La Pipistrel ha iniziato a volare

L’attesa è stata lunga. E, come hanno confidato il numero uno della Pipistrel, Ivo Boscarol, e il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ha riservato loro più di un mal di testa per le critiche e le perplessità che con cadenza ciclica si sollevavano all’indirizzo della casa di Aidussina. Ma ora è tutto alle spalle e in via Fratelli Rusjan è arrivata finalmente l’ora di brindare all’avvio dell’attività nel nuovo stabilimento goriziano della Pipistrel, dove la prima consegna è già prevista entro la fine di giugno, confezionata in tempo per l’estate per un committente americano. «Questo è l’inizio dell’avventura di Pipistrel in Italia» ha annunciato Boscarol aprendo il portellone dello stabilimento, «una avventura iniziata grazie a una mia intervista di qualche anno fa a una radio locale, in cui dicevo che stavamo cercando un nuovo sito di produzione. L’intervista finì all’orecchio del sindaco Romoli che dopo un paio di giorni mi fece chiamare e mi invitò nel suo ufficio per farsi spiegare le nostre necessità. Nel giro di poche settimane il piano era già pronto e ci siamo stretti la mano. Oggi siamo qui e tra qualche anno prometto che ci saranno 200 operai. Tutto il territorio sarà fiera di quello che faremo qui». La Pipistrel punta a raddoppiare la produzione arrivando a due velivoli al giorno per un fatturato annuo di 100 milioni di euro. «Abbiamo già investito 6 milioni in questo capannone» ha sottolineato Boscarol, «e possiamo contare su un vero gioiellino come l’aeroporto Duca d’Aosta. Faremo di tutto per dare il nostro contributo per realizzare manifestazioni e altre attività collegate non solo alla nostra produzione». Soddisfatto anche il sindaco Romoli. «Quello che sognavamo alla posa della prima pietra si sta realizzando» ha detto, «Gorizia ha visto nel tempo perdere il proprio manifatturiero fino a diventare un deserto dal punto di vista produttivo. La rinascita di un’azienda di alta tecnologia e conosciuta in tutto il mondo sarà l’innesco per la rinascita del settore». Quello che dimostra la Pipistrel è di saper essere sempre un passo avanti agli altri, e lo si intuisce appena varcata la soglia del capannone da dove i velivoli escono per collegarsi alle piste dell’aeroporto “Duca d’Aosta”, progettato dallo studio De Gressi e realizzato dalle ditte Ricesi e Tabaj. Alzando gli occhi si notano le volte della copertura in cemento e fibra di vetro, dettaglio tanto raffinato quanto tecnologico, realizzate seguendo la stessa filosofia delle ali di un aereo, che prevede la struttura portante all’esterno e all’interno il materiale isolante. Una soluzione che permetterà di mantenere una temperatura costante sia in estate che in inverno mentre i meccanici saranno impegnati ad assemblare le parti dei velivoli. L’inaugurazione di ieri è servita anche a fare il punto sul numero di assunzioni e sul tipo di produzioni che troveranno posto a Gorizia, dove oltre ai Panthera saranno prodotti in questa prima fase gli ultraleggeri biposto Sinus, Virus e Alpha Electro, il modello con cui la Pipistrel intende fare breccia nel mercato dell’aviazione elettrica. «Da giugno produrremo tutti i modelli destinati al mercato Usa» ha spiegato Peter Boscarol, nipote di Ivo e direttore di Pipistrel Italia, «qui ci occuperemo di assemblaggio finale, test e collaudi. Al momento il team è composto da 12 persone, entro la fine dell’anno saremo 50 e nel giro di un paio d’anni 200». I curricula vanno inviati alla sede della Pipistrel, in via Fratelli Rusjan 26.

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