L’ultimo consiglio

Si spengono le luci sul consiglio comunale di Gorizia, che ieri sera si è riunito per l’ultima volta nell’aula di piazza Municipio prima dell’appuntamento con le urne del prossimo 11 giugno. Un quinquennio, quello dell’assise eletta nella primavera del 2012, che si è concluso con l’approvazione del bilancio consuntivo del comune, l’ultimo dell’era Romoli prima del documento di fine mandato. Insomma, sia per la maggioranza sia per l’opposizione è giunto il tempo di tirare una riga e fare il punto su quanto fatto e su quanto si sarebbe voluto fare. A fare i conti in tasca all’amministrazione è l’assessore comunale al bilancio, Guido Germano Pettarin, che ha illustrato davanti all’emiciclo i numeri più sostanziosi del bilancio, che chiude in pareggio a 239.681.436 euro la parte relativa allo stato patrimoniale, mentre il conto economico risulta in attivo per 350.194 euro su un montante componenti positivi di gestione pari a 56.403.929 euro. Accanto a questi, particolarmente rilevante è stato l’avanzo pari a 15.365.901 euro, in larghissima parte già impegnato, di poco inferiore al totale del capito relativo alle spese per i settori sociali e socio-assistenziali, per i quali il comune di Gorizia ha speso lo scorso anno 16 milioni di euro, in assoluto la fetta di bilancio più sostanziosa. Scelte imposte dalle richieste di aiuto e di sussidio sempre crescenti da parte della popolazione. «Tra gli obiettivi della nostra amministrazione ha sempre trovato ampio spazio la volontà di tendere una mano verso le famiglie goriziane» ha detto Pettarin presentando i dati del bilancio, «e in particolare siamo stati capaci di farlo in uno degli ambiti più delicati, quello del sociale. Un esempio per tutti è quello delle rette per le case di riposo. Nei casi di maggiore bisogno siamo riusciti a coprire fino al 90 percento del loro importo. Ma ogni singolo risultato di questo bilancio è stato raggiunto soprattutto grazie all’impegno dei nostri uffici, capaci di reggere il peso della normativa brillantemente». Altre due le medaglie che il sindaco Romoli si appunta al petto: quelle della riduzione del debito, sceso in pochi anni di 20 milioni di euro, e del congelamento delle tasse e delle imposte comunali. «I goriziani oggi starebbero peggio» aveva detto il sindaco commentando i dati, «se la nostra politica non fosse stata quella di contenere le spese e abbattere le tasse comunali. L’addizionale Irpef orma è azzerata da anni e anche le statistiche più recenti attestato che nella nostra città anche le imprese pagano le quote minori di tasse locali».

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