Le vie dell’Arte con Raoul Cenisi

“Legare la bellezza delle creazioni artistiche alla suggestione dei luoghi più belli e frequentati del rinnovato centro storico”. E’ uno degli obiettivi del progetto “Le Vie dell’Arte”, che sfrutta spazi visibili ma poco o nulla utilizzati, per realizzare originali appuntamenti artistici lungo le strade del cuore cittadino. Ad ospitare la prima tappa dell’iniziativa, oggi pomeriggio alle 18, alla presenza del sindaco, Ettore Romoli e dell’assessore alla cultura, Antonio Devetag, sarà la sede staccata del municipio, in via Garibaldi 7, con una mostra che vedrà protagoniste le opere dell’artista goriziano Raoul Cenisi, figura di spicco della vitale stagione del Futurismo giuliano.
Lo spazio espositivo, visibile dalla strada, intende rappresentare un nuovo elemento di attrazione, “sposando” il tratto commerciale della zona, urbanisticamente riqualificata, con la dimensione culturale, anche nell’ottica di qualificare ulteriormente l’impronta turistica del capoluogo. “Gorizia possiede tradizioni uniche e originali come l’arte figurativa – rimarca l’assessore alla cultura, Antonio Devetag-, sia essa pittorica, scultorea o fotografica ed è proprio questo elemento che noi intendiamo valorizzare con l’iniziativa Le Vie dell’Arte“. Sarà via Garibaldi, dunque, a tenere a battesimo questo progetto, che interesserà anche altre aree del centro storico riqualificato, come via Rastello. La mostra di Cenisi, di cui si potranno apprezzare opere provenienti da collezioni private, riporta nuovamente in città lo “spirito” del Futurismo, già protagonista, lo scorso anno, di una grande mostra, visitata anche dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, che manifestò grande apprezzamento, in quell’occasione, proprio per i quadri di Cenisi.
L’artista goriziano, nato a Sebenico nel 1912, si trasferì a Gorizia nel 1924, dove compì gli studi classici e si avvicinò al gruppo di artisti futuristi attivo nel capoluogo isontino. Negli anni Trenta partecipò a tutti i principali appuntamenti espositivi goriziani, evolvendo la propria ricerca pittorica in modo sempre più personale e originale. A metà degli anni ’40 collaborò con Crali e Marinetti nella stagione del secondo Futurismo. Nei decenni successivi furono molti gli appuntamenti espositivi anche a Gorizia e nel 1976 dipinge la “Via Crucis” della Chiesa del Sacro Cuore. Da ricordare senz’altro la mostra “Frontiere di Avanguardia”, a Palazzo Attems, negli anni Ottanta e la rassegna curata da Crali a Padova dedicatga al Futurismo Veneto. Morì a Gorizia nel 1991.

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