Mamma li giostrai!

Era il 1998 quando, all’ora di pranzo del 5 maggio, i Simpson andavano in onda con una puntata che Matt Groening, in questo periodo, avrebbe potuto ambientare a Gorizia piuttosto che a Springfield.
La puntata era la dodicesima della nona serie e Bart, assieme a suo padre Homer, lavorarono gratuitamente nel luna park della cittadina americana per riparare ai danni causati da una delle loro bighellonate. Durante il periodo di lavoro, Bart e Homer fecero amicizia con due giostrai, Cooder (a cui Vittorio Sgarbi prestò la sua voce) e Spud, che dall’amicizia non volevano altro che un piccolo guadagno economico. I due giostrai, ospitati da Homer dopo la chiusura della giostra di Cooder, non aspettarono molto per appropriarsi di casa Simpson, cacciando Homer e la sua famiglia.
Gorizia, come Springfield, è in questo periodo vittima inerme difronte ad un numero impressionante di furti. Che siano essi opera di giostrai non si può certo affermare, ma che ogni anno, in occasione dell’avvento della fiera di Sant’Andrea, il terrore dei furti ritorni nella nostra città è cosa ben certa.
Un innocente coincidenza, ci auguriamo.
Che a Gorizia quella puntata non fosse andata in onda? Strano. Anzi, più che limitarsi a guardarla, quella puntata, i goriziani avrebbero dovuto studiarla. Studiare come Bart e Homer, per riprendere possesso della loro “casa, dolce casa”, aggirano i due disonesti giostrai sul loro stesso campo di battaglia, l’astuzia e il raggiro.
Sia ben chiaro, è ingiusto fare di tutta l’erba un fascio, ma come in ogni realtà le persone oneste non superano il numero delle dita delle mani. Forse di una mano sola.
E poi, vengano a dirmi che i Simpson sono solo un cartone animato.

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Le opinioni dei lettori su "Mamma li giostrai!"

  1. Mi ricordo che da piccolo, mia madre mi diceva che quando c’erano le giostre, dovevo stare attendo e vicino a lei perchè arrivavano gli zingari che mi avrebbero rapito. Il succo dell’articolo è in soldoni questo. Grandi leggende metropolitane. Come quella dei giostrai, forse abili trapezisti (?) che di notte si insinuano nelle case per rubare. Forse anche la puntata del mitico Homer è stata creata appunto su questa leggenda, che proprio essendo metropolitana ha trovato terreno fertile nello stato delle “stelle e strisce”.
    Pur di fare tutta l’erba un fascio, pur affermando di non volerla fare, mi pare una grossa generalizzazione. Intanto le “giostre” si trovano in questo momento alla Fiera di Santa Caterina ad Udine mentre fino al 21 novembre 5 dicasi 5 attrazioni erano alla Casa Rossa. Forse il fatto che li uni e gli altri, causa maltempo, abbiano battuto i denti e lavorato poco, può far pensare che, magari nottetempo, si sono trasformati in “abili Lupin”?
    Beh, onestamente ci credo poco. Magari qualcuno potrebbe obiettare che c’era anche un circo e che quindi…anche lì…altro fasciamento d’erba.
    Personalmente sono stato in qualche casa di giostraio, invitato per farmi vedere la loro attività e la loro vita. Beh, in molti casi sono persone che, grazie al tanto lavoro, in condizioni difficili, hanno ben guadagnato e si sono riusciti a costruire un futuro. Per loro ed anche per i propri figli e parenti. E non credo arrampicandosi su tapparelle e grondaie…
    Molti di loro, con il passare degli anni, sono diventati quasi stanziali ed hanno investito in parchi del divertimento in località balneari che gli permettono dei buoni redditi.
    Ma a Gorizia ci vogliono venire. Sapete perchè? Non per la ricchezza dei goriziani da svaligiare, ma perchè la maggior parte di loro ha dei ricordi bellissimi della nostra città. Qualcuno ci è pure nato e molti concepiti. Perchè la Fiera di Sant’Andrea, grazie al fatto che le bancarelle (degli ambulanti), siano ancora collegate alla fiera delle attrazioni, è una fiera in cui si riesce a guadagnare qualche quattrino. Che in vista dell’arrivo del Santo Natale, non guasta nemmeno a loro, che poi andranno in “letargo” con l’inverno freddo. Perchè la Fiera di Sant’Andrea è una tradizione, anche per loro, ed è rimasta quasi uguale da molti anni. Di ragioni ce ne sono molte, alcune anche “simpatiche”, ma certamente ne vedo poche legate alla possibilità di scorrazzare liberamente da topo d’appartamento alla ricerca del formaggio goriziano.

  2. L’obiettivo del mio intervento era il segnalare una, secondo me, poco simpatica coincidenza.
    Che gli autori dei furti di cui possiamo leggere le cronache in questi giorni (ogni giorno) siano giostrai a me non passa per la testa. Magari ce ne sarà pure qualcuno, anche se di onestà, come scritto sopra secondo me ce n’è ben poca. Come in qualsiasi attività e come d’altronde imposto da questo particolare tipo di iniziativa economica.
    Curioso poi, senz’altro, che ogni anno in questo preciso periodo, si possano leggere così numerose cronache di furti. Una causa può essere anche la sola presenza dei giostrai, che può fornire un facile capro espiatorio, il che sicuramente NON è una loro responsabilità, anzi, verrebbero viste come vittime e non come ladri.
    ac

  3. Bene. Ad ogni modo “far pensare” che esista una strana coincidenza fra l’aumento dei furti e la presenza dei giostrai, in un certo senso è come…insinuare.
    Su di un tanto non sono molto d’accordo anche perchè, questo è bene sottolinearlo, nell’escalation di furti di queste ultime settimane i giostrai (come sempre ce ne sono di buoni e di “cattivi”), erano a Udine, la maggior parte, alcuni a Padova, altri a Treviso, altri a Piove di Sacco. Insomma, tutti in giro. In verità, queste persone, come dicevo ce ne sono di buoni e meno buoni, sono circa 3 mesi che non lavorano un fine settimana intero, causa maltempo.
    Almeno così dicono…
    Il fatto poi che in meno di un mese, per ben due volte, una banca di Gradisca, sia stata rapinata, dalla stessa persona italiana, deve far pensare. I molti furti in abitazioni invece, così mi si dice e quindi ripeto, sono fatti sopratutto in questo periodo (è natale anche per loro purtroppo…) da molti cittadini neocomunitari, che ora in poche ore riescono a venire in Italia, fare i loro “affari” e rapidamente tornarsene a casetta con i “doni”.
    Vero o falso che sia, vedo più verosimile questa fattispecie che non quella dell’articolo, che comunque ho apprezzato, ma al quale, non posso esimermi da fare le considerazioni di cui al post 1. Non tanto per difedere qualcuno o una categoria, ma perchè alle volte, certe “insinuazioni” difficilmente trovano riscontro. A meno che non si voglia che le leggende metropolitane, finiscano per essere la nostra stella polare…

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