Medici senza frontiere al San Giuseppe

Un alloggio, o meglio un container temporaneo dove sistemare i profughi fuori convenzione, nella nostra città. La sua costruzione è stata ufficializzata nel pomeriggio di ieri da due comunicati successivi da parte dell’Arcidiocesi e dall’associazione umanitaria Medici Senza Frontiere. Troverà posto al centro San Giuseppe, a due passi dalla parrocchia di San Rocco, agli ordini dell’associazione, che ha ufficialmente ricevuto il benestare dall’Arcidiocesi di Gorizia che ha “concesso gratuitamente e temporaneamente -come si legge nel comunicato della Curia- a Medici Senza Frontiere un’area ubicata nel cortile dell’ex asilo San Giuseppe a Gorizia al fine di realizzare una struttura temporanea che consenta il pernottamento a richiedenti asilo fuori convenzione presenti a Gorizia nel periodo invernale”. Una soluzione, quella del centro di via Vittorio Veneto, già paventata lo scorso settembre, quando però il parrocco di San Rocco, don Ruggero Dipiazza, si era apertamente schierato contro la riapertura dell’edificio poiché in pessime condizioni e non agibile. La struttura sarà realizzata e gestita da Medici Senza Frontiere, come si legge sempre nel comunicato dell’Arcidiocesi, che dovrebbe così per lo meno dare un riparo e un posto caldo, in vista della stagione fredda, ai 223 richiedenti asilo (tutti i numeri forniti dall’assessore Torrenti li potete leggere nel pezzo precedente) che al momento non trovano spazio nei dormitori e nei centri di accoglienza di Gorizia e Gradisca. In sostanza estrema, sarà un dormitorio temporaneo che con i primi caldi della prossima primavera dovrebbe essere smantellato. Ma si sa, in Italia le soluzioni provvisorie sono quelle definitive. E la contro-conferma, come dicevamo, è arrivata anche dalla stessa associazione umanitaria. “Un’equipe medica di Medici Senza Frontiere -si legge in un comunicato- collaborerà con l’azienda sanitaria locale e la Croce Rossa per rinforzare il servizio medico. L’intervento proposto è temporaneo e ha l’obiettivo di consentire agli attori istituzionali locali di adottare soluzioni strutturate in grado di rispondere in maniera stabile alle necessità di accoglienza”. “È necessaria una risposta immediata e coordinata dagli attori istituzionali locali per affrontare questa situazione -ha aggiunto Stefano di Carlo, Capomissione MSF in Italia- anche a Gorizia il diritto dei richiedenti asilo ad un’accoglienza deve essere garantito. Queste azioni richiedono la massima urgenza, in quanto il flusso di persone in arrivo a Gorizia non si fermerà durante l’inverno, ma le condizioni di vita per loro saranno ancora più dure”. Ancora non sono state comunicate le date in cui verrà sistemato il container-alloggio, ma visto il calo delle temperature negli ultimi giorni, è probabile che i profughi potranno trovare accoglienza al San Giuseppe già dalle prossime notti. All’oscuro di tutto, invece, il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, che rispondendo a un’interrogazione del consigliere Gentile in Consiglio comunale, anche in riferimento all’ipotetica apertura di ulteriori centri di accoglienza a Gorizia, ha detto di “non saperne nulla, nella maniera più assoluta”.

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