Maggioranza in mano a Ziberna

Colpo di scena verso il ballottaggio del prossimo 25 giugno. Se Roberto Collini vincerà la sfida contro Rodolfo Ziberna, dovrà governare con soli 9 consiglieri comunali. Eventualmente 13, sommando a quelli della sua coalizione, quelli di Federico Portelli (2) e Andrea Picco (2), gli unici plausibili alleati per un apparentamento. La “bomba” rischia di far tremare forte i vetri del quartier generale del centrosinistra, costretto a dover ridimensionare l’entusiasmo che, a sprazzi, si è intravvisto nelle reazioni ai risultati definitivi dello spoglio. Conquistare il secondo turno, per la coalizione che ha sostenuto l’ex giornalista Rai, è stato un obiettivo centrato e come tale è stato festeggiato. Ma ora, sulla strada già tracciata del tentativo di ricompattare un centrosinistra finora troppo frastagliato (sono le urne a dirlo) e di mettere a segno una incredibile “remuntada”, è caduto un macigno che sarà davvero difficile da aggirare. A stabilirlo è la legge regionale, ma quello di Gorizia rischia di diventare un caso più unico che raro. Il nodo sta tutto nei voti ottenuti al primo turno non dai singoli candidati sindaci, ma dai gruppi di liste. Se Ziberna, infatti, come candidato sindaco si è fermato al 49,88 percento dei voti, la coalizione composta dalle 8 liste che lo hanno sostenuto ha abbondantemente superato la soglia della metà più uno dei voti, raggiungendo quota 53,09 percento contro il 21,77 della coalizione di Collini. Un caso particolarissimo, forse unico, per il quale la legge elettorale prevede un procedimento estremamente chiaro: non assegnare il premio di maggioranza. Collini, di conseguenza, se uscisse vincitore dal ballottaggio, non otterrà d’ufficio i 24 seggi del premio, ma si ritroverebbe a poter contare esclusivamente su quelli attribuiti con il metodo proporzionale puro sulla base delle percentuali conquistate dai gruppi di lista al primo turno. In sostanza, in aula la fetta di Collini sarà composta da 4 consiglieri del Pd, 2 ciascuno di Percorsi goriziani e Gorizia 100 sogni, e uno di Gorizia è tua. A questi, come detto, potrebbero affiancarsi i 2 consiglieri di Gorizie e Forum, più Portelli e Picco. Un re senza cavalieri. Questo, ovviamente, è il quadro che si verrebbe a creare senza alcun apparentamento. Ma anche nel caso in cui ve ne fossero (probabile quello tra Collini e Portelli), la maggioranza resterebbe saldamente in mano agli alfieri di Ziberna, che in tutto saranno 22 su 40. Una prospettiva che ora rischia di affievolire il senso civico degli elettori? Siamo sicuri che non sarà così, e che tra due settimane i goriziani dimostreranno il proprio senso del dovere esprimendo una scelta tra Roberto Collini e Rodolfo Ziberna. Nel caso in cui a spuntarla dovesse essere il candidato forzista, la composizione dell’emiciclo di piazza Municipio sarebbe pressoché invariata rispetto all’ipotesi della sconfitta, come si può ben vedere nei due grafici. Alla maggioranza, stavolta sì, spetterebbero i 24 seggi del premio, suddivisi tra i 7 di Forza Italia, i 4 ciascuno di Lega Nord e Fratelli d’Italia, i 3 di Autonomia responsabile con il campione di preferenze, Fabrizio Oreti, capace di portare alla causa del centrodestra ben 310 schede. E ancora, i 2 seggi ciascuno di Popolo di Gorizia, Aiutiamo Gorizia e Udc. L’unica lista della coalizione a restare esclusa dall’aula sarebbe quella dei Pensionati. L’opposizione, invece, potrebbe contare su 16 consiglieri, tra cui ovviamente i candidati sindaci Collini, Portelli, Picco, Maraz e Giaggioli. Fuori dal consiglio comunale invece Roberto Criscitiello, Ilaria Cecot e Franco Bertin.

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