La risposta all’anti-schiamazzi

Gorizia divisa in due. Da una parte chi continua a chiedere a gran voce il rispetto del diritto al riposo e dall’altra chi invece invoca il diritto a divertirsi e, dal punto di vista degli esercenti, di sfruttare al massimo le occasioni, non moltissime, che offre la nostra città. In questo senso la strada verso Gusti di frontiera è ancora lunghissima, e i primi si sono già mossi scrivendo a sindaco e prefetto per richiedere sia l’ampliamento delle fasce orarie per accedere in auto nelle aree della festa, sia l’allontanamento dalle zone centrali delle attività più movimentate e rumorose. Una presa di posizione che ha scatenato la dura reazione di molti cittadini goriziani che soprattutto sui social hanno fronteggiato le posizioni portate avanti dal comitato “Gorizia Vivibile”, che nei giorni scorsi ha partecipato anche al tavolo aperto dal Comune di Udine, intenzionato a rafforzare le misure anti-movida. Quasi un movimento di popolo, quello che si sta muovendo in difesa della movida goriziana, che sfocerà presto in un nuovo comitato. A darne l’annuncio è stato Andrea Faccio, titolare di un’attività ai Giardini pubblici. «A giorni il comitato “Nessun dorma” sarà operativo in contrapposizione a Gorizia vivibile» scrive Faccio, «iscrizione libera e prima uscita pubblica per sostenere chi ha il diritto di godere della vita con educazione ma in libertà».

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Le opinioni dei lettori su "La risposta all’anti-schiamazzi"

  1. …su “sei di gorizia se” giorni fa c’era un post con centinaia e centinaia di opinioni contro “gorizia vivibile” – era una testimonianza di quanto pochi siano i sostenitori dell’antimovida, anche tra la gente comune. e’ stato rimosso.
    speriamo questo controcomitato non si divida in piccole diatribe interne e riesca ad arrivare allo scopo di far sentire anche l’altra parte, la maggioranza.
    solo il fatto che un piccolo gruppo, capitanato oltretutto da un tale che nemmeno e’ goriziano, riesca ad avere ascolto presso comune e prefettura, e non abbia nemmeno fatto una raccolta firme – e dice di parlare a nome di una citta’ – la dice lunga.

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