Migranti, trasferimento in vista

La prefettura di Gorizia ha richiesto al ministero dell’Interno il trasferimento di 200 richiedenti asilo. Richiesta che con ogni probabilità sarà soddisfatta entro domani, ma soltanto a metà. I sospetti circa un trasferimento imminente sono scattati nel primissimo pomeriggio di ieri, quando una corriera scortata da una pattuglia della polizia è stata avvistata davanti all’hub del San Giuseppe. «Di trasferimenti per ora non ne sono stati ordinati» ha chiarito il vice prefetto vicario, Antonino Gulletta, «martedì abbiamo chiesto il trasferimento di almeno 200 persone, e pare la situazione si stia sbloccando proprio in queste ore (ieri, n.d.r.), aspettiamo da un momento all’altro il telegramma per poterne trasferire 100 ma non sappiamo ancora quando partiranno né dove saranno destinati i richiedenti asilo. Le strutture di accoglienza sono già state allertate, non vogliamo farci trovare impreparati». Nel frattempo è stata superata la soglia psicologia delle 1000 presenze, con 976 migranti accolti nella nostra provincia e 129 nel “bunker” e un’ottantina ammassati tra il dormitorio Faidutti e la sede Caritas di piazza San Francesco. Per fare un confronto, nell’agosto del 2016 il totale dei migranti ospitati nella provincia di Gorizia, secondo i dati della Prefettura, era fermo a 550. Meno della metà. E continua anche il pressing al presidio della polizia ferroviaria in servizio alla stazione di Gorizia, dove da lunedì si presentano ormai regolarmente gruppi più o meno numerosi di richiedenti asilo. Ieri si sono presentati in piazzale Martiri della Libertà altri 6 pakistani e un afghano, mentre in mattinata gli agenti goriziani hanno ricevuto la visita di incoraggiamento della dirigente Polfer Fvg, Annarita Santantonio. «Sono orgogliosa dei miei uomini, che stanno facendo non solo la loro parte ma anche qualcosa di più» ha detto, «quello dell’identificazione dei richiedenti asilo non rientra tra i nostri compiti istituzionali, per questo ho voluto essere presente a Gorizia per dimostrare loro il mio personale incoraggiamento».

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