L’ennesima emergenza

Immigrati. Son passati un paio d’anni dai primi massicci arrivi e da allora si è passati di emergenza in emergenza senza trovare a tutti i livelli, dall’Europa allo Stato, dalla Regione alle Prefetture, una soluzione che non sia tampone, ma strutturale e realistica. Dopo aver enfatizzato il “modello Friuli”, chissà se ora ci si accorge, almeno a livello di istituzione regionale, che ogni mirabolante intuizione non è stata altro che un fallimento: dall’accoglienza diffusa all’integrazione, e chi più ne ha ne metta. Intuizioni, si fa per dire, che hanno avuto come unico effetto quello di inasprire la popolazione e di non offrire una accoglienza degna ai migranti, sovente “accatastati” in ogni spazio libero. Il tutto sempre sperando che il flusso epocale si esaurisse, o per lo meno riducesse, e null’altro se non che da Roma di tanto in tanto si concedesse qualche corriera per sfoltire la loro enorme presenza non solo a Gorizia e Gradisca, ma anche a Trieste, Udine e Pordenone. Era ovvio che di emergenza in emergenza, senza interventi strutturali, prima o poi il bubbone sarebbe scoppiato: le maxirisse a Gradisca e Udine, come del resto gli arrivi continui non potevano non essere messi in preventivo. E ora che si fa? Qualche corriera arriva, un po’ di sfoltimento e domani saremo d’accapo. Ed è inutile che l’assessore regionale all’immigrazione Torrenti, uno dei principali assertori della bontà del modello Fvg per i profughi, in un comunicato ci ricordi che «gli episodi avvenuti nelle ultime ore a Udine e Gradisca confermano la posizione espressa dalla Giunta regionale, decisamente contraria all’ammassamento indiscriminato di profughi in centri come il Cara di Gradisca ma anche in una struttura come la caserma Cavarzerani di Udine». E ci si accorge solo ora che la situazione sarebbe diventata esplosiva? Retromarcia storica anche da parte dell’assessore oltre che della presidente Serracchiani sui migranti? E prima abbiamo accettato tutto senza alzare la voce, supini di fronte al Governo, senza disturbare. Ora però Torrenti, di fronte alla super emergenza (sempre negate le pregresse) scrive a nome della Giunta «auspichiamo che quanto prima dal Viminale giungano le risposte attese dal territorio e si tenga la mano ferma sui problemi di ordine pubblico nelle città (forze dell’ordine ridotte all’osso, n.d.r.) come è stato fatto con prontezza ed efficacia a Gradisca. Ai richiedenti asilo deve essere trasmesso il messaggio che comportamenti violenti e illegali comportano la perdita dello status di rifugiato». Solito bel discorso, ma se non lo hanno capito da due anni a questa parte che si fa? Si espellono come hanno fatto Germania, Francia e Inghilterra con gli ultimi afgani e pakistani arrivati a Gorizia? E poi ci sarà un motivo per cui arrivano nella nostra Città. D’accordo abbiamo la commissione (anche il Veneto ne ha) ma non sarà mica che in Italia siamo più di manica larga rispetto ad altri Paesi europei? Molteplici gli interrogativi sul grande fenomeno migratorio in atto. Interrogativi sui quali speriamo di avere risposte. Come del resto attendiamo risposte sul Cpr, l’ex Cie, che dovrebbe essere ubicato a Gradisca e per il quale la presidente Serracchiani ha dato una disponibilità condizionata alla chiusura del Cara, al potenziamento delle forze dell’ordine e altro. Non vorremmo trovarci con un maxi Cara e un Cpr oltre a tutte le altre presenze di migranti ben oltre le cifre concordate a livello nazionale e puntualmente disattese.

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Le opinioni dei lettori su "L’ennesima emergenza"

  1. questa sera a Gorizia un centinaio di profughi ha protestato ( per cosa?) Sono arrivati da dove e come?

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