF.

    Evidentemente si finge di non voler capire e si cerca una risposta “strumentale” ad una polemica che evidentemente si vuole innescare. Spiacente ma non ci sto !

    Nella Relazione Parlamentare dei “tre Saggi” da me citati, sono indicati “I CRITERI” in base ai quali una comunità è considerata Minoranza linguistica storia ai sensi dell’art. 6 della Costituzione italiana. Dunque i criteri ci sono. E pure il Consiglio d’Europa in suoi importanti atti che hanno valore vincolante per tutti gli Stati Europei, ha stabilito i criteri in base ai quali una comunità è considerata minoranza linguistica. Per la precisione i criteri sono linguistici e storici.

    La domanda dello Staff è invece subdola e strumentale.

  18. ….domanda “furba”, oltre che del tutto “priva di significato” perchè lega l’essere o il non essere minoranza linguistica ad una scelta emotiva individuale.

    E’ dal 1860, grazie al più grande glottologo che l’Italia abbia mai avuto, Graziadio Isaia Ascoli, che la lingua friulana è considerata “lingua” distinta e del tutto autonoma dalla lingua italiana e con una sua spiccata individualità. Serve altro?

  19. Salve, volevo solo riportare l’attenzione su una questione.
    Io sono friulano e come il signor Carlo considero la lingua Friulana una LINGUA a tutti gli effetti.
    Detto questo mi devo però dissociare dall’interpretazione che si sta dando a proposito dell’uso di questa per le funzioni religiose. La lungimiranza della Chiesa viene troppo spesso messa in dubbio e in questo caso paragonata a DISCRIMINAZIONE LINGUISTICA. Credo che la Chiesa, soprattutto di questi tempi, abbia problemi più seri a cui pensare, e non abbia intenzione di “discriminare” nessuna lingua…
    Credo invece che ci siano dei motivi più sensati dietro questi ritardi nelle normali procedure di approvazione dei messali liturgici.
    Sono d’accordo con “Staff” quando dice che i parroci delle chiese del Friuli, non conoscendo tutti la lingua e provenendo spesso da altre ragioni, avrebbero difficoltà a calarsi nei panni del don friulano. Un altro problema molto più rilevante (che non vi siete ancora posti in questa discussione) è il problema dei giovani. Mi spiego. Le chiese al giorno d’oggi si stanno lentamente svuotando, è un dato, non un opinione personale; un altro dato è che le nuove generazioni stanno perdendo l’uso della lingua friulana, lentamente questa lingua secolare smette di essere tramandata.
    Se uniamo questi due dati è chiaro che è nell’interesse della Chiesa (e in teoria di ogni buon cristiano)far sì che dalle chiese non sparisca anche quella componente che il friulano non lo capisce.

    E’ impossibile pensare a una messa come si fa per la comunità slovena, le messe in sloveno possono concentrarsi sulle zone di confine dove certamente la minoranza slovena è molto forte. Fare lo stesso per i friulani vorrebbe dire costringere un’intera parrocchia a una messa in una lingua liturgica che non tutti comprenderebbero oppure frammentare le parrocchie (già decimate)in due micro-fazioni: i friulani e i “talians”.
    Inoltre c’è il problema dei sacerdoti, pochi e per lo più anziani…
    Insomma, spero di essermi spiegato…

  20. Dietro i ragionamenti di “apparente” buon senso di Davide, io “leggo” solamente discriminazione linguistica, pregiudizi e intolleranza.

    Nessuno chiede che “tutte” le Messe siano in lingua friulana, ce ne basta una sola, la domenica. In lingua italiana resteranno sempre tutte le altre Messe. Far diventare “un problema” una unica Messa in lingua friulana, significa voler continuare a mantere la lingua friulana fuori della Chiesa, fuori della liturgia. Significa voler mantenere la “discriminazione” ai danni della comunità friulana: tutto ciò mi pare molto poco cristiano.

