Migranti anche da Olanda e Danimarca

Emergenza rientrata. Il numero dei richiedenti asilo presenti a Gorizia è sceso, grazie all’ultimo maxi trasferimento, al di sotto dei margini di sicurezza, vale a dire quelli che le strutture di accoglienza attive nella nostra città riescono a sostenere. Ieri i richiedenti asilo fuori convenzione erano 5, tutti sicuri, in attesa di ricevere il via libera dopo la visita medica, che ad attenderli c’è già un posto tra il San Giuseppe e il Nazareno. «Il flusso non si è fermato del tutto ma i numeri sono contenuti» ha detto il vice prefetto vicario di Gorizia, Antonino Gulletta, «quasi tutti hanno trovato posto nelle strutture di accoglienza ad eccezione dei 20 che risultavano ospitati dalla Caritas ma ai quali era stato revocato lo status di rifugiato». Tra questi non si esclude possano esserci ancora alcuni dei migranti che avevano scatenato la rissa al Cara di Gradisca d’Isonzo nella notte tra il 16 e il 17 maggio. Ieri sono arrivate una ventina di persone, secondo quanto comunicato da Gulletta, mentre gli arrivi dei giorni precedenti si possono contare sulle dita di una mano. A fare notizia, in questo stato di apparente tranquillità, è però un altro fattore. Nell’ultimo mese si è infatti allungato l’elenco dei paesi europei dove i migranti presentano una prima richiesta di asilo. Sono i cosiddetti “dublinanti”, poiché già entrati nella rete del regolamento Dublino III, e oltre a Germania, Francia e Inghilterra, arrivano anche da Olanda, Belgio e Danimarca. «I migranti spesso lasciano questi paesi ancora prima di attendere una risposta alla propria richiesta» ha spiegato il vice segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia, Flavio Pino, «abbiamo motivo di pensare che nel resto d’Europa gli venga comunicato in anticipo il rifiuto della richiesta oppure che siano in contatto con altri connazionali già presenti a Gorizia. Quando fermiamo i gruppi più numerosi, notiamo quasi sempre che qualche richiedente asilo di quelli accolti a Gorizia è informato del loro arrivo e si presenta per portar loro una merenda dopo il viaggio. Quello che vogliamo denunciare è la mancata applicazione del regolamento di Dublino. Se un richiedente asilo viene fotosegnalato in Germania, o in qualsiasi altro paese europeo, è quel paese a doversi occupare della sua accoglienza. Oppure, nel caso in cui non ne abbia diritto, a imporre il rimpatrio. Cosa che evidentemente non avviene».

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