L’ennesimo scippo?

Gorizia e l’Alto Isontino senza automedica? Vogliamo ancora metterci un punto interrogativo perché ci sembra impossibile che le menti illuminate che hanno ideato il nuovo piano dell’emergenza-urgenza siano così ottuse da non capire che stanno sbagliando, ma soprattutto che non si può giocare con le vite umane. Soccorsi tempestivi e professionali, lo si è visto tante volte, ne possono salvare tante. Ed è disdicevole far arrivare a pensare che le vite umane, la salute, siano legate anche a chi alza di più la voce, e a colorazioni politiche e territori che più hanno contribuito ad insediare il governo regionale del momento. Pensar male è peccato, lo sappiamo, ma purtroppo a volte ci si azzecca. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, vedi i tagli invernali alla sanità gradese, vedi a Gorizia il punto nascita, ora i soccorsi, e tutto quello che verrà ancora. È bastato che il sindaco “amico” di Monfalcone tuonasse contro il taglio dell’automedica ed ecco che sembra si stia facendo marcia indietro. Ma la Regione si sta rendendo conto che così facendo crea ulteriori divisioni in una provincia di poco più di 140 mila abitanti (un tempo però importante cuscinetto tra i giganti Friuli e Trieste), assillata da mille problemi, che solo con unità di intenti potrebbe iniziare a superarli? Unità al di la dei colori e degli interessi politici, ovviamente. Interessi politici ma anche di “cadrega” perché altrimenti non si spiegherebbe l’assordante silenzio dei consiglieri regionali del nostro territorio (non basta dire lavoriamo sotto traccia) fedeli agli ordini dei “capi”. Un tempo di fronte ad errori macroscopici i rappresentanti dei vari territori e dei vari partiti di fronte a ingiustizie ed errori non avevano paura a mettersi di traverso e disobbedire ai “capi” (e allora erano veri e illuminati “capi”) per ottenere il giusto e dovuto. Ma si sa i tempi sono cambiati, gli uomini anche, e troppo spesso il bene dei cittadini viene sacrificato sull’altare degli interessi dei partiti e dei singoli. La abborracciata riforma sanitaria è uno dei tanti esempi. Per fortuna che di tanto in tanto qualcuno, e a lui va tanto di cappello, rispolvera la dignità e tuona. Ci riferiamo a Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, che ha definito “scandaloso togliere l’automedica a Gorizia per portarla a Monfalcone: si mette a rischio la vita dei cittadini per favori politici”. Il tutto corredato da una valida serie di motivazioni. Ma non è la sola voce “amica” a farsi sentire. Anche la Cgil regionale, assieme a Cisl e Uil, hanno commentato duramente l’esclusione dal confronto in III commissione del Consiglio regionale. “Uno sgarbo -si legge in un comunicato della triplice- che i sindacati non hanno digerito e non soltanto per le questioni di merito. Quanto accaduto è in aperta contraddizione con quella disponibilità al confronto che era stata manifestata dall’assessore in risposta alle numerose critiche sollevate non solo dai partiti di opposizione, ma anche dai territori, e dallo stesso sindacato”. Ma non basta. Cgil, Cisl e Uil non risparmiano una stoccata finale: “Non un semplice sgarbo, quindi, ma una mancanza di discussione e di trasparenza che rafforza i timori di un provvedimento calato dall’alto e di una scarsa volontà di ascoltare voci potenzialmente dissenzienti”. Non certo una novità quest’ultima, e non solo in campo sanitario. Ora aspettiamoci la risposta stizzita dell’assessore con i soliti ritornelli: il cittadino al centro della riforma, tutto quel che si fa è per lui, avremo servizi migliori e più qualificati, non si risparmia ma si investe, eccetera, eccetera. Nel frattempo la Lega nord ha indetto per domani, 12 ottobre, una manifestazione a Trieste sotto il palazzo del Consiglio regionale di piazza Oberdan, con inizio alle 10. Chiama a raccolta i vari comitati dei cittadini del Fvg, i sindacati, e tutti coloro che ritengono che la salute, e di conseguenza la vita, siano un bene fondamentale. Sveglia Gorizia e Friuli Venezia Giulia.

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