Le due voci di Gorizia

Accoglienza dei richiedenti asilo, Gorizia divisa. I due volti e le due voci della nostra città sono scese in piazza ieri per manifestare da una parte contro le soluzioni insufficienti proposte sin d’ora dal sistema regionale dell’accoglienza, dall’altra per dire “no” all’ipotesi che vedrebbe l’arrivo a Gorizia di Medici Senza Frontiere per l’apertura di una tendopoli. Tendopoli che, stando alle ultime voci, potrebbe trovare posto all’interno del San Giuseppe, riaperto proprio da qualche settimana per ospitare i richiedenti asilo fuori convenzione. In piazza Vittoria, dove sono scesi gli stessi richiedenti asilo e i volontari dell’accoglienza, l’ipotesi tendopoli è vista con entusiasmo. Una soluzione intelligente, a detta dei più, che metterebbe la situazione nelle mani di un’organizzazione competente. Opposta la visione tra i manifestanti di via Roma, tra i quali anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Riccardo Riccardi, che ha causa della piazza occupata hanno ripiegato sul palazzo della Regione. Secondo questi, l’ipotesi di una nuova tendopoli sarebbe inaccettabile, soprattutto alla luce del fatto che -è stato detto- la vera emergenza profughi a Gorizia sarebbe scoppiata in seguito alla tendopoli di Campo Francesco, lo scorso autunno. E punti di vista opposti anche sul recente trasferimento di circa 130 richiedenti asilo dalle rive dell’Isonzo all’ex Cie di Gradisca, secondo i primi una soluzione provvisoria che corre il forte rischio di diventare definitiva, per i secondi invece un passo decisivo verso il raggiungimento di una quota tollerabile di richiedenti asilo nella nostra città. A ieri, i numeri più aggiornati parlavano di 121 richiedenti asilo presenti sul territorio comunale. Nell’ordine, 90 ospitati al Nazareno, 30 al dormitorio Faidutti e 1 in appartamento. Insomma, città divisa ed ennesimo esempio di una emergenza epocale, per la quale né a Bruxelles né a Roma pare si siano trovate soluzioni efficaci.

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