Migranti anche dalla Spagna

Non più solo da Austria, Francia, Germania, Inghilterra e dai paesi del nord Europa. L’ultimo flusso di richiedenti asilo approdati a Gorizia arriva direttamente dalla Spagna. La segnalazione arriva dall’accampamento sorto nelle ultime settimane all’interno del parco della Valletta del Corno, in via Brass. «I volontari mi hanno riferito della presenza di un gruppo di ragazzi che parlano molto bene lo spagnolo e che prima di arrivare in Italia, lavoravano in Spagna, dove però erano irregolari e per questo sono stati espulsi», conferma il direttore della Caritas diocesana, don Paolo Zuttion. Anche in seguito al loro arrivo, il numero di richiedenti asilo accampati in via Brass si sta avvicinando alla soglia psicologica delle 100 persone. «Negli ultimi giorni gli arrivi sono ripresi alla spicciolata» conferma dalla prefettura il dirigente dell’area ordine e sicurezza pubblica, Antonio Falso, «facendo aumentare il numero di richiedenti asilo fuori convenzione dall’ottantina dei giorni scorsi fino a oltre 90. Un censimento preciso rimane difficile da fare, poiché la Valletta non è solo un punto di arrivo ma per alcuni richiedenti asilo anche un punto di partenza». Il ministero, intanto, ha preso in visione la richiesta avanzata dalla prefettura di Gorizia in seguito alla scoperta del nuovo accampamento, con l’obiettivo di alleggerire la presenza di richiedenti asilo in città. «Siamo in attesa di una risposta da Roma» aggiunge Falso, «anche il trasferimento di soli cinquanta richiedenti asilo ci consentirebbe di respirare un po’». Nel frattempo, c’è un fascicolo in più sulla scrivania del ministro degli interni, Marco Minniti. E sulla copertina porta il nome della nostra città. A finire sotto l’attenzione del ministro, per iniziativa della senatrice Laura Fasiolo (Pd), è stato proprio il caso dell’accampamento della Valletta del Corno. «Ho presentato al ministro una descrizione oggettiva e alcune fotografie della situazione che si è venuta a creare alla Valletta» ha spiegato la senatrice dem, «davanti alla quale non si può reagire con inerzia, aspettando che questi ragazzi se ne vadano da soli. Non è possibile che non vengano posizionati dei bagni chimici, così come pretendiamo di sapere se tutti questi pakistani siano stati sottoposti a una visita medica». La senatrice ha poi ampliato il ragionamento fino a lambire il confine con l’Austria. «Se i migranti che arrivano a Gorizia, come ormai è acclarato, entrano in Italia da Tarvisio e dal Brennero» ha detto Fasiolo, «è evidente che qualcuno deve intervenire per bloccarli al confine e rimandarli nei paesi europei che dovrebbero occuparsi della loro accoglienza. I confini ormai sono una groviera, servono controlli rigorosissimi. Sembra di avere a che fare con dei fantasmi, invisibili a tutti finché non arrivano a Gorizia».

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