La leggenda dei tre fiumi

“All’inizio dei secoli l’Isonzo, la Drava e la Sava erano tre fratelli che vivevano su un monte altissimo”. Inizia così l’antica leggenda popolare bisiaca dei “Tre fradei”, una storia volutamente fantasiosa sulle origini del nostro fiume e dei due grandi affluenti del Danubio, che siamo certi abbia spesso tenuto compagnia a nonni e nipoti della nostra provincia, magari davanti al calore di un caminetto. “Un giorno -narra la leggenda- fecero una scommessa su chi fosse arrivato per primo al mare”. Il Padreterno quindi donò alla Drava un piccone, alla Sava un’ascia e all’Isonzo delle scarpe ferrate per compiere l’impresa. La leggendaria fiaba sui tre fiumi narra quindi che la Drava e la Sava, venendo meno al fraterno accordo, partirono in anticipo rispetto all’Isonzo che, giunta l’alba, “si svegliò e vide che le sorelle erano già partite”. “Furioso per l’imbroglio cominciò a tirare calci ai massi e alle rocce con le sue scarpe chiodate. A mezzogiorno, con le scarpe consumate, arrivò in pianura. Stanco per l’impresa si stese e lentamente arrivò fino al mare”. Il premio che, sempre seconda la leggenda, il Padreterno riservò al nostro fiume per essere stato onesto, mentre la Drava e la Sava, per la foga di giungere prima al mare, si persero andando a gettarsi in un fiume più grande.

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