Migranti, Ziberna dal Papa

Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, porta il caso Gorizia in Vaticano. L’emergenza immigrazione sarà infatti al centro dell’udienza privata di sabato 30 settembre, quando una delegazione dell’Anci sarà accolta da Papa Francesco. «Mi è stato chiesto direttamente dall’associazione dei Comuni di partecipare all’udienza in Vaticano e non ci ho pensato su due volte prima di accettare» svela Ziberna, «sarà l’occasione perfetta per portare a conoscenza del Santo Padre la situazione che stanno vivendo i cittadini goriziani. Non l’ho ancora fatto, ma ho intenzione di scrivere una lettera in cui esporrò le ragioni di quello che accade nella nostra città. Credo che il problema non sia complicato da comprendere: se in una casa si verifica un’infiltrazione, è necessario intervenire sulla falla. Altrimenti chi vive in quella casa continuerà a farlo in uno stato di perenne emergenza. L’emergenza immigrazione non si concretizza con i 400 richiedenti asilo presenti in città, che nel giro di una quindicina di giorni possono scendere di un quarto, quanto piuttosto fare in modo che non ne arrivino altri tra un mese». Il concetto di base da cui parte il ragionamento del primo cittadino è ancora una volta quello del nuovo “Piano Marshall”. Concetto che peraltro Ziberna ha già avuto modo di spiegare a Bergoglio. «Tre anni fa» ricorda Ziberna, «quando ero ancora consigliere regionale, scrissi una lettera al Santo Padre per spiegare la mia concezione della nuova applicazione del “Piano Marshall” ai paesi da cui oggi partono i migranti. Nonostante il tempo che è passato da quel giorno la situazione non è migliorata. Anzi».

«LO INVITERÒ A GORIZIA»
Il sindaco approfitterà poi dell’incontro per invitare Papa Francesco a Gorizia. «Un’occasione appropriata potrebbe essere il centenario della fine della prima guerra mondiale» la proposta di Ziberna, che nel 1992 visse da assessore della giunta Tuzzi la visita di Giovanni Paolo II. «Il Santo Padre vedrebbe che i ragazzi che cent’anni fa si sparavano oggi lavorano insieme nel Gect». Rigido il protocollo per la sicurezza, che prevede già al varco in piazza San Pietro il controllo dei documenti e del badge che sarà inviato nei prossimi giorni ai sindaci accreditati, che non potranno accedere insieme a un accompagnatori e neppure farsi sostituire da un delegato. Altrettanto rigido il dress-code, con la richiesta di indossare un abbigliamento scuro e sobrio, sopra il quale dovrà essere esibita la fascia tricolore. Ai sindaci è stato chiesto anche di non utilizzare gli smartphone per foto e video ricordo durante l’udienza.

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