La Guardia di Finanza goriziana scova “sconoscuti all’erario”

Prosegue incessantemente l’azione della Guardia di Finanza della Provincia di Gorizia nel delicato settore dell’evasione fiscale. Nel territorio isontino, sono stati individuati nel corso di questo ultimo mese; quattro imprenditori risultati essere completamente sconosciuti al fisco, portando alla luce oltre 5 milioni di Euro di ricavi non dichiarati e 1 milione di i.v.a. dovuta.
Le categorie economiche sottoposte a controllo sono state le più differenti, come un rivenditore goriziano di autoveicoli nuovi ed usati che, carpendo la buona fede del consumatore, proponeva sul mercato, anche tramite annunci nei maggiori portali internet nazionali, vetture a prezzi fortemente concorrenziali al fine di attrarre la potenziale clientela al versamento di cospicui acconti finalizzati a “bloccare l’affare”. A fronte della caparra versata, il commerciante raramente provvedeva a cedere le vetture prenotate ovvero mai restituiva il quantum preventivamente intascato. Dagli approfondimenti svolti – peraltro – con indagini di polizia giudiziaria, i Finanzieri hanno poi scoperto la totale assenza di dichiarazioni dei redditi, a fronte dei citati ricavi conseguiti anche in modo illecito, da parte dell’esercente.
Un impresario edile dell’isontino, inserito in un più vasto sistema fraudolento articolato sull’emissione ed utilizzazione di fatture false tra diverse società operanti nel medesimo settore, ha pensato bene di creare documenti fiscali artefatti senza che vi corrispondesse alcuna prestazione d’opera; il tutto volto a dare respiro ad automatismi elusivi a proprio vantaggio ed a favore delle altre società conniventi. Unico “neo” del raggiro è stato di non aver completamente ottemperato a qualsiasi tipo di obbligo fiscale verso l’Erario, trattenendo interamente per sé le somme percepite negli anni.
Un albergatore gradese che – a fronte di un “tutto esaurito” brillantemente ottenuto nelle ultime stagioni balneari estive del litorale – ha sottratto all’imposizione fiscale quasi 500mila Euro, tutti proventi della propria attività ricettiva turistico-alberghiera, adducendo ai Finanzieri come unica scusante l’aver “dimenticato” di presentarne i relativi modelli dichiarativi.
Il proprietario di una nota agenzia di viaggi monfalconese, il quale, a seguito degli oramai ben noti raggiri perpetrati ai propri clienti sulla scorta degli innumerevoli pacchetti viaggio pagati e mai fruiti, è stato oggetto di attività ispettiva anche sotto il profilo fiscale. Il sempre più efficiente utilizzo dello strumento degli accertamenti bancari ha permesso alle Fiamme Gialle monfalconesi di avere precisa contezza di tutte le movimentazioni di denaro effettuate all’interno dei conti correnti di cui il soggetto era titolare, ricostruendo in tal modo il reale volume d’affari in capo all’agenzia, nonché tutte le operazioni attive e passive effettuate dal titolare nel corso delle annualità oggetto del controllo.

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