Malati di benaltrismo

Il benaltrismo è una malattia congenita della sinistra goriziana. Condannati per ragioni in parte storiche e culturali, in parte francamente emotive ed irrazionali, alla  minorità politica da oltre 60 anni, gli intellettuali e i dirigenti legati alle idealità di sinistra si sono sempre aggrappati a questa forma mentis come una specie di ancora di salvezza. Qualunque progetto, qualunque idea, qualunque iniziativa va sempre e comunque bloccato nel nome di un mitico “ben altro” che si potrebbe e dovrebbe fare. Cito a memoria: scuola caserma della guardia di Finanza, allargamento zona industriale,  il trasferimento dell’ospedale al Fatebenefratelli, allargamento dell’autoporto. Persino un progetto come la pedonalizzazione del centro e di piazza Vittoria, che pure nella sua breve e sfortunata esperienza di governo la sinistra aveva correttamente lanciato,  in un delirio schizofrenico viene adesso da quella stessa classe dirigente contestato. Oggi il nuovo nemico storico è  l’ascensore per il castello: un progetto innocuo, certo non di svolta, ma sicuramente interessante e simpatico in grado di valorizzare una delle poche attrattive turistiche della città e con l’indubbio vantaggio ulteriore di essere già finanziato e cantierabile. Niente, i “benaltristi” anche su questo hanno qualcosa da ridire bisogna bloccare, fermare, stoppare “ben altro” è quello che serve alla città. Che infatti di “ben altro in ben altro” è ormai da quasi 40 anni che è completamente immobile. Speriamo che almeno stavolta non l’abbiano vinta e speriamo che almeno la parte più responsabile e razionale della sinistra goriziana cominci ad incalzare il sindaco per i tanti progetti che non riesce a far partire piuttosto che per quelli porta finalmente a casa.

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Le opinioni dei lettori su "Malati di benaltrismo"

  1. La politica del fare, nel medio e lungo periodo ha sempre la meglio su quella delle chiacchiere, degli attacchi personali e delle interrogazioni campate per aria con il solo scopo di finire sui giornali.

  2. Mi metto dalla parte dei cosiddetti intellettuali di sinistra perchè:
    1) la scuola della finanza volevano farla sul terreno dell’aeroporto, distruggendo irrimediabilmente un luogo di una certa valenza ambientale e molti si opposero per questo
    2) l’ascensore costerà diversi milioni di euro. Non si possono spendere diversi milioni di euro per un progetto “interessante e simpatico”, bisogna essere sicuri che ci sia un ritorno. Qualcuno è andato ad informarsi come vanno le cose nelle città tipo Lubiana, a fare un calcolo economico? Se sì, perchè non supportate le vostre idee con queste argomentazioni invece di ricorrere a neologismi che non significano un piffero tipo “benaltrismo”?
    3) la storia non è il vostro forte: in 40 anni la sinistra ne ha governati 5 (2002-2007), traetene le logiche conseguenze: l’immobilismo a Gorizia è frutto dei Romoli, Scarano, Valenti e compagnia, e purtroppo Brancati non era il tipo giusto per scardinare un sistema incancrenito nel nazionalismo e nella paura dello slavocomunista ( ed è stato punito )
    In definitiva direi che quando non è dovutamente ponderata, la “politica del fare”, espressione coniata da un signore lombardo che si è innanzitutto fatto gli affari suoi, può rapidamente trasformarsi in “politica del fare cazzate” quando non in “politica del fare porcherie”. Cordiali saluti.

  3. 1) La scuola della finanza avrebbe portato un indotto all’economia goriziana tale da salvaguardare ed ampliare ben altre zone di valenza ambinetale oggi in declino per carenza di fondi. Del resto se Baffetto ha pensato bene di costruirla nella sua Puglia un motivo ci sarà?
    2) L’ascensore è inerito all’interno di un progetto di riqualificazione di tutto il centro storico e della zona castello, i calcoli sono stati fatti, e torneranno, ovviamente sul lungo periodo come è ovvio per opere così radicali. Non capisco perchè si debba guardare a Lubiana quando, sul territorio italiano abbiamo le più belle città del mondo. Il nostro dramma è l’eccessiva presenza di beni da tutelare di interesse sia storico artistico e culturale.
    3) L’immobilismo di Gorizia è frutto dei goriziani e a dirla tutta la giunta Brancati è stata quella che maggiormente ha contribuito alla volontà di riscossa e rinascita che sento crescere nella città! Con Brancati, infatti, si è toccato il punto più basso e da lì, si sa, non si può che risalire.

