Migranti di nuovo in galleria

Smontati gli stand di Gusti di frontiera, l’inizio di questa settimana è stato contraddistinto dal ritorno dei migranti in galleria Bombi. Per le giornate della kermesse il problema era stato quasi arginato, ma l’emergenza è tornata a spingere forte sui bordi del sistema per l’accoglienza. Dalla notte tra lunedì e martedì un gruppo di richiedenti asilo hanno nuovamente dormito sotto la galleria. Ormai se ne contano una quarantina, gli ultimi sono arrivati lunedì e molti di loro arrivano dai paesi dell’est, come spiega un gruppo di volontari. La rotta dei Balcani si è riaperta e i migranti sono tornati ad arrivare da Serbia, Ungheria e Bulgaria. Nel frattempo, il sindaco Rodolfo Ziberna ha assunto una posizione durissima sull’invito all’accoglienza che la prefettura ha avanzato ai sindaci del territorio durante la riunione fiume di martedì. «I profughi del Cara e di Gorizia devono essere allontanati dall’Isontino». «La chiusura del Cara» dice Ziberna, «così com’è stata impostata, rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba per l’Isontino, a testimonianza che questo governo, ancora una volta, non affronta seriamente l’esplosiva questione dei migranti». «I cittadini di Gradisca hanno tutta la mia solidarietà per essere costretti, da tempo, a convivere con centinaia di profughi così come i cittadini di Gorizia, ed è giusto che chiedano il loro allontanamento ritengo irresponsabile pensare di spostare semplicemente il problema, trasferendo tutti i richiedenti da una struttura chiusa e centralizzata a uno spazio aperto, con accoglienza diffusa: sono troppi, il territorio è già abbondantemente saturo». Come prima cosa, per Ziberna, «il governo deve trasferire altrove la quota eccedente la percentuale prevista dall’accordo con Roma, il famoso 2,5 per mille, e poi cominciare ad affrontare il problema alla radice, ovvero bloccare l’arrivo dei richiedenti provenienti dagli altri Stati europei».

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