L’ascensore si farà
Romoli: “Questo non è il male contro cui combattere”

Ha fatto discutere chiunque in questi primi mesi di 2011 e non cesserà di farlo dopo l’aggiornamento dato all’ora di pranzo di ieri (17 marzo) dal sindaco, Ettore Romoli, accompagnato dagli assessori Antonio Devetag, Guido Pettarin, Francesco Del Sordi e Stefano Ceretta, rispettivamente referenti di Parco Culturale, Bilancio, Igiene e Tutela Ambientale, Politiche Giovanili.
Il riassunto non è complicato: l’ascensore si farà e non ci sono motivi validi per cui quest’opera debba restare incompiuta. Anzi, ce ne sono casomai di validi perché l’ascensore venga realizzato e in tempi piuttosto brevi.
«Sappiamo che in questa città esiste l’esercito della lotta al male assoluto: il fare qualcosa» ha affermato il sindaco, «hanno vinto la battaglia alla scuola della Guardia di Finanza e quella sulla casa dell’eremita, poi puntualmente abbandonata da chi prometteva di valorizzarla; per fortuna l’ospedale non è stato vittima di queste campagne» e l’ascensore, a quanto pare, nemmeno.
La determinazione sembra farla da padrona nella giunta comunale, che non intende in alcun modo rallentare il corso dei lavori o addirittura sospenderli. In questo caso, secondo i calcoli dell’assessore Del Sordi, i costi a cui andrebbe incontro il bilancio comunale sarebbero superiori a quelli di realizzazione, dovendo tornare ai proprietari i terreni vittime di esproprio, restituire il valore dei materiali, un decimo del valore d’opera, finanziare il ripristino del colle, e riversare nel bilancio della Regione, nel caso migliore, il finanziamento per la realizzazione della salita meccanica al castello per non aver realizzato l’opera. Nella peggiore delle ipotesi anche il finanziamento per i lavori di piazza Vittoria. Il totale darebbe, sempre secondo i calcoli citati, non meno di un milione di Euro, che se tolti dalla realizzazione dell’ascensore, non potrebbero essere utilizzati per seconde opere, come proposto da alcuni esponenti politici locali, portando in dote gli esempi della navetta per il castello, il restauro dei Palazzi storici (chiaramente ancora da definire, se non addirittura da pensare), l’ampliamento del trasporto pubblico (definizione talmente generica in cui si potrebbe far persino rientrare l’ascensore), il Museo dell’Isonzo, del Novecento o di Storia Naturale.
Una città nuova, insomma, con un milione di Euro. Il sogno di qualsiasi amministratore locale, presumo. Preso dai calcoli di Del Sordi, anch’io mi butto in matematica. Se con il famigerato “Tesoretto”, che di milioni ne portava quasi quattro, si sono aggiustate appena qualche strada e qualche marciapiede, dissetando una volta tanto i desideri circoscrizionali, cosa si può fare con un milione “appena” di Euro? La risposta? Semplice, poco meno di un quarto di quanto realizzato con il tesoretto. Quasi nulla.

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