    Per quanto riguarda la politica del fare, le do ragione, può facilmente trasformarsi in fare… cretinate (le volgarità preferisco evitarle). Cretinate che valutate dagli elettori saranno poi punite alle successive elezioni. In un sistema democratico la censura mediante il voto fa parte della dinamica costituzionale volta all’alternanza. Certo il tutto diventa difficile quando non si fa nulla, non per paura di sbagliare, ma per non scontentare i compagni di merenda di una coalizione ai limiti dell’accozzaglia bramosa unicamente di spartirsi il potere.
    A questo punto quindi meglio la politica del fare o del parlare?

  4. Gentile Alessandro, mi dichiaro in totale disaccordo con Lei perchè:
    1) in questo caso il “benaltrista” è Lei: si sarebbero valorizzate ” ben altre zone di valenza ambientale “, per intanto però l’aeroporto sarebbe stato divelto ( trattasi di un prato quasi unico per dimensioni e ricchezza botanica )
    2)il riferimento a Lubiana non deriva dal fatto che sminuisco la bellezza delle città italiane ( artisticamente Padova, per dire, non mi sogno nemmeno di compararla con Lubiana, pur avendo gli stessi abitanti circa ): è un discorso economico. Alcuni perversi intellettuali di sinistra hanno dimostrato, numeri e progetti alla mano, che Lubiana ha già da molti anni un ascensore, per molti versi simile a quello che si vorrebbe costruire a Gorizia. A Lubiana da anni, pur facendo pagare 1,80 euro la corsa, l’ascensore ogni anno la manutenzione costa più di quello che produce. Una differenza: a Lubiana in media lo usano circa 600 persone paganti al giorno, a Gorizia l’assessore Devetag, che è un ottimista nato, dice 100 visite al giorno in media al castello. Ammettendo che tutti questi visitatori vorranno salirci in ascensore, dove li troviamo altri 500? ( queste considerazioni si trovano sull’ultimo numero di Isonzo Soča, se non Le va di comprarselo mi contatti pure, non esiterò a imprestarglielo)
    3) Credo che i 5 anni di Brancati siano stati di gran lunga meno immobili dei 3 di Romoli, attivo solo sulle comparsate nei giornali. Ha ereditato 3/4 dei cantieri con la progettazione già avviata, ha ereditato Gusti di Frontiera ed E’ Storia. Piazza Vittoria, vanto della destrina goriziana, è stata fatta con materiali scadenti ( scelta frettolosa ), e già mostra i segni del tempo quando ancora non è finita.

    Più in generale, non mi piace l’idea che Lei manifesta secondo la quale se uno viene eletto poi può fare quello che gli pare: questo non ha niente a che vedere con la democrazia. Se un politico fa una cazzata ( mi perdoni la volgarità ma ci sono cose molto molto più volgari delle quali non si vergogna nessuno ) da 3 milioni di euro, e poi non viene rieletto, i 3 milioni non torneranno. Meglio quindi che l’opinione pubblica si mobiliti e se ne discuta. Quella che Lei chiama politica del fare non prevede questa ipotesi: bisogna fare, e basta, e ragionare è un optional. Così si spiegano tutte le opere abbandonate in giro per l’Italia. Se il progetto è valido, la giunta non dovrebbe avere paura del referendum sull’ascensore, nè delle assemblee sul tema. Non mi pare che sia così…
    Rinnovo cordiali saluti.

  5. Mi fa veramente piacere poter discutere di certi temi senza scadere nel litigio.
    1) Ha ragione, quando non specifico il ben altro purtroppo è facile prendere mali costumi, quindi cerco di rimediare indicando.Zone che avrebbero bisogno di interventi sono il Parco di Piuma alta e bassa, le sponde dell’Isonzo dal tratto del confine fin giù alla fine della città, il parco del Castello solo per indicare i primi che mi vengono in mente.
    2)Mi fa piacere leggere i calcoli, ma ho paura che siano un po’ limitati se non tengono conto dell’indotto. L’ascensore porterà a valorizzare il centro storico ed il borgo castell; s lo si considerasse solo in termini di persone transitate/introiti dovremmo mettere caselli per il pedaggio all’inizio di ogni via.
    3)Le comparsate sui giornali, che da sempre seguono con amore il pdl, sono appunto tali, vanno considerati i fatti. Quando cita le mirabolanti gesta della giunta Brancati, mi rincresce non sentirla considerare quanti cantieri e progetti avesse a sua volta ereditato. La giunta Romoli, tra gli altri, ha avuto il merito di dare corso ai cantieri, seppur con le notevoli difficoltà date dai buchi di bilancio ereditati e dai sacrifici richiesti per affrontare con gambe ferme la crisi. Per quanto riguarda Gusti di Frontiera ed E’ storia, vogliamo ricordare quanto queste manifestazioni sono cresciute in questi anni?
    Piazza Vittoria è una dolorosa spina nel fianco come altri ritardi nelle realizzazioni come ad esempio via Garibaldi (che oggi sta letteralemnte fiorendo), ma ben poco si può fare di fornte ai fallimenti delle società appaltate o ad altre problematiche con le stesse tanto al limite del lecito da essere in via di risoluzione con l’opera delgli avvocati. Ad impossibilia nemo tenetur giusto?

