La Romano risponde a De Santis e Cenni

“Ci risiamo, ogni volta che c’è una nuova iniziativa, a Gorizia, i soliti noti si ingegnano per demolirla: importante è che tutto rimanga fermo e immobile perchè, tutto sommato, è molto più facile vestire i panni di Calimero che darsi da fare per migliorare la situazione”. La pensa così l’assessore al welfare, Silvana Romano, che respinge le critiche del consigliere di Progetto Gorizia, Bernardo De Santis e del Radicale, Lorenzo Cenni, sul bonus bebè. “Sappiamo benissimo tutti che non sarà certo questa iniziativa a determinare il futuro del Punto nascita di Gorizia -rimarca l’assessore Romano-, come sappiamo che, da solo, questo atto non è sufficiente a incentivare le nascite, a Gorizia come altrove ma siamo anche consapevoli della necessità di mettere in atto ogni sforzo per sostenere le famiglie, soprattutto in questi momenti di crisi, aiutandole con tutti gli interventi possibili. Le nostre tariffe sono fra le più basse in regione e, a differenza di gran parte degli altri Comuni, da tre anni non vengono aumentate mentre, per quanto riguarda gli asili nido stiamo cercando di incrementare i posti disponibili ed entro l’anno si aprirà l’asilo di lingua slovena, con una ventina di nuovi posti. Senza contare i fondi attivati per sostenere i nuclei in difficoltà a causa della crisi. Il bonus bebè va inserito, quindi, in questo programma di aiuto alle famiglie e, nello specifico, alla natalità, in aggiunta, peraltro, a tutte le altre azioni messe in atto in tal senso dalla Regione e dallo Stato, così come accade all’estero. Seguendo quanto dice De Santis -attacca la Romano- anche questi interventi dovrebbero, allora, essere cancellati. In realtà ad avere una posizione ideologica è proprio lui, sempre e comunque contro tutto ciò che viene fatto di concreto, senza mai proporre alternative che siano percorribili e valide, solo lamentele, proteste e critiche. Le uniche cose che lui è altri sanno dire, da anni, è che la sanità va male contribuendo in modo sostanziale a dare un’immagine negativa all’esterno dei nostri servizi e del nostro ospedale e contribuendo ad alimentare un clima di sfiducia che nuoce gravemente anche alle nostre strutture. Pensavo che De Santis, oltre che difendere le farmacie comunali, nella risposta al radicale Cenni, avesse spezzato una lancia a favore del Punto nascita di Gorizia, dove c’è personale con grande professionalità e servizi assolutamente all’avanguardia, invece niente di ciò: l’importante è attaccare il bonus bebè, non difendere il Punto nascita. Della serie continuiamo a farci del male”.

Patrizia Artico
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