La guerra dei…”parti”.

L’ultima guerra,ma non sara’ certamente l’ultima,e’ per il punto nascita e,tra luci e ombre,si protrae da un anno e cioe’ da quando forze politiche e il Comitato di difesa scesero in piazza numerosi.E’ indubbiamente una guerra tra poveri,tra campanili(Gorizia e Monfalcone)e una provincia,l’Isontino,che una volta contava facendo da mediatore e cuscinetto tra gli interessi forti di due colossi,il Friuli e la Venezia Giulia.Ma l’Isontino la guerra l’aveva persa una decina di anni fa quando la Regione era disponibile a realizzare a Farra un nuovo ospedale di livello elevato,baricentrico e facilmente raggiungibile dalla popolazione.Si sarrebbero razionalizzati i servizi,le specializzazzioni e innanzitutto la spesa,eliminando le molte strutture disseminate nel nostro piccolo territorio.Non se ne fece nulla,purtroppo!Il punto nascita e’ uno dei tanti problemi della sanita’ Isontina.Romoli e le altre forze politiche lo difendono,ovviamente.Monfalcone dal canto suo fa lo stesso.Non piu’ tardi di una settimana il consiglere monfalconese della Lega,Razzini,ha affermato basta con i doppioni,basta con i campanili e gli sprechi,unico punto nascita nella citta’ dei cantieri.Il carroccio goriziano non sembra essere dello stesso avviso e Razzini fa parte di una maggioranza regionale,praticamente omologa a quella di Gorizia.E allora che si fa?Ai posteri l’ardua sentenza.Intanto la Regione annuncia per l’ennesima volta la riforma sanitaria;una riforma sanitaria calata dall’alto e,per ora,senza molta condivisione con le forze politiche e sociali e,come dicono i seguaci di Dante,quant’altro.Probabilmente restera’ a livello di intenzioni.In piena campagna elettorale per le Regionali 2013,sembra difficile che si vadano a toccare equilibri o a fare azioni “indigeste” agli elettori gia’ abbondantemente afflitti da violente gastriti.E’ chiaro che la sanita’ regionale ha bisogno di cure intensive per reggere,ma con la testa e non a tavolino.I buchi neri sono tanti dalle liste d’attesa all’assistenza sul territorio,alla funzionalita’ delle strutture.Troppo facile addossare le colpe agli operatori del settore.Le linee guida dovrebbero venire sempre dalla politica,verificandole prima sul campo.La salute e’ un bene che non ha prezzo!!!Per tutti:comuni cittadini e politici.

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