Migranti, vertice in prefettura

Prima gli avvistamenti lungo le sponde dell’Isonzo, confermati dall’intervento di domenica scorsa da parte dei Vigili del fuoco e della polizia per la segnalazione di alcuni fuochi accesi proprio accanto al fiume, poi il trasferimento di cento migranti dalla nostra città verso Lombardia e Piemonte. Insomma, i mesi passano ma il tema dei migranti e dell’accoglienza a Gorizia continua a tenere banco. Il trasferimento di ieri, che ha di fatto azzerato la presenza di richiedenti asilo nei dormitori allestiti dalla Caritas diocesana, ha rappresentato una precisa risposta alle invocazioni che più volte si erano levate dalle stanze della prefettura e del municipio. Ma non basta. Il sindaco Ettore Romoli aveva già chiarito che ora sarebbero serviti più controlli, anche a bordo dei treni. Concetto che ha potuto confermare al tavolo provinciale dell’accoglienza, che proprio alla luce dei recenti fatti di cronaca è tornato a riunirsi in prefettura. Oltre a prefetto, questore e comandante provinciale dei carabinieri, al tavolo hanno partecipato, come spiega la prefettura in una nota, «i rappresentanti degli enti gestori dei vari centri di accoglienza per richiedenti asilo, nonché dell’azienda sanitaria “Bassa Friulana-Isontina”, del Comitato Locale della Croce rossa, della Caritas diocesana e del consiglio italiano per i rifugiati». «Nel corso dell’incontro -spiega la prefettura- è stato effettuato il monitoraggio delle presenze e sono state esaminate le tematiche connesse alla gestione dell’accoglienza dei cittadini stranieri ospitati, alla presentazione dei percorsi di apprendimento della lingua italiana da parte dei profughi, nonché all’analisi delle buone prassi tese a creare un modello di convivenza, di integrazione e di inserimento lavorativo e sociale dei richiedenti la protezione internazionale».

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