Messa in Marilenghe,primo passo

Anni e anni di attesa sono stati finalmente premiati. Il Consiglio Episcopale permanente della Cei, che si è riunito a Roma nei giorni scorsi, ha dato infatti il proprio nulla osta per avviare l’iter di traduzione del Messale Romano in Marilenghe. Il primo passo ufficiale, dunque, verso la celebrazione della Messa in lingua friulana, che arriva dopo un pressing che si protrae da anni da parte della Curia friulana e della Provincia di Udine. L’iter ora prevede il passaggio all’Assemblea generale della Cei, che dovrebbe avvenire nel corso dell’estate, e quindi alla Congregazione del culto divino, il dicastero vaticano cui spetta la “recognizio”, ultimo esame della traduzione. Il nuovo testo, quando approvato, approderà certamente sui pulpiti dell’Arcidiocesi di Udine, ma non è escluso che anche alcune parrocchie della nostra Arcidiocesi possano adottare, magari soltanto una volta a settimana, il Messale friulano. Dopo la Bibbia e alcuni lezionari già tradotti in friulano sta per arrivare il momento del Messale, testo fondamentale per poter celebrare la Messa. L’attesa degli ultimi anni, comunque, è stata dettata anche dall’impegno della Cei nella nuova traduzione italiana del Messale stesso, che rientra nella revisione dei testi sacri della Chiesa Cattolica, ormai completata.

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