    Sul fatto che “i giovani non conoscono la lingua friulana”, faccio presente a Davide che, a livello regionale, ben il 60% delle famiglie (e in molti Comuni della Provincia di Udine, e a Udine stessa, la percentuale raggiunge il 100%) hanno chiesto l’insegnamento del friulano a scuola: ciò significa che le famiglie friulane vogliono che i propri figli imparini a leggere e a scrivere in friulano.
    Oltre tutto da indagini sociologiche è risultato che il 90% della popolazione delle provincie friulane, comprendono senza problemi la lingua friulana. Dunque la “comprensione” c’è. Può mancare l’abitudine a parlare in friulano ma certamente non la sua piena comprensione. Del resto durante una liturgia in lingua latina, quanti sono in grado di comprendere il significato delle parole pronunciate, oggi che a scuola in pochi studiano ancora il latino? Eppure nessuno si pone i problemi che Davide si pone per una “sola” Messa in lingua friulana….

    Tutelare una lingua significa usarla come una lingua normale, ossia in ogni contesto della vita pubblica: dunque anche in Chiesa.

    Per quanto riguarda i sacerdoti che non conoscono la lingua friulana, ripeto che una lingua si può imparare: la sua “non” conoscenza da parte di qualche sacerdote non friulano, non può essere la scusa per non rispettare i diritti linguistici della minoranza linguistica friulana. Per un sacerdote che vive la sua pastorale in una comunità friulana, è un dovere imparare la lingua del “suo gregge”.

    ” La lungimiranza della Chiesa viene troppo spesso messa in dubbio e in questo caso paragonata a DISCRIMINAZIONE LINGUISTICA. Credo che la Chiesa, soprattutto di questi tempi, abbia problemi più seri a cui pensare, e non abbia intenzione di “discriminare” nessuna lingua…”: scrive Davide nel suo commento. Dunque per Davide, la tutela della lingua friulana può aspettare. Dunque per Davide i diritti linguistici sono diritti non importanti. Ne prendo atto. La discriminazione linguistica in Chiesa c’è, piaccia o non piaccia a Davide. E’ troppo chiedere che se ne ponga fine?

    Scrive ancora Davide: “Credo invece che ci siano dei motivi più sensati dietro questi ritardi nelle normali procedure di approvazione dei messali liturgici.”. Nessun motivo sensato, ma solo una “pesantissima discriminazione” a cui non si vuol porre rimedio.

    Anche la Chiesa è fatta da uomini….

  21. a non di ducj domenie stade ai 17 di Lui inte Basiliche Patriarcjâl di Aquilee o jerin in tancj, anzit, tantissims a sintî une des pocjis messis che si fasin par furlan, …ben…o dîs a chest blog di finîle di sintîsi infastidîs dai furlans parcè che…o sês in FRIÛL e i furlans che lu fevelin e lu scrivin a son plui di 800 mîl, , il 64% dai gjenitôrs des trê provinciis dal Friûl a àn domandât il furlan a scuele pai lôr fîs, plui di mîl personis si son metudis a lei la bibie furlane…se al staff di chest blog i à dât fastidi che joibe ai 12 di lui o jerin cu lis bandieris e i volantins a domandâ il messâl furlan al vûl dî che al jere tra chêi a messe a rapresentâ ce che cumò si clamade la CASTA…mi plasarès tant imagjinâ une joibe grasse fûr dal sagrât de basiliche…a fâ justizie di chei che a mancjin di rispiet e a nein a un popul lis propriis rivendicazions…o sugjerìs a ducj di dâsi une biele calmade,di fâ un pas indaûr e finîle. Mi displâs pal staff ma la vuere e je a pene scomençade ca in Friûl parcè che o scomencìn a capî che i nestris dirits a àn di jessi rispietâts cence se e cence ma!!!!

