Luce sui T-Red

di Fabio Gentile
Assessore alla Polizia Locale del Comune di Gorizia

Fermo restando che la responsabilità politica dei T-Red è ascrivibile in toto alla giunta Brancati che li volle e lì installò, nonostante l’immediata protesta dei tanti goriziani che, in periodo di prova, furono pizzicati, l’obbligo di emettere le cartelle esattoriali ricade invece sulla giunta Romoli che ha ereditato l’evidente disastro.
Come evidenziato ieri dal Sindaco Romoli, non ci sono alternative, fatto salvo il preavviso, che mette nelle condizioni i multati di “risparmiare” un salasso. Tutte le azioni, anche politiche, portate avanti sono naufragate con le diverse sentenze che hanno sancito –questo è obbligatorio ribadirlo- la perfetta legittimità delle diaboliche macchine. Alcuni comuni infatti sono tornate pure ad installarle. La colpa aggiuntiva di Brancati e Comandante di allora, fu indubbiamente la “cura da cavallo” a cui fu sottoposta la città con un numero spropositato di telecamere su incroci non propriamente pericolosi.
Alla strada che la Giunta ha deciso di percorrere, con l’avviso, personalmente mi permetto di suggerire, anche e soprattutto ai molti comitati sorti ed alle associazioni consumatori e cittadini, di impugnare l’eventuale cartella esattoriale davanti al Giudice di Pace. Qualora non si ritenga di pagare o non si possa pagare, visto che esistono multati con 3 e più infrazioni, questo potrebbe essere, uso appositamente il condizionale, un ultimo tentativo.
Fermo restando che è stato un errore, non da poco, non presentare nemmeno lo straccio di un ricorso, quando lo si poteva fare con comodo e c’era chi lo faceva in ciclostile, ora le strade che si aprono sono due: pagare subito con maggiorazione di interessi (290 euro), non pagare ed attendere la cartella esattoriale da 490 euro e le eventuali sanzioni accessorie (anche il blocco della propria vettura o il pignoramento di beni). Ma a questo punto, visto che sono stato da sempre contrario a questi diabolici strumenti non umani, si potrebbe aprire pure la via di impugnare la cartella esattoriale, per la cifra contestata, presentando ricorso al Giudice di Pace. Si tratta ovviamente di una possibilità e non di una garanzia, per questo, mi permetto di consigliare che tutta la vicenda sia seguita da associazioni tecnicamente preparate e che si avvalgono di una assistenza legale qualificata. Ma il rischio, già comunque corso non pagando o presentando ricorso, può essere giustificato. I giudici di pace di Gorizia, di fatto già oberati di lavoro, anche a causa ricorsi T-Red, credo non esiterebbero ad accettare i ricorsi sulla cifra in questione proprio perché attualmente, quasi in automatico, i ricorsi vecchi vengono accettati senza colpo ferire e la Polizia Locale, che dovrebbe essere presente alla discussione dei ricorsi intentati, da oltre tre anni non si presenta quale “parte in causa a difesa delle multe emesse”.
Credo che questa possibilità, debitamente valutata e soppesata da Associazioni ma soprattutto dai multati, possa essere un ulteriore possibilità per le persone che non hanno pagato o fatto ricorso, cosa che comunque pare incredibile dopo lo scandalo emerso.
Come amministratore, da sempre contrario a quello che era un evidente sistema per fare tanta cassa da parte dell’amministrazione precedente, mi sento di pensarlo come estrema ratio forse praticabile. Questo perché, al di là degli introiti economici che il comune di Gorizia e l’attuale amministrazione potrebbe avere, ritenevo e continuo a ritenere che un Comune non può basare i propri rendiconti su sistemi terroristici e di paura, così come avvenuto.
Dispiace ovviamente che a nulla siano valsi i tentativi che si sono cercati a tutti i livelli, scontratisi poi con la definitiva approvazione ministeriale e l’omologazione (quindi legittimità) del T-Red, i danni che l’imprenditore che aveva studiato questo sistema, arrestato e poi rilasciato con scuse, chiederà a quel magistrato che aveva fatto scattare le manette ai suoi polsi, le notti insonni che molti hanno passato davanti alle foto, i molti sogni svaniti per chi si è visto sfilare dal portafoglio i propri risparmi, ma tutti i tentativi sono naufragati e l’impegno non è mancato. Lo ripeterò fino alla voce rauca, l’errore madre della giunta Brancati fu quello di pensare di far cassa su infrazioni millimetriche, mentre troppe volte, infrazioni ben più grandi passano inosservate anche perché la macchina, oltretutto in casi come questo, non può sostituirsi all’uomo.

(foto copertina: web)

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *