Le precisazioni del Co.as.Go

Il Coordinamento delle Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera effettuare delle precisazioni in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Romoli e dall’Assessore Devetag sugli ulteriori sviluppi della questione “impianto di risalita” per il castello di Gorizia. Riteniamo innanzi tutto doveroso precisare che il Coordinamento ha soltanto segnalato alla Regione la mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale – a nostro parere doverosa anche perché obbligatoria per opere di questa tipologia e portata, secondo normative regionali, nazionali ed europee – e che è stata la Regione stessa ad ammettere poi la necessità di avviare quantomeno uno screening per verificarne
l’assoggettabilità. Pertanto il “ritardo” nella realizzazione dell’opera non va tanto attributo alla nostra segnalazione quanto alla necessità di espletare tali procedure amministrative, poi conclusesi con un clamoroso “buco nell’acqua” in quanto la Regione stessa, con un decreto alquanto ambiguo, ha “colto la palla al balzo” per approvare l’intera opera nonostante lo screening, e le relazioni per esso inviate dal Comune – alquanto fumose, incomplete, fuorvianti (analizzano aspetti marginali tralasciando e sottodimensionando le analisi di alcuni importanti elementi di valutazione previsti per legge) e superficiali,
anche nella loro stesura (sono presenti numerosi errori ortografici) – dovessero essere relative alla sola variante n.2. Inoltre i “ritardi”, se il Comune avesse fatto uno serio e sistematico studio preliminare dell’area interessata dal cantiere, avrebbero potuto essere pienamente previsti, e forse anche evitati, almeno per ciò che concerne il rinvenimento dei resti archeologici, dato che si tratta dell’area di insediamento più antica della città.
Troviamo comunque alquanto “singolare” che l’Amministrazione Comunale, pur avendo ottenuto questo importante risultato dal punto di vista procedurale, che gli consente di proseguire apparentemente “a cuor leggero” con i lavori e di liberarsi di una notevole “palla al piede” come può esserlo una Valutazione di Impatto Ambientale, abbia sottaciuto questa notizia e si sia ben guardata dal diffonderla ai media, che sono stati informati soltanto dal Coordinamento di questa novità, quasi come se ne avesse timore e ritenesse
meglio che la cosa passasse sotto silenzio, pur andando a suo netto vantaggio.
Resta il fatto che il blocco del cantiere attivato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici lo scorso Luglio, ancora pienamente operante nella zona interessata dai rinvenimenti archeologici ma non su tutto il tracciato della risalita, lo sarà almeno fin quando non sarà stata elaborata un’ulteriore variante di progetto che metta in
sicurezza i resti murari rinvenuti la scorsa estate: variante che obbligherà nuovamente l’Amministrazione Comunale a ripetere tutto l’iter per sottoporla a screening ai fini di Valutazione di Impatto Ambientale.
Nel frattempo – oltre ad integrare con i nuovi decreti del Servizio V.I.A. della Regione la documentazione fornita a supporto dell’esposto da noi presentato alla Procura della Repubblica – ci doteremo di strumenti che ci consentano – con metodologie serie e convalidate e supportate da algoritmi matematici elaborati appositamente per lo studio e la valutazione dell’efficacia di opere volte alla fruizione dei beni culturali – di stimare con precisione un bilancio “costi-benefici” dell’intera opera nel suo complesso, della sua reale
efficacia e delle sue ricadute economiche. Analisi, questa, mai compiuta da nessuna delle Amministrazioni che si è occupata nel corso degli anni dell’ascensore per il castello, e che non può essere stimata “a spanne” solo sugli alquanto risibili e dubbi dati forniti sugli ingressi al maniero dall’Assessore Devetag, inspiegabilmente orgoglioso di un “calo dei paganti non superiore all’8%”.

COASGO c/o Ass. Italia Nostra Onlus – Sez. di Gorizia
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