  22. Rispondo a Carlo:
    Sono stupito che lei continui a barricarsi dietro questa visione dove ogni istituzione perseguita la lingua friulana e ne calpesta i diritti. Lei infatti “legge” soltanto discriminazione linguistica, pregiudizi e intolleranza, ed evita scrupolosamente di pensare anche solo per un attimo alle conseguenze che avrebbe una messa della Domenica in lingua friulana. Lei mi ha citato una serie di dati in percentuale che indica come la lingua friulana sia compresa in regione (quei dati appartengono al ’97… …), ma io vorrei farle presente che l’insegnamento della lingua friulana nelle scuole nasce dal fatto che il friulano si sta rapidamente perdendo, di generazione in generazione. Per questo sono d’accordo con lei quando dice che la lingua friulana va preservata, ma comprendo anche le preoccupazioni della Chiesa riguardo al porre la messa domenicale in lingua friulana.
    Lei stesso ha sottolineato come un parroco si debba preoccupare di imparare la lingua del suo gregge. Il problema nasce quando nella provincia di Gorizia il 40% degli abitanti non conosce il friulano, nella provincia di Pordenone il 30%, mentre nella provincia di Udine l’11% non conosce il friulano. Ora lei che si schiera dalla parte delle minoranze linguistiche, capirà certamente che su una totalità di cento abitanti, se la messa in friulano la capiscono in 60,70,90, si andrà sempre a perdere una parte di fedeli, pur piccola che sia. Mentre l’italiano è compreso e capito da tutti.
    La soluzione a parer mio potrebbe essere un compromesso, senza estremismi: “messa prima” (ore 7) o messa del sabato in lingua friulana in una parrocchia su 3 ( a seconda della disponibilità dei sacerdoti) e messa domenicale classica. Ma è solo un esempio…

    “Dunque per Davide, la tutela della lingua friulana può aspettare. Dunque per Davide i diritti linguistici sono diritti non importanti. Ne prendo atto. La discriminazione linguistica in Chiesa c’è, piaccia o non piaccia a Davide”. Spero, con questo intervento, di averle spiegato che non è così.
    ­———————————————————————————————————————-

    Rispondo a furllane

    Cara friulana, non mi sembra di aver sentito nessuno infastidirsi per i friulani.
    (In friuli i friulani sono circa 600’700)
    Vorrei far presente anche a te che il fatto che si insegni il friulano nelle scuole non implica necessariamente che questo venga usato anche nelle chiese… …lo fate sembrare un passaggio così scontato…
    Inoltre vorrei dire che ho assistito a numerosi “corsi di friulano” nelle scuole, e posso garantirvi che è impossibile imparare il friulano da quei corsi, io spero vivamente che non tutti siano come quelli a cui ho partecipato… …
    Cara friulana, non vedo il motivo di questo accanimento (con tanto di dichiarazione di guerra) contro lo staff.
    Comprendo la vostra preoccupazione per il rispetto e la conservazione della lingua, ma da questo a una dichiarazione di guerra in nome dei diritti dei friulani c’è un bel salto… …A mio parere si sta estremizzando un po’ troppo questa questione, sono d’accordo con furllane solo quando dice di abbassare i toni e darsi una calmata, se non fosse che subito dopo dichiara guerra al mondo… …

  23. Aspettando la traduzione, condivido un’esperienza di ieri pomeriggio.
    Viaggiavo in auto, ma mi sarei volentieri fermato a fotografare il cartello che, dalla zona stadio Friuli, indirizza gli automobilisti verso il centro di Udine.
    Con delle orrende ondate di inchiostro spray che hanno coperto le indicazioni in lingua friulana, il cartello, originariamente bilingue, è stato volgarmente ridotto a monolingua.
    Qui però non si parla di diritti, ma di semplice educazione.

    Che si arrivi ben presto a questi livelli anche nella nostra, per ora ridente, cittadina?

  24. Io sono l’altra parte dello STAFF
    Caro Ale,ti traduco io, senza pretese di farlo perfettamente essendo poco abituato a farlo….

