Migranti sull’Isonzo

Si sta nuovamente rialzando l’asticella dell’emergenza immigrazione. Posti esauriti nelle strutture di accoglienza e gruppetti di migranti che trascorrono la notte all’addiaccio (si sprecano le segnalazioni giunte dal parco del Baiamonti, dalla Piazzutta e dalla Casa rossa) sono solo i primi campanelli di allarme dell’emergenza che ritorna. Le immagini della processione di richiedenti asilo che meno di un mese fa hanno attraversato le vie e le piazze della nostra città in seguito alla chiusura del bunker e della sede Caritas sono ancora nitide nella memoria dei goriziani. Così come quelle della notte trascorsa da oltre 150 migranti nella galleria Bombi. Il successivo trasferimento verso l’Emilia Romagna e il Lazio aveva ridimensionato il problema, grazie anche all’apporto di liste civiche in corsa alle comunali e associazioni culturali che nelle notti successive avevano aperto le porte delle loro sedi per ospitare i migranti fuori convenzione. Oggi il numero di presenze ha raggiunto di nuovo il limite. Si sapeva che sarebbe stata solo questione di tempo. «Gli arrivi continuano» ha confermato il vice prefetto vicario, Antonino Gulletta, «da domenica sono arrivati a Gorizia un’altra trentina di richiedenti asilo. Le strutture di accoglienza hanno raggiunto la loro capienza massima, mentre i migranti fuori convenzione stanno trovando posto al dormitorio di piazza Tommaseo. Se c’è qualcuno che dorme all’addiaccio, si tratta di persone che hanno perso il diritto all’accoglienza, oppure persone alle quali questo diritto non è mai stato riconosciuto». È risaputo, infatti, che i richiedenti asilo ospitati nelle strutture convenzionate con la prefettura debbano obbligatoriamente trascorrere la notte all’interno. E nel frattempo, in questo caso per il bel tempo dell’ultimo periodo, si è intensificato il traffico di richiedenti asilo verso le sponde dell’Isonzo, dove negli ultimi giorni un gruppetto è stato “pizzicato”, lo diciamo con simpatia, mentre stavano giocando sulle rive e scattandosi qualche selfie tra i sassi del fiume. Senza considerare, purtroppo, la pericolosità della zona. Ieri, poi, è tornato a farsi sentire il grido d’aiuto da parte di alcune attività commerciali che insistono sui giardini pubblici, dove in mattinata è stato necessario l’intervento dei carabinieri per tranquillizzare un gruppo di richiedenti asilo che, secondo la versione dell’Arma, «si erano lasciati andare a qualche spintone di troppo». I titolari di tre attività che insistono sul polmone “green” di corso Verdi si erano fatti promotori già un anno fa di un appello rivolto ai goriziani che, secondo loro, avevano smesso di frequentare i giardini dopo che panchine e aiuole erano diventate una sorta di seconda casa per i richiedenti asilo. Una situazione che, per Mirco Patti della Ciccehtteria ai Giardini, si sta riproponendo con le medesime caratteristiche della scorsa estate. «Siamo pronti a rilanciare l’appello» ha detto, «un anno fa abbiamo già assistito a una rissa, e non vogliamo che queste persone si diano appuntamento qui davanti per risolvere le loro questioni».

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Le opinioni dei lettori su "Migranti sull’Isonzo"

  1. Però le foto sono belle :-D sono ragazzi giovani e forti devono rilassarsi :-D poi cosa ci fanno qui non dobbiamo mica saperlo oggi!!

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