Migranti, due arresti

Una quindicina di richiedenti asilo di nazionalità afgana e pakistana lunedì scorso si sono presentati spontaneamente negli uffici della polizia di frontiera terrestre di Gorizia. Tutti, secondo la questura provenivano da Paesi del Nord Europa dove avevano già richiesto asilo politico. Durante le procedure di identificazione, poi, è emerso che due del gruppo, un 29enne e un 36enne, entrambi pakistani, «avevano a proprio carico dei provvedimenti di espulsione dall’Italia emessi nelle provincie di Trieste e Brescia nel 2013 e 2014». Di conseguenza sono stati arrestati dalla Polterra per violazione del decreto di espulsione. Dopo l’udienza di convalida dell’arresto sono stati condannati a cinque mesi di reclusione.

Chi sono i “dublinanti”
«Quasi tutti i richiedenti asilo ospitati a Gorizia sono “dublinati”, che quindi non sono arrivati in Europa attraverso l’Italia» ha spiegato il vice prefetto di Gorizia, Antonino Gulletta, «in questi casi, come per i 15 richiedenti asilo arrivati lunedì, la procedura viene sospesa e i fascicoli vengono inoltrati all’unità “Dublino” del ministero dell’interno, che avvia i contatti con i paesi esteri per rispettare il criterio dello stato di primo ingresso, al quale spetta la presa in carico della domanda di asilo. La procedura quindi scatta soltanto una volta che “Dublino” avrà terminato queste verifiche e richiesto un eventuale trasferimento. A Gorizia sono capitati casi in cui abbiamo trasferito dei richiedenti asilo verso l’Austria e la Germania su disposizione dell’unità ministeriale, ma intanto chi arriva deve comunque essere accolto in attesa che il meccanismo si metta in moto. Così come l’Italia ha il dovere di accogliere chi arriva dalla Libia, gli altri paesi dovrebbero accogliere chi arriva da loro».

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