    “lo scorso 17 luglio a sentire una delle poche messa in friulano nella Basilica pariarcale di Aquileia eravamo in molti,anzi, in moltissimi…bene, ora dico a questo Blog di finirla di sentirsi infastidito dal friulano, perchè noi siamo in Friuli, ed i friulani che lo parlano e lo scrivoni sono più di 800 mila, il 64% dei genitori, delle tre provincie del Friuli hanno chiesto il friulano nelle scule per i loro figli, e più di 1000 persone si sono messe a leggere la bibbia in friulano.
    Se allo STAFF di questo blog danno fastidio queste cose, il 12 di luglio eravamo con le bandiere ed i volantini a chiedere le messe in friulano, vuol dire che era tra quelli a messa che rappresentavano la CASTA…, mi piacerebbe tanto immaginare un giovedì grasso, davanti al sagrato della basilica a fare giustizia di quelli che mancano di rispetto e negano ad un popolo le proprie rivendicazioni…io suggerisco a tutti di darsi una bella calmata, di fare un passo indietro e di finirla.
    Mi dispiace per lo Staff ma l’ha voluto lui, ma abbiamo appena incominciato qui in Friuli, perchè o cononciano a capire che i nostri diritti devono essere rispettati senza se e senza ma!”

    Cara Furllane e cari tutti i lettori e commentatori qui nessuno ha voluto mai denigrare nessuno o, usare argomenti capziosi per avallare teoria discriminatorie, quello che facciamo è dare libero e incensurato spazio al pensiero di tutti a prescindere.

    Mandi a duc furlans e non…..^_^

  25. Cara Furllane e cari tutti i lettori e commentatori qui nessuno ha voluto mai denigrare nessuno o, usare argomenti capziosi per avallare teoria discriminatorie, quello che facciamo è dare libero e incensurato spazio al pensiero di tutti a prescindere.

    Non posso che condividere.
    Rileggendo, mi sembra che l’espressione più volgare sia stata «poco simpatico», riferendomi, peraltro, al volantino.
    La discussione, almeno a me, pareva civile.
    ac

  26. bene, sono contenta che i toni si siano pacati…leggo comunque tra le righe che a scatenare la paura dei forescj (estranei) alla lingua e cultura friulane e semplicemente quella di assistere a lezioni di friulano in classe per i propri figli (o per loro stessi??), allora si scatenano le cifre (600 o 800 mila?), con l’augurio che presto i friulani scompaiano dalla faccia della terra (sono in via di estinzione dice qualcuno)quindi più tardi si rinvia la tutela e valorizzazione e meglio è per quelli…40% a Go ecc.ecc. che NON vogliono impararlo, (per i motivi più disparati), che bella figura di ignoranti, ma andate a leggervi le leggi, le fonti del diritto, partendo da quelle regionali e fino a quelle europee, studiate come si applicano le leggi di tutela per le minoranze europee in europa, fate confronti con l’italia e scoprirete…di essere figli dei fascisti più incalliti…si perchè chi si esprime in questo modo nei confronti dei friulani si esprimerà allo stesso modo nei confronti di tutti quanti non corrispondano alla Patria e a Dio…ma allora posso sentirmi in dovere di dirvi…ma perchè non tornate a casa vostra…questa è terra friulana e se non è la vostra terra di origine e volete vivere qui DOVRETE portare rispetto al suo territorio, alla sua lingua e cultura, sentire la messa in lingua friulana NON vi ucciderà..non ha mai ucciso nessuno!

  27. SI EVVIVA…FINALMENTE UN Pò DI SANO ESTREMISMO FRIULANO!!!la prossima mossa sarà far esplodere tutte le chiese che non praticano la messa friulana, mi raccomando però, usate il tritolo friulano DOP… :D

  28. Nel lungo commento di Davide del 20 luglio 2011, la frase chiave è:
    “Mentre l’italiano è compreso da tutti”.

    Dietro questa frase di apparente buon senso, a mio giudizio ovviamente, c’è lo sciovinismo e la totale mancanza di rispetto dei diritti linguistici delle minoranze linguistiche storiche che vivono in Friuli e in Italia. Sciovinismo che vorrebbe che, se ad una conferenza 99 persone capiscono il friulano e una sola no, si “deve” passare all’italiano (vuoi mai che un “solo” italianissimo venga discriminato da 99 friulani! Meglio discriminare 99 friulani!). Sciovinismo che considera “merda”, “un non valore”, le lingue della minoranze, sempre sacrificabili (almeno secondo l’opinione degli italianissimi!).

