Migranti trasferiti, strutture ancora piene

Il traguardo è fissato per lunedì mattina, quando in prefettura si apriranno le buste del bando per l’accoglienza. Un passo in attesa di scoprire quanti migranti Gorizia e l’Isontino potranno accogliere, è stato fatto ieri con il trasferimento di 100 richiedenti asilo dalla nostra città verso Veneto e Lombardia. Di questi, 50 erano ancora fuori convenzione, mentre altrettanti erano già ospitati al San Giuseppe. In Veneto è stata trasferita anche una coppia di cittadini pakistani, marito e moglie, che hanno raggiunto l’Italia con i loro tre bambini. Saranno ospitati in una struttura di Vicenza, ottimale per l’accoglienza delle famiglie. Al San Giuseppe, nel frattempo, sono rimaste 59 persone, mentre il numero dei richiedenti asilo fuori convenzione si aggirerebbe intorno alla cinquantina. «Il San Giuseppe sarà presto ripopolato -ha commentato il vice prefetto vicario Antonino Gulletta- bisogna solo attendere il tempo tecnico che ci consentirà di riassestare gli accessi all’hub. Il nostro obiettivo è quello di lasciare meno persone possibile nei dormitori, dove ora comunque la situazione è gestibile. Le strutture di accoglienza resteranno comunque piene, una situazione con la quale dobbiamo convivere da un anno».

«A Gorizia non più di 90 migranti»
«Il trasferimento è un fatto assolutamente positivo, in quanto eravamo arrivati a circa 360 richiedenti asilo soltanto a Gorizia, al di sopra di ogni possibilità di accoglienza» ha commentato il sindaco Ettore Romoli, «è completamente insopportabile, però, che queste soluzioni vengano affidate alle relazioni personali dei singoli funzionari e manchi un progetto nel quale venga regolamentata e organizzata l’accoglienza. Ritengo che sia necessario, come dico da ormai due anni, sempre inascoltato, che ci debbano essere delle quote da rispettare tra i vari comuni. Gorizia non può accogliere più di 80 o 90 persone, e quando viene superato questo limite, bisogna dare luogo a immediati trasferimenti. Nel caso di Gorizia, poi, per il 60-70 per cento i migranti non provengono dalla Siria ma dall’Austria e dalla Germania dove vengono respinti. D’estate poi temo che il bel tempo li riporterà in centro, dove non se ne vedono più molti. Il wifi al Nazareno sarà servito anche a questo».

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