La grotta di Pulfero

Riaperta alle visite la grotta di San Giovanni d’Antro, nel comune di Pulfero. Indubbiamente uno dei posti più antichi e incantevoli del Friuli Venezia Giulia e di tutta la cristianità. L’ingresso a 348 metri di altezza è occupato da opere murarie che servirono per costruire una chiesetta dedicata ai Santi che le hanno dato il nome e dove a Pasquetta, per la festività del Lunedì dell’Angelo, è stata celebrata la Santa Messa. E’ stata esplorata per circa 4500 metri, di cui 300 visitabili in sicurezza con un percorso turistico. All’interno ospita laghetti, meandri, camini, statue e molti sono i reperti ritrovati, come quelli di ceramica di epoca preromana e romana o quelli metallici di epoca medioevale. Nel corso dei secoli, la grotta fece da riparo alle popolazioni durante guerre e invasioni. Legata alla grotta di San Giovanni d’Antro è la leggenda della regina longobarda Teodolinda. Quando Attila arrivò nella Valli del Natisone, tutta la popolazione aveva trovato rifugio nella grotta. Dopo mesi di assedio, le provviste all’interno iniziarono a scarseggiare e così la regina pensò di ingannare il nemico. Svuotò un sacco di frumento da una rupe, dichiarando di avere a disposizione tante altre provviste. Attila credette che gli assediati se le procurassero da un’uscita segreta dell’antro e così si ritirò con le sue truppe. Questo evento non è mai stato accertato storicamente, ma ne è nata una filastrocca che viene cantata ancora oggi ai bambini delle valli del Natisone.

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