Ne resteranno quattro?

Le circoscrizioni di Gorizia, dal prossimo aprile, non saranno più le stesse. Questa, in un mare di incertezze, è l’unica cosa certa. Piedimonte, forse, sarà ancora Piedimonte, ma eleggerà non dodici ma quattro consiglieri, che assieme a quelli eletti a Piuma, a San Mauro e ad Oslavia formeranno un nuovo consiglio circoscrizionale. Succederà a Piedimonte così come a San Rocco Sant’Anna, che collaborerà con Sant’Andrea, e via dicendo, come da mesi fa ad oggi.
Ma la questione non sembra essere una semplice ridefinizione dei confini. In mezzo capitano due leggi per la tutela delle minoranze linguistiche e tanta, troppa voglia di lasciare, ancora una volta, le cose come stanno.
Noi abbiamo provato a parlarne con i presidente delle tre circoscrizioni con la presenza di una minoranza linguistica slovena: Piedimonte, Sant’Andrea e Piuma San Mauro Oslavia.
PIUMA, SAN MAURO, OSLAVIA — Gorizia è la città più penalizzata da questa legge. Questo, almeno, è quanto pensa Lorenzo Persoglia, presidente della circoscrizione Piuma San Mauro Oslavia. «Siamo contrari a questa legge dall’inizio. Certi borghi della città hanno tradizioni da rispettare», ha dichiarato Persoglia, ricordando che la proposta del “suo“ consiglio è quella di lasciare intatti i confini delle dieci circoscrizioni attuali. «Scriveremo all’assessore Gentile per manifestare la nostra opposizione alla legge. È incredibile che i legislatori regionali non abbiano considerato le specificità di cui è ricca Gorizia».

LE MINORANZE. Nella cartina di Gorizia, sono evidenziate le quattro circoscrizioni che ospitano minoranze linguistiche. In giallo Lucinico, in verde Piedimonte, in rosso Piuma San Mauro Oslavia ed in blu Sant'Andrea.
SANT’ANDREA — Idee simili arrivano dal presidente di Sant’Andrea, Mario Brescia. «Quando viaggio, l’impressione è che il bilinguismo visibile sia una fonte di ricchezza per il territorio», ha dichiarato Brescia, «ma ci rendiamo conto delle difficoltà nel gestire un territorio con molte diversità». Sulla questione, più volte tirata in ballo, delle possibili avversità con la circoscrizione di Campagnuzza – una delle candidate a “cadere” sotto Sant’Andrea – il presidente Brescia ha voluto raffreddare il clima, «lo spirito della nostra circoscrizione», ha affermato Brescia, «è aperto ad ogni possibile collaborazione».
In accordo con la riduzione delle circoscrizioni, Brescia ha però proposto la creazione di un quinto quartiere. Quattro, evidentemente, non bastano. «I confini circoscrizionali attuali sono corretti e su questi bisogna lavorare, ma le specificità di Gorizia non possono essere rinchiuse in soli quattro quartieri».
PIEDIMONTE — L’alternativa cool, invece, sembra arrivare da Piedimonte, il cui consiglio circoscrizionale, nella riunione di mercoledì 27, ha approvato l’adesione al Comitato nazionale delle circoscrizioni, movimento online nato da un’idea di Catia Zuttioni, Assessore al decentamento del Comune di Forlì, alle prese con problemi simili a quelli del capoluogo isontino.
«Siamo l’istituzione più vicina ai cittadini» ha affermato il Presidente di Piedimonte, Walter Bandelji, decretando un sunto delle virtù della buona amministrazione localissima, «e non rappresentiamo una grande spesa per questo Comune, proprio per questo le circoscrizioni della città devono restare dieci».

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