La guerra dei multisala, a rischio l’Amidei?

Sala cinematografica
Deserto. È il rischio che corrono i cinema di Gorizia e Monfalcone
Ikea, che dal 2009 è presente nella provincia di Gorizia con uno dei suoi negozi di mobili e arredamento, ha intenzione di ampliare il proprio centro commerciale con la costruzione di un multisala, composto da sette sale cinematografiche che darebbero posto a più di ottocento spettatori.A tale riguardo è insorto il popolo goriziano, che ha intravisto nel progetto svedese la morte dei cinema di Monfalcone e Gorizia.
La preoccupazione è lanciata dal candidato sindaco del centrosinistra a Gorizia, Giuseppe Cingolani, che definisce la mossa di Ikea «un colpo al cuore di Gorizia e della sua vita culturale e associativa». «È sconcertante – continua Cingolani – che sia stato lo stesso sindaco di Gorizia a proporre una deroga alla regolamentazione regionale in modo da permettere l’apertura del multisala di Villesse».
Ma a rischiare, per i contrari al multisala di Villesse, non sarebbero solo i due cinema. Rischierebbe grosso anche il Palazzo del Cinema di Gorizia, attuale sede del Kinemax, che sprofonderebbe nell’inutilizzo portando con sé tutte le attività culturali che trovano sede presso la struttura: la Camera Ottica del DAMS, la Mediateca, il Kinoatelje, il Premio Amidei, le attività delle scuole superiori, i cui studenti occupano mensilmente le sale del Palazzo per le assemblee di Istituto. Secondo un calcolo di Paolo Del Ponte, coordinatore del Circolo di Gorizia di Sinistra Ecologia e Libertà, sarebbero 200.000 le persone che ogni anno attraversano Piazza Vittoria per recarsi al cinema di Gorizia. Esiste un’unica soluzione al problema, per Del Ponte, revocare l’autorizzazione al multisala di Villesse.
Ma la colpa, se di colpa si può parlare, di chi è? Cingolani punta il dito contro il suo avversario elettorale, Ettore Romoli (nel 2010 nessuno aprì bocca), mentre Valenti, consigliere regionale del Pdl, accusa la giunta Illy, colpevole, secondo il consigliere azzurro, di aver siglato un protocollo di intesa con Ikea che non limitava la realizzazione di multisala.
Discorsi che lasciano il tempo che trovano per tutti quelli, mica pochi, che per andare al cinema scelgono Pradamano. Da quando Ikea era ancora in Svezia.

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