Le priorità di Romoli: punto nascita, università e turismo

A giugno la riqualificazione delle strade di Borgo Castello e di Piazzale Seghizzi, poi il mercato di via Boccaccio e il nuovo Corso Italia. Ecco i lavori che il Sindaco Romoli ha in agenda per il suo secondo mandato. Per non citare i lavori all’ascensore del Castello, i cui lavori – assicura il Sindaco – riprenderanno. Perché l’ascensore si farà, e sarà «una delle attrattive che incrementeranno il turismo a Gorizia».
Ma non finisce qua il progetto che il Sindaco Romoli ha intenzione di portare avanti fino al 2017. L’Università, delega che come i lavori pubblici Romoli ha inteso tenere per sè, sarà uno dei punti di forza del nuovo mandato. La facoltà di Architettura, portata a Gorizia lo scorso anno, non sarà dunque l’ultima gemma del polo universitario goriziano.
Altro punto forte del programma quinquennale è il polo aeronautico, linfa per il settore industriale della città, da anni in crisi, e del lavoro. «È il primo anno che assegnamo una delega per le politiche del lavoro» ha detto Romoli, «e abbiamo intenzione di aiutare assieme alla Camera di Commercio le imprese che assumeranno giovani con un contributo di 50.000 euro».
Tutto ciò mentre il timore di perdere il punto nascita di Gorizia è crescente tra i cittadini. «Non ce lo lasceremo portare via» assicura il Sindaco. «Se la Regione vorrà ridurre i punti nascita nell’Isontino non sarà Gorizia a privarsene».
Il Sindaco Romoli, infine, è soddisfatto della sua nuova Giunta. «C’è una donna in più e l’età media è scesa nettamente. Il mio vice ha 39 anni, potrei essere suo padre» scherza Romoli.
E a proposito della nuova Giunta,oggi il Pd,dopo il silenzio post voto,ha diramato una nota in cui la definisce “deludente” e che si e’ “dato eccessivo spazio alla partitocrazia”.Critiche poi al poco votato assessore Vascotto e alla “creazione del tutto propagandistica di un assessorato al lavoro.Il Pd,poi,sollecita “per i giovani goriziani un sistema specifico di inserimento al lavoro con corsi formativi mirati alla domanda delle aziende produttive”.Infine un monito a Romoli sul malcontento che serpeggia nella coalizione per alcune esclusioni dall’esecutivo.

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