Meno parole e piu’ fatti

La riforma sanitaria sempre al centro dell’attenzione.E non poteva essere diversamente visto che si parla di salute e non di bruscolini.Dal contenitore senza contenuti di quella targata Tondo-Kosic a quella Serracchiani-Telesca,ahime’ ancora in fieri,dopo un anno di incontri,studi,indagini,e,purtroppo, fiumi di parole che hanno tutto il sapore di voler rasserenare l’ambiente,per altro abbastanza preoccupato,e nel contempo ostentare un decisionismo che in realta’ sembra solo apparente,almeno dalle contraddizioni che emergono ad ogni esternazione ufficiale dei vertici regionali.Con conseguente malumore serpeggiante,oltre che nell’opposizione,anche nella maggioranza di Governo,nei sindacati,e ovviamente tra la popolazione.E’ indubbio che non e’ una riforma facile per vari motivi,e che il settore ha bisogno di essere razionalizzato a vent’anni dalla riforma Fasola,e che sono necessari tagli alla spesa e adeguamenti,ma e’ anche vero che quanto enunciato fin qui presenta molti punti oscuri.”I principi della riforma sono condivisibili-ha ribadito anche ieri il segretario della Cisl Giovanni Fania durante un incontro con l’assessore Telesca-ma il percorso appare molto accidentato.Non siamo ancora in possesso di documenti ufficiali che illustrino in modo dettagliato gli step della riforma,quindi il nostro giudizio resta inevitabilmente sospeso,anche se alcune informazioni date sollevano le nostre preoccupazioni”.Insomma,come dicevamo,fiumi di parole,contraddizioni,pochi fatti concreti,ovvero nero su bianco,tanto da far temere che per la seconda volta in un paio di anni ci si trovi di nuovo davanti a un contenitore senza contenuti.Partiamo dagli Eas,gli Enti per l’assistenza sanitaria,che in pratica riduce a 5 le vecchie Ass,accorpandole con ospedaliere e universitarie.Benissimo la razionalizzazione,meno spese come si sostiene,ma realisticamente ribatte per la seconda volta il segretario della Cisl Fania,”cosa faranno,come si esplicitera’ l’accorpamento tra ospedali e territorio,e come si attuera’ la questione dell’integrazione e continuita’ dell’assistenza?”.Risposte generiche come revisione della rete ospedaliera,eliminazione dei doppioni,tagli alle chirurgie,alle pediatrie, alle ortopedie,ai pronto soccorso,e altro,non bastano piu’,si vuole sapere dove,come e quando.E’ vero che e’ stato stilato un cronoprogramma(parola assai di moda negli ultimi tempi)che parla del 15 maggio presentazione delle relazioni conclusive dei vari gruppi di lavoro,del 15 giugno(strana la data che casca dopo le elezioni europee)eliminazione dei doppioni e definizione delle funzioni dei singoli ospedali,e del 10 luglio di legge all’esame del Consiglio regionale.Ci si perdoni,ma due sono le cose:o i vertici regionali hanno gia’ tutto definito(tagli,funzioni,eccetera)e artatamente non lo vogliono dire di questi tempi,oppure sono davvero in alto mare.In entrambi i casi non c’e’ da star sereni.Anche perche’ ogni secondo giorno in uscite ufficiali ne esce qualcuna da far rizzare i capelli.L’ultima,ma temiano solo in ordine di tempo,quella dell’assessore Telesca sui punti nascita riportata dal Messaggero Veneto:”stiamo vagliando l’ipotesi-ha detto-di istituire equipe mediche itineranti per salvare alcuni punti nascita”.Tra questi quello di Tolmezzo “perche’ non e’ ipotizzabile lasciare un territorio vasto come l’Alto Friuli senza”.Giustissimo,sarebbe davvero assurdo anche se e’ uno di quelli sotto i parametri previsti come Gorizia,Monfalcone,Latisana e forse Palmanova.Non abbiamo la presunzione di essere degli esperti,anzi,ma dei comuni mortali con un po’ di raziocinio che non riescono a comprendere come si possa pensare una cosa del genere.Singolare anche il Telesca-pensiero sui tagli ai 21 pronto soccorso della Regione,14 dei quali sarebbero sotto i parametri dei ventimila flussi di pazienti annui,compresa Gorizia che invece risulta oltre i 22 mila.Quelli sotto i parametri dovrebbero diventare “punti di primo intervento” aperti le 12 ore diurne,forse con una autoambulanza e un medico la notte.Si occuperebbero solo delle piccole cose e della diagnostica di base.Tralasciando ogni ulteriore commento ci sembra che la confusione regni,e che siamo ancora lontani da una vera riforma.Ci auguriamo di sbagliare,e di non ricorrere ai latini per far nostra la frase…mala tempora currunt!La salute e’ un bene primario,speriamo se ne tenga conto,e una volta per tutte alle parole seguano i fatti,le certezze,i contenuti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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