Migranti, vince il fronte del “no”

La domanda, ora, è una sola: e adesso dove finiranno? Soggetto del quesito sono i 18 migranti che sarebbero dovuti finire a Fossalon. Ma che ora, dopo le vibranti proteste della popolazione, rischiano di non avere più un posto in cui stare. Il trasferimento dal Cara di Gradisca a un ex agriturismo di Fossalon, dunque, è destinato a saltare, con la patata bollente che dunque ritorna nelle mani del sindaco dell’isola, Dario Raugna, che nel corso dell’ultimo tavolo immigrazione in Prefettura aveva assunto un impegno ben preciso. Grado avrebbe fatto la sua parte nella gestione dell’accoglienza, ma adesso? Lo scenario è duplice: da una parte la possibilità che l’amministrazione dell’isola faccia un passo indietro e si rimangi la parola data, essendo venuta meno la disponibilità della struttura di Fossalon, oppure che mantenga la promessa fatta negli uffici di piazza Vittoria e si metta alla ricerca di una nuova soluzione. Chi vivrà, vedrà. Difficile pensare che soluzioni diverse dall’ex agriturismo non vengano accolte con la medesima verve dalla popolazione, protagonista di ripetute proteste sia in occasione dei recenti consigli comunali (al punto da far guadagnare alla notizia un po’ di spazio anche tra le colonne della cronaca nazionale) e successivamente a Fossalon. Proteste che con ogni probabilità sono state determinanti per arrivare alla grande rinuncia.

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