Minerva, primo stop

Che sarebbe stata una battaglia con il Beng Rovigo era già scritto, ma che la Minerva Millennium avrebbe esordito in B2 con tanta grinta era tutt’altro che scontato. Le gradiscane hanno sfoderato una grande prova di carattere contro le temibili venete, dimostrando un atteggiamento che senza dubbio fa ben sperare per il proseguimento del campionato. Tamara Visintin e compagne hanno tenuto testa alle avversarie, arrendendosi per 3-1 in una partita combattuta fin dal primo minuto (21-25, 29-31, 25-17, 15-25). Un risultato che dimostra il valore della Minerva, considerando che la formazione veneta è una delle favorite al salto in B1, obiettivo che la società non nasconde di voler raggiungere.
Partenza punto a punto tra le due squadre, con il tecnico Armando Buonpane che ha schierato la capitana Tamara Visintin in regia, Linda Schiavi e Silvia Zandonà al centro, Andrea Namar e Luana Pulvirenti in banda, Federica Russo opposta ed Elena Prestifilippo nel ruolo di libero. La Minerva tiene testa al Rovigo con un ottimo gioco di squadra e una solida difesa, commettendo qualche errore di troppo nel finale, mancanze di cui le avversarie hanno saputo prontamente affrontare. Per alzare il muro Buonpane punta sulla palleggiatrice Ilaria Gasparo e l’attaccante Ilaria Cernic, una scelta sperimentata anche nel prosieguo dell’incontro che si rivela vincente. La seconda frazione di gioco comincia con le gradiscane in vantaggio, sorpassate dalle avversarie sul 10-11. Le centrali trascinano la squadra di casa, a conferma della buona ricezione, ma quel che più conta è che in campo c’è una vera e propria gara a chi dimostra più grinta e determinazione. Non a caso la Minerva aggancia le ospiti sul 23 pari, trasformando il finale del set in un testa a testa che diventa una vera e propria guerra di nervi. Una frazione scandita da qualche decisione arbitrale discutibile, caratteristica questa che ha accompagnato tutta la partita. Dopo che le venete riescono a chiudere, non senza difficoltà, il timore è che le isontine tornino in campo remissive e senza la concentrazione dei primi due set. Invece non è così: la Minerva parte di nuovo in vantaggio, riuscendo a tenere a distanza il Rovigo, che anzi dimostra segni di grande nervosismo. Le venete, che si lasciano sfuggire la terza frazione, nella quarta si dimostrano più precise delle isontine, riuscendo a sfruttare tutti gli errori delle padrone di casa. Per la Minerva la luce si spegne a metà set, complice senza dubbio la stanchezza. Fermo restando che il tie break sarebbe stato più che meritato, le gradiscane non possono rimproverarsi nulla, anzi c’è da sperare di continuare a giocare con lo stesso spirito nel resto della stagione.

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