    Quanto alle considerazioni più in generale, se si imbocca la china dell’estremizzare i concetti si rischia di traviare il senso delle opinioni. In una democrazia di secondo livello è ovvio che la fiducia venga data a dei soggetti che agiscono nell’interesse degli elettori sulla base di cognizioni ed informazioni che spesso non si riescono a portare a conoscienza di tutti per una questione di tempi e di complessità. Se così non fosse, la democrazia rappresentativa sarebbe superflua e regnerebbe ovunque il sistema svizzero (che pure ha profondi difetti).
    La discussione è alla base di ogni scelta, che poi però va presa in tempo utile. Rimandare le decisioni, per approfondire la discussione che spesso verte sul sesso degli angeli, non risolve i problemi, ma nove su dieci li complica. Poco importa discutere se è meglio spegnere l’incendio di una casa con la schiuma o con la polvere piuttosto che con l’acqua se una volta presa la decisione rimangono solo cenere e macerie.
    Certo è più comodo non decidere, non si avranno mai le colpe, ma i cittadini eleggono amministratori della cosa pubblica, non degli scaricabarile.
    Se un politico sbaglia (anche se uno ruba tanto mi sentirei in colpa pur rubando poco) forse perderà 3 milioni, ma chi ci dice che il non agire non ne avrebbe fatti perdere 6? E ancora chi ci dice che il suo “galleggiare” accontentando tutti senza mai decidere veramente non precluda a qualche giovane competente e preparato di prendere il suo posto e farci guadagnare non 3 ma 10 milioni? Preferisco veder sbagliare per cambiare che foraggiare plotoni di nullafacenti chiacchieroni e scaldapoltrone.
    Le opere abbandonate in giro per l’Italia possono benissimo essere l’esempio di quanto appena detto. Di un’opera nasce l’idea, se ne discute, ma poi si deve realizzare; questo modus operandi ha permesso ad esempio la 4a e 3a corsia sulla Milano Padova, il passante di Mestre, così come la questione dei rifiuti di Napoli e via discorrendo, la gestione del terremoto e via discorrendo. C’erano altri modi più efficienti ed economici di affrontare queste questioni? E’ stato fatto il massimo, non credo, la perfezione non è di questo mondo se non nella testa dei presuntuosi.
    Non so cosa voglia fare la giunta in tema di referendum e di assemblee, ma quanto al primo, non può essere lo strumento adatto in questo momento; forse lo sarebbe stato prima di decidere l’intero progetto di riqualificazione, ma ora è tardi. Assemblee informativa, auspico vengano fatte, ovviamente l’opposizione alla giunta va fatta in consiglio dalla minoranza che ha gli strumenti di informazione e intervento che mai, purtroppo, saranno garantiti alla cittadinanza. Se l’opposizione non risulta efficace, sono sicuro che i cittadini sapranno censurare i loro portavoce non rinnovandogli la fiducia con il voto.
    Cordiali e sinceri saluti.

  6. Temo che il nostro discorso, pur essendo civile ed interessante, potrebbe andare avanti all’infinito, perciò Le propongo la mia ultima parola. In questi anni, la destra si è vantata di aver preso molte decisioni, su livello nazionale e locale. Dopo tutto questo agitare, i nodi vengono al pettine: ufficialmente il problema rifiuti in Campania l’aveva risolto Bertolaso, no?
    IL fatto è che la destra negli ultimi anni ha preso pochissime decisioni in favore della gente, e sono per la maggiore decisioni che una Destra come Dio comanda non avrebbe mai preso. Gorizia non fa eccezione, naturalmente, con due varianti: quella positiva è che la destra goriziana essere composta da persone oneste, quella negativa, molto negativa, è che la destra goriziana non conta politicamente niente, e con essa al traino la nostra città: se Lei eviterà di di vedere la realtà tramite le frasine fatte coniate dal Caro leader e giunte gerarchetto dopo gerarchetto fino alle Sue orecchie, potrà rendersi conto che questi non sono i salvatori della Patria; sono i suoi liquidatori. Saluti.

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