La Sinistra cittadina e lo sdegno politico

La provocazione delle magliettte in consiglio comunale è pretesto per gli esponenti di opposizione per sollevare l’attenzione anche a Gorizia sulle vicende nazionali che coinvolgono il Premier ed i fatti che in queste settimane affollano i telegiornali ed i salotti televisivi.

Attenzione che, hanno deciso di esprimere attraverso un ordine del giorno al consiglio comunale ed una lettera al Presidente della Repubblica. 

“Gli eletti del Consiglio Comunale di Gorizia,
indignati per il degrado in cui sono state trascinate dal premier Berlusconi le istituzioni e l’immagine del nostro Paese, consapevoli che anche solo l’idea che un uomo che sie­de al vertice delle istituzioni dello Stato sia im­plicato in storie di prostituzione e, peggio an­cora, di prostituzione minorile ferisce e scon­volge, seguono con attenzione e con preoccupazione queste vicende, consapevoli della grande responsabilità per chi guida le istituzioni – soprattutto di fronte alle famiglie e alle nuove generazioni – di fronte alla domanda di esemplarità e ai problemi che pesano sulla società italiana si interrogano su come sia ancora possibile tollerare questo continuo trascinamento verso il basso a cui pare non esserci mai fine, ribadiscono che soprattutto coloro che hanno una responsabilità pubblica in qualunque settore amministrativo, politico e giudiziario, debbano assumere l’impegno di una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità [Bertone] ritengono sia finalmente arrivato il momento di mobilitare le coscienze in modo che moralità, giustizia e legalità tornino ad essere i cardini di una società che vuole crescere e che vuole dare delle risposte positive a tutti i problemi del nostro tempo [Bertone] con orgoglio richiamano al rispetto che dobbiamo innanzitutto a noi stessi, in qualità di eletti, e alle cittadine e ai cittadini di questo Paese umiliato ed offeso.
I consiglieri comunali di Gorizia danno mandato al Presidente di questa assemblea di inviare al presidente della Repubblica Napolitano, tra i pochi autorevoli presidi istituzionale rimasti, questa lettera”.

Il Presidente Napolitano, destinatario della lettera firmata da alcuni dei consiglieri comunali di Gorizia. (foto web)
Caro Signor Presidente,
Le sembrerà irrituale questa lettera, ma c’è una ragione precisa per quello che stiamo facendo: la Presidenza della Repubblica è la casa di tutti gli Italiani ed è perciò a questa casa che abbiamo sentito il bisogno di inoltrare questa lettera.
Vogliamo rifuggire dall’ignavia. Agiamo in questo modo per rispondere alla domanda che forse, un giorno, ci faranno i nostri figli: “ma voi dove eravate?”.
Vogliamo farLe sapere che c’è un’altra Italia, diversa da quella che ci raccontano le cronache di questi giorni: una comunità solidale di cittadini responsabili, che studiano, lavorano senza cercare scorciatoie, amano e rispettano le leggi e le istituzioni repubblicane.
Rappresentiamo, come eletti, una comunità in cui i cittadini non hanno rinunciato alle proprie responsabilità di figli, genitori, studenti, imprenditori, lavoratori, pensionati. Per questo, non riusciamo a rimanere indifferenti di fronte al degrado delle istituzioni e dell’immagine dell’Italia nel mondo. Non riusciamo a voltarci dall’altra parte di fronte alla gravità delle vicende che stanno venendo alla luce in questi ultimi giorni.
E’ questo il nostro modo di rispettare ed onorare la nostra Storia e la nostra Repubblica: offrirLe il nostro sostegno, il sostegno di semplici cittadini ed eletti che non rimangono indifferenti e hanno ancora la forza di indignarsi.
Noi ci sentiamo umiliati e offesi dal comportamento del Presidente del Consiglio, al quale l’articolo 54 della Costituzione imporrebbe di adempiere le funzioni pubbliche che gli sono state affidate «con disciplina ed onore».
Siamo certi che le nostre istituzioni democratiche devono e possono essere restituite alla normalità di una grande democrazia occidentale. E’ per questo che Le scriviamo.
Grazie, Signor Presidente.

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Le opinioni dei lettori su "La Sinistra cittadina e lo sdegno politico"

  1. Mi viene in mente la storia delle pulci nel vaso coperto da un cellophane: le pulci non lo vedono essendo questo trasparente, così cercando di saltare fuori dal vaso vengono sistematicamente respinte. Una volta finalmente tolta la copertura basterebbe che le pulci saltassero qualche centimetro in più per uscire dal vaso aperto, invece abituate a saltare alla stessa altezza ci rimangono dentro. La sinsitra talmente abituata a saltare all’altezza del cellophane Berlusconi, anche tolto di mezzo quest’ultimo, rimarrebbe ingabbiata nel vaso a trovare “il nemico”. Così è stato con tutti i loro antagonisti politici, alcuni dei quali condannati “democraticamente” senza attendere tutte le fasi del processo. La giustizia rossa prevede infatti un impianto accusatorio, un processo mediatico di parte e la sentenza è servita. Niente difesa, nessun giudice. Sulla copia del inquisizione medievale del alleato occasionale clero (il Vaticano, una volta nemico) che moralizza e bacchetta severamente l’italiano sporcaccione e nasconde i preti pedofili di casa, anzi chiesa, sua. Strano che anche Marrazzo (all’epoca dei fatti accusato e scaricato in fretta dalla sua sinistra, oggi risulta vittima di un complotto di alcuni carabinieri) e Sircana (attualmente Senatore) non siano stati ancora ospiti di qualche programma in veste di indignati speciali. Nel frattempo, mentre pecore e pecoroni continuano a riempirsi la bocca di Berlusconi come dei bambini golosi e cicciotelli riempiono a piene mani la loro con giganti bomboloni di crema colante che solo a vederli vien la nausea, la nostra città procede nel suo declino. Statene certi che tra una settimana l’attacco Ruby sarà cosa passata (un rabbino ebreo dichiarerà di esser stato picchiato da bambino da Silvio durante le ferie a Milano Marittima nel ’78), mentre nella povera Gorizia rimarranno le buche nelle strade, la desolazione in Piazza Vittoria, i marciapiedi e piste ciclabili mancanti e tutto quello che si sa (e non). Fossi nella sinistra goriziana non mi stupirei se il Presidente della Repubblica rispondesse alla letterina con toni tipo: “Ma a Gorizia non avete altro a cui pensare visto che siete nella merda fino al collo? Tanto gli italiani continuano a votare allo stesso modo, capito o no? Ed i politici a Roma (quelli veri da 30.000 euro al mese) di voi consiglieri poveretti se ne sbattono altamente” Quindi si torna a parlare nel consiglio di cose di competenza territoriale o faccio stampare le magliette “Silvio assassino hai picchiato un rabbino!”?

  2. Che squallore. Invece che pensare e parlare dei problemi della città, certe persone si riducono,meschinamente, a dar fiato e visibilità ad articoli di giornale e di cronaca mondana da spazzatura PRIMA che ci sia stata una condanna. Ricordiamoci che in Italia, ogni uomo è innocente fino a prova contraria… o vale solo per i criminali comuni?

  3. criminali che vengono processati dopo anni (o non vengono processati perchè sono decorsi i termini) e non per direttissima.
    Per una causa civile in cui ci rimetto soldi ogni giorno (e dignità) attendo da 7 anni che vengano riconosciute le mie ragioni…altrochè direttissima.

  4. prendersela con i magistrati tout court per il caso rubygate è come indicare la luna e guardare il dito che la indica..

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