    La Messa in lingua friulana disturba gli “italianissimi” così tanto da farli fuggire dalle Chiese? Secondo Davide, Sì.

    La lingua friulana a Messa, secondo quanto scrive Davide nel suo commento, è dunque “un elemento di disturbo” e quindi, dal momento che i friulani sono bilingui, rinuncino ai loro diritti linguistici e preghino nella lingua di Stato: in italiano. O al massimo (com’è buono Davide !), la Messa in lingua friulana venga “piazzata” in orari marginali, scomodi e di non disturbo per gli “italianissimi”.

    Pensavo che il ventennio fascista fosse terminato con l’avvento della Repubblica italiana e l’art. 6 della Costituzione italiana.

    Prendo atto con rammarico che mi sono sbagliato ! L’italia non è mai diventata un paese post-fascista!

  29. a Carlo,
    ci sei arrivato anche tu…questi non sono i fascisti del ventennio ma..i loro figli e nipoti, questo è un blog di studenti, forescj, chissà come sono arrivati a questa libertà di insulto e denigrazione verso il territorio di minoranza che li ospita,forse perchè anche i loro genitori sono arrivati qui in una sorta di emigrazione interna, ma che poi si sono dimenticati della loro provenienza, hanno messo radici e ora…come fa il cuculo… cercano in tutti i modi di far tacere i locali, questo succede in tutta la regione, nei posti chiave come l’universitât dal Friûl, in regione, e addirittura nei comuni dove agiscono le forze politiche tradizionali, del tutto inadeguate a governare nel rispetto del territorio e della sua linguacultura quasi come una nuova forza colonizzatrice….ma i friulani cominciano ad alzare la testa, lo ha dimostrato in questo blog e in altri provocatori come questo…non ci fermerete, siamo ancora tanti, troppi per gruppetti di neofascisti come il vostro…andate a studiare…è un consiglio, approfondite il diritto, le leggi di tutela, la geografia, la storia del territorio che vi ospita!

  30. mi limito a sottolineare solamente due concetti:

    se uno è non credente o agnostico, consideri comunque il valore del plurilinguismo, che l’Arcivescovo di Gorizia Francesco Borgia Sedej (un genio) proponeva a tutta la società goriziana e friulana, e anche in relazione alla lingua friulana;

    se uno è credente, si rilegga la pagina degli Atti degli Apostoli di S. Luca sulla Pentecoste, per rendersi conto di come, per divina ispirazione, sin dalla sua nascita la Chiesa (che non è Romana, ma Universale: mai sentito parlare di rito ambrosiano? mai sentito parlare di rito aquileiese? mai sentito parlare di riti greco-cattolici?) ha sempre parlato tutte le lingue del mondo: se vi è uno spirito che soffia contro la lingua friulana o il suo utilizzo liturgico, NON è sicuramente lo Spirito Santo …

  31. “”””Sciovinismo che vorrebbe che, se ad una conferenza 99 persone capiscono il friulano e una sola no, si “deve” passare all’italiano (vuoi mai che un “solo” italianissimo venga discriminato da 99 friulani! Meglio discriminare 99 friulani!)””””

    Scusa sulla carta d’identità c’è scritto nazionalità italiana mi sembra.
    Ecco. Allora si parla italiano come prima lingua.

    Sono friulano DOC da generezioni, conosco e parlo il friulano che mi è stato insegnato in famiglia. Giusto insegnarlo, giusto tutelaro.
    Basta non estremizzare le cose.
    La messa? Se è in friulano bon altrimenti pazienza. L’importante è che Dio mi ascolti.

  32. @ avv. Luca Campanotto
    Nonostante i ripetuti tentativi, non riesco a collegare un principe arcivescovo di Gorizia rimasto in carica fino al 1931, anno della morte, con i non credenti o gli agnostici. Semmai un credente o un religioso baserà i propri ideali su quelli che, quasi un secolo fa, proponeva la Chiesa locale.

  33. A Emanuele Musulin.
    Sulla carta d’identità c’è scritto “cittadinanza” e non “nazionalità” che è cosa ben diversa. Il fatto è che, in Italia, si continua a far/lasciar credere che stato e nazione e cittadinanza e nazionalità siano la medesima cosa ma non è così.
    Mi spiego meglio: il cittadino italiano di lingua tedesca di Merano e quello di lingua catalana di Alghero sono entrambi cittadini italiani, al pari di quello di lingua araba di Mazara del Vallo (abitata da molti magrebini) eppure tutti e tre sono di nazionalità diversa.
    Lo stesso si può dire di tutti quei cittadini italiani parlanti lingue diverse da quella ufficiale dello Stato ossia l’italiano. Ergo,la mia nazionalità mi viene, in particolare, dalla mia prima lingua, la lingua madre.
    Un coetaneo di mio nonno (1911)di lingua slovena nato a Sezana, sul Carso alla spalle di Trieste, nella sua lunga vita è stato austriaco, italiano, jugoslavo e, ad 80 anni suonati, sloveno. Domanda: qual’era la sua nazionalità? Risposta: slovena. A cambiare è stata sempre e solo la sua cittadinanza. Per quanto mi riguarda, io sono un cittadino italiano di nazionalità friulana; mi immagino i sorrisini e gli sguardi esterefatti, tipici di chi non concepisce simili “nefandezze” ma che arriva a scrivere, in perfetto stile da ventennio: “…allora si parla italiano…”. Se per disgrazia (o fortuna?), nella 2^ guerra mondiale fossimo stati conquistati dai russi, ti saresti messo a parlare in russo perché lingua ufficiale dello Repubblica Socialista Sovietica d’Italia? Si può essere “bravi et boni” cittadini italiani (ed europei) pur mantenendo la propria identità nazionale, culturale e linguistica. Allo stesso modo potrei essere cittadino degli Stati Uniti d’America, del Burundi o delle Isole Salomone ma la mia nazionalità rimarrebbe sempre friulana perché, oggi e soprattutto, la nazionalità è un fatto di scelta e non di nascita/sangue. E’proprio questo il bello! E ancor più bello è il sapere che nessun ottuso prevaricatore dei diritti altrui potrà cambiarlo.

    Mandi

    Tomasin di Cerclarie

  34. Non capisco come si possa trascendere e definire fascista chi esprime il proprio punto di vista,si può non condividerlo ma,su questo blog mi pare si possa scrivere più che liberamente; ho letto di un ragazzo che si rifaceva ad un se fosse….se l’Italia fosse stata conquistata dall’unione sovietica e non, liberata dal nazifascismo, oggi qui nessuno avrebbe potuto scrivere niente……ah, e in friuli non si potrebbe parlare friulano…

  35. Buondì.
    Con tutto il rispetto per le opinioni altrui, mi permetto di definire fascista colui che esterna come propri le idee ed i concetti (o forse pregiudizi) che hanno caratterizzato le azioni di discriminazione, repressione, assimilazione e quant’altro messe in atto dal regime fascista nei confronti delle minoranze alloglotte (chiedere a sudtirolesi e sloveni ma non solo). Mi sembra che dire “…allora si parla italiano…” non sia molto coerente con “basta non estremizzare le cose”.
    Riguardo all’unione sovietica mi sembra evidente che si trattava di un esempio per rendere l’idea(non ho forse usato il condizionale?).
    Certo è che se ci fosse ancora il fascismo non solo non si parlerebbe più il friulano ma nemmeno tutte le altre lingue, riconosciute come tali, dell’intera penisola, ad eccezione di quella italiana.
    Per fortuna non è andata così e l’Italia, sotto questo aspetto, può dirsi ancora ricca. Con buona pace del Duce, del fu ministro Gentile e di tutti i gerarchi loro simili.
    Dimenticavo. Anche ai signori del Cremlino non è andata poi così bene.

    Tomasin di Cerclarie

  36. Tentando di ritornare alla discussione iniziale, faccio presente che la traduzione inglese del Messale Romano, lingua non più importante di quella friulana ma di certo parlata da qualche milione di persone in più, è stata approvata dopo circa 50 anni.
    Questo non per odio alla popolazione anglosassone ma per il semplice fatto che «pane quotidiano» non può essere tradotto con «daily bread».
    Che esistano, in origine, problemi simili anche per la traduzione friulana?

  37. Rispondo, brevemente, dal punto di vista tecnico, all’ultimo commento postato immediatamente qui sopra da parte del sig. Alessandro Caragnano.

    Il livello della Commissione teologico-liturgica interdiocesana (Arcidiocesi di Gorizia; Arcidiocesi di Udine; Diocesi di Concordia-Pordenone) che ha curato la traduzione del Messale Romano in lingua friulana non merita affatto certe allusioni, ma maggiore considerazione e rispetto …

    Certo, come tutte le opere umane, anche certe traduzioni possono sicuramente risultare perfettibili: il famoso libera nos a malo, nel Padre Nostro, anche nella versione friulana viene tradotto con un sostantivo (mâl), e non, come forse sarebbe stato preferibile, con un aggettivo sostantivato (trist; formulazione, quest’ultima, che peraltro, in friulano, si ritrovava già da decenni nella traduzione della Oratio Dominica firmata dal mio illustre compaesano Mons. Albino Perosa); pur riaffermando con forza l’esistenza della vera e propria persona del maligno, non credo proprio, ad ogni buon conto, che questa imprecisione (peraltro significativa e carica di implicazioni teologiche) possa risultare preclusiva rispetto all’approvazione del libro liturgico friulano in discorso, se non altro in considerazione del fatto che anche nella corrispondente traduzione italiana, a ben guardare, sono state commesse le stesse inesattezze, sulle quali, come tutti coloro che vanno a Messa sanno benissimo, è tuttavia calata, indulgente, una rapidissima approvazione, risalente ai primi anni settanta del secolo scorso …

    Si tenga inoltre conto che tale libro liturgico friulano ha già ricevuto formale approvazione da parte dei citati Arcivescovi e Vescovi del Friuli e anche da parte della Regione Ecclesiastica cosiddetta Triveneta, nonché, anche se solamente in via informale, persino dalla Sacra Congregazione per il Culto Divino della Curia Romana, il cui Prefetto ha più volte fatto sapere all’Arcivescovo di Udine Mons. Brollo che la Santa Sede non ha alcun rilievo da fare, anche in considerazione del fatto che, a seguito della formale approvazione vaticana del Lezionario del 2001, per intervento diretto del Papa Giovanni Paolo II, la lingua friulana è già entrata nel novero delle lingue liturgiche della Chiesa Cattolica (si veda, in lingua friulana, Mons. Duilio Corgnali, nella rubrica L’agâr del Giornale Aperto, su La Vita Cattolica 20 Novembre 2010, a pag. 47) …

    Il problema, come rimarcato anche da parte del Vaticano, sta solamente a livello di Conferenza Episcopale Italiana, famosa per i suoi interventi di stampo più politico che pastorale, effettuati regolarmente a reti unificate …

    è proprio la CEI ad essere responsabile dell’incredibile decisione, assolutamente capricciosa e infondata, priva di qualsiasi giustificazione canonica, di anteporre l’approvazione della nuova traduzione del Messale Romano in italiano (traduzione della terza edizione tipica latina in lingua italiana, che sta tuttora procedendo a rilento) rispetto a quella in friulano (traduzione della stessa terza edizione tipica latina in lingua friulana, già pronta da molto tempo, oramai da molti anni): si è finalmente potuto leggere della reazione, tutt’altro che felice, degli Uffici della stessa famigerata CEI, quando si videro clamorosamente battuti non solamente sul tempo, ma anche nella qualità di redazione dei libri liturgici friulani, e per giunta da parte della Chiesa Aquileiese, tradizionalmente poco considerata (anche qui faccio riferimento sempre a Mons. Duilio Corgnali, e alla sua memorabile pubblicazione comparsa in friulano nell’ambito della sopra già citata rubrica del settimanale diocesano di Udine) …

    In sintesi, i nostri problemi nascono dal fatto che la CEI, forse in altre faccende affaccendata, se la sta prendendo molto comoda nella traduzione della terza edizione tipica latina del Messale Romano (2002) in lingua italiana e dal fatto che, invece di umiliarsi in un salutare mea culpa per le sue lentezze, non ha reagito molto bene quando si è resa conto che “i quattro gatti barbari sul confine” hanno fatto molto meglio e molto più in fretta, rispetto a un lavoro che, per la lingua italiana, sta ancora procedendo a rilento …

    Ecco che la CEI, senza addurre alcuna giustificazione di carattere tecnico o canonico (che evidentemente nemmeno i suoi Uffici Liturgici sono ancora riusciti a scovare), si è inventata il vero e proprio abuso di condizionare l’approvazione di una traduzione già pronta da circa cinque anni (quella friulana) alla futura e annosa predisposizione di un’altra traduzione (quella italiana), nonostante le due citate traduzioni debbano seguire iter del tutto diversi e autonomi, completamente indipendenti l’uno dall’altro, facendo entrambe distinto riferimento all’unico originale latino …

    È evidente che i pretesti addotti dalla CEI non hanno alcun fondamento, visto che, se proprio esiste una lingua ufficiale, nella Chiesa Cattolica, è quella latina …

    La mancata approvazione della traduzione friulana del Messale Romano nasconde solamente un atteggiamento molto “cristiano” della Conferenza Episcopale Italiana: non si vuole ammettere che, almeno in questa traduzione della Tertia Editio Typica, i friulanofoni sono stati più veloci e forse addirittura più bravi …

    La questione è meramente politica, e non certo tecnica: siamo infatti ancora in attesa di conoscere qualche pretesto teologico; la scomoda verità è che la CEI intende persistere nella sua inerzia solamente sulla base della molto “cristiana” legge del più forte …

    Noi riteniamo invece che i problemi della CEI o della traduzione del Messale in lingua italiana non riguardino minimamente i friulanofoni, che hanno fatto tutto quanto il vigente diritto canonico richiede per vedere approvato il loro libro liturgico principale …

    Ecco perché si può affermare che sarebbe diritto dei friulani ottenere l’approvazione per la quale hanno manifestato pubblicamente, dopo anni di pretesti, scuse, prese in giro e invane attese: semplicemente, siamo ancora in attesa che venga dimostrato ai friulanofoni dove hanno sbagliato …

    Per il resto, la nostra concezione del diritto canonico è molto diversa dall’applicazione che ne sta dando la CEI …

  38. anche quest’anno 2012, sempre in occasione della ricorrenza dei Patroni del Friuli SS. Ermacora e Fortunato del 12 Luglio e della tradizionale Solenne Concelebrazione Internazionale delle 19.00 nella Basilica di Aquileia, in Piazza del Capitolo sono state riproposte le nostre manifestazioni per l’approvazione del Messale Romano in lingua friulana (che, nonostante le più varie promesse, a tutt’oggi non ha ancora ricevuto approvazione ecclesiastica definitiva), e più in generale a difesa del nostro fondamentale diritto di usare la nostra lingua sulla nostra terra …

    tutte le info 2012 (comunicati, foto, striscione goriziano ecc.) si trovano su questo nostro nuovo portale sulla lingua friulana http://www.furlan.eu/

    sentiti ringraziamenti a chi farà girare questo nuovo link !!!

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