La Gorizia europea di Bersani

Un momento dell'incontro conviviale tra Bersani, Cingolani e Strizzolo.
Un momento dell'incontro conviviale tra Bersani, Cingolani e Strizzolo.
Il segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha visitato ieri mattina la città di Gorizia per promuovere e offrire il suo sostegno al candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, Giuseppe Cingolani.
«Cingolani è un filosofo come me». È cominciato così l’intervento del leader democratico, che si è poi soffermato sui grandi temi di politica nazionale: liberalizzazioni e fisco. «La lotta all’evasione deve essere più incisiva. Deve andare a beneficio dell’economia». Un discorso, e lo si è sentito dagli applausi, apprezzato da un pubblico che ha riempito in ogni ordine di posto il teatro Verdi, e che, forse invitato dalla presenza di Debora Serracchiani, una dei possibili candiati alle primarie regionali 2013, è stato pure un discorso al veleno nei confronti della giunta regionale e del suo attuale presidente, Renzo Tondo. «Questa destra ha spento la luce sulla vocazione e sulle opportunità del Friuli Venezia Giulia. Dov’è finita l’Euroregione? Dov’è finita la piattaforma logistica? Dov’è finito il rapporto con l’Unione Europea a livello territoriale?» si è domandato Bersani. «È fondamentale riprendere con forza il percorso europeo, soprattutto a Gorizia».

L'arrivo di Bersani sul palco del Verdi.
L'arrivo di Bersani sul palco del Verdi.
DESTRA INCAPACE — I quaranta e più minuti di monologo, interrotti in avvio da una bandiera “No Tav” fatta calare sopra la testa del leader democratico, sono trascorsi tra stoccate alla destra nazionale («sono incapaci di parlare e di far fornte ai problemi reali della gente, non si è mai d’accordo su nulla») e primarie («le abbiamo inventate noi, anche senza riforma elettorale i nostri deputati e senatori saranno scelti attraverso questo strumento»). A tenere maggiormente banco è stata l’analisi del difficile momento economico. «Non abbiamo voluto vincere sulle rovine dell’Italia (riferendosi a possibili nuove elezioni dopo la caduta del Berlusconi IV, ndr).

EVITATA LA GRECIA? MERITO NOSTRO — Siamo dovuti arrivare noi a sostenere il governo Monti e ad evitare a questo paese il baratro greco. La Grecia – conclude poi Bersani – è come un bambino che ha rotto un vetro. Un vetro che vale il 2% del pil europeo. La mamma Europa lo redarguisce, ma paga il danno perché il bambino non ne è in condizione». Bersani, infine, rispondendo ad una domanda che proponeva la gran coalizione Pd-Pdl per le politiche 2013, si è augurato che anche in Italia si possa arrivare ad una situazione di bipolarismo perfetto, «con due grandi polmoni della politica nazionale che si confrontano».
Ad anticipare il discorso di Bersani, sono state le parole di Debora Serracchiani, Europarlamentare, e di Giuseppe Cingolani, candidato sindaco di Gorizia e, assieme a Bersani, protagonista della giornata.

Da sinistra, Cingolani, Bersani e Debora Serracchiani si "godono" il pubblico.
Da sinistra: Cingolani, Bersani e Debora Serracchiani si "godono" il pubblico.
SERRACCHIANI CONTRO TONDO — Contro Tondo, forse già in clima elettorale, l’intervento della Serracchiani. Facilmente riassumibile: «Renzo Tondo è il simbolo e la sintesi della vecchia politica berlusconiana».
Inizia con una dichiarazione d’amore per la città, invece, il comizio elettorale di Giuseppe Cingolani, che non perde troppo tempo poi per scagliarsi contro il lavoro dell’amministrazione Romoli. «Nessun progetto europeo è stato lanciato da Gorizia. Non c’è prospettiva. Le uniche idee che Romoli ha fatto bene a portare avanti sono quelle che ha ereditato dalla giunta Brancati». «Gli anziani sono una risorsa di questa città (la chiama “vecchiaia attiva”, ndr), ma i problemi li hanno i giovani» ha affermato Cingolani. «Per questo serve un rilancio del centro cittadino, finalmente bello ma ancora vuoto». E anche lui torna sul discorso primarie: «Erano inutili i nomi famosi che non c’entravano nulla con il territorio». Velata, ma nemmeno troppo, la polemica nei confronti della paventata candidatura di Roberto Collini proprio con il Pd.
Infine, ringrazia pubblicamente Andrea Bellavite, oggi suo compagno di coalizione, per averlo avvicinato al mondo della politica e conclude, come ha già fatto e come farà fino al venerdì prima delle votazioni, con il solito vecchio adagio indiano. «Da soli non si va lontano: insieme si vince!»

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *