Migranti, nessun arrivo dal sud

Gorizia non dovrà ospitare nessun migrante tra i 50 che, dopo essere sbarcati a Brindisi, sono stati trasferiti in Friuli Venezia Giulia. L’indicazione giunta in un primissimo momento dalla Regione, che prevedeva lo smistamento di 10 richiedenti asilo anche a Gorizia, è stata smentita dai fatti. I 50 infatti sono stati smistati solamente fra Trieste (35) e Pordenone (15). Notizia accolta con soddisfazione dal sindaco Rodolfo Ziberna, che non perde però l’occasione per rifilare una stoccata al ministero dell’Interno. «Se avessimo messo bagni chimici e campi da cricket oggi non avremmo rischiato di ospitarne altri 10, ma altri 100» ha detto, «trasferire i migranti in una zona già al collasso è un’operazione dettata da cinismo e indifferenza, se il ministero avesse a cuore queste persone le manderebbe in zone strutturate per accoglierle». Il neo-sindaco proprio ieri aveva spedito al prefetto di Gorizia, Isabella Alberti, e all’assessore regionale alla solidarietà, Gianni Torrenti, una lettera al vetriolo intimando l’alt nei confronti dell’ipotesi di nuovi arrivi di migranti a Gorizia. «Abbiamo raggiunto ormai da tempo la completa saturazione in termini di posti disponibili destinati ai richiedenti asilo» ha scritto, «e la situazione sta progressivamente degradando e degenerando». Il riferimento è tutto per l’area verde di via Brass, sulla quale Ziberna ribadisce il suo no categorico a qualsiasi tipo di iniziativa volta a migliorare le condizioni igienico-sanitarie del parco, inevitabilmente minate dalla presenza dei migranti 24 ore su 24 senza la possibilità di farsi una doccia o poter utilizzare un bagno. «Nonostante le richieste di attrezzare la Valletta con bagni pubblici» si legge ancora nella lettera del primo cittadino, «non posso che ribadire il nostro no a questi interventi per evitare ulteriori stimoli all’aggregazione che sarebbero, ovviamente, causa di nuove forme di degrado». Ora, schivato il rischio di dover fare i conti con l’arrivo di altri dieci migranti dagli sbarchi nelle regioni del sud, secondo Ziberna sarebbe un errore abbassare la guardia. «La presenza di ulteriori migranti potrebbe divenire socialmente deflagrante» il suo pensiero, sulla base del quale nella lettera ha pregato il prefetto di «respingere l’arrivo di nuovi richiedenti asilo in città e di attivarsi per organizzare la partenza degli uomini in eccesso verso Comuni che dispongono di strutture adeguate ad ospitarli». L’ipotesi di dover ospitare altri dieci richiedenti asilo era stata accolta con un pizzico di meraviglia anche dal presidente del consorzio di cooperative “Il Mosaico”, Mauro Perissini, che a Gorizia gestisce il Nazareno e il San Giuseppe, attualmente stracolme con un totale di 261 migranti accolti. «Non sapremmo dove mettere altre persone» ha tagliato corto, «da noi sicuramente non c’è posto e non possiamo immaginare di trasferirne dieci per fare spazio ai nuovi». Perissini ha commentato poi l’ammassamento alla Valletta. «Quanto i migranti arrivano in città, da qualche parte devono pur dormire, e non trovando altre soluzioni si adattano a quel che c’è. In questo ha giocato un ruolo cruciale la cacciata dalle sponde dell’Isonzo. Chi oggi dorme alla Valletta, un anno fa sarebbe stato in riva al